pablo echaurren sangiuliano

“IL FUTURISMO DI DESTRA? PER FAVORE, NON SCHERZIAMO”– PABLO ECHAURREN, ARTISTA E MASSIMO ESPERTO DEL MOVIMENTO DEL PRIMO ‘900: “IL FUTURISMO FU UNA BARAONDA INCLASSIFICABILE, EBBE ANCHE UN RAPPORTO CON IL FASCISMO MA NON SONO DUE MOVIMENTI SOVRAPPONIBILI" - FA BENE SANGIULIANO A SUGGERIRE UNA MOSTRA? "IL FUTURISMO NON HA BISOGNO DI MINISTRI DELLA CULTURA CHE LO PROMUOVANO COME UN PRODOTTO TIPICO NAZIONALE. NON C’ENTRA CON IL PICCOLO MONDO ANTICO DEL SOVRANISMO…”

Estratto dell'articolo di Nicola Mirenzi per “il Venerdì - la Repubblica”

 

pablo echaurren

«Il futurismo di destra? Ma per favore. Non scherziamo». Pittore, scultore, disegnatore, pioniere del graphic novel, Pablo Echaurren possiede – insieme alla moglie, la storica Claudia Salaris – la più completa collezione al mondo di riviste, volantini, manifesti e dischi del futurismo.

 

«La prima cosa che faccio appena mi sveglio, al mattino, è cercare su internet uno dei ventuno pezzi che mi mancano». Militante nell'area creativa del movimento del '77, membro degli Indiani metropolitani, Echaurren ha cominciato ad appassionarsi al Futurismo in quegli anni roventi d'ironia, baldoria e furore politico, quando un collettivo marxista ortodosso scrisse un volantino contro di lui all'università di Roma, scagliandogli il Futurismo addosso come un'onta.

 

(...)

filippo tommaso marinetti

Sotto il segno di un analogo riflesso condizionato, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha inaugurato il cantiere contro l'egemonia culturale della sinistra consigliando al Museo archeologico di Napoli di fare una mostra sul Futurismo, perché ha «un'idea di modernità che viene dall'antico, dal passato».

 

Ha poi detto che, insieme al Maxxi, diretto da Alessandro Giuli, il governo sta costruendo il «nuovo immaginario italiano» acquisendo allo Stato la casa del pittore futurista Giacomo Balla, a Roma, sottintendendo che, con la destra al governo, il Futurismo è finalmente libero dalla cappa della sinistra. «Ma in realtà gli studiosi più importanti del Futurismo in Italia», dice Echaurren, «non sono mai stati conservatori, ammesso che sia giusto classificare uno studioso in base alle categorie politiche anziché alle sue qualità critiche».

pablo echaurren.

 

Lei però subì il pregiudizio di sinistra.

«Finita la guerra, il Futurismo venne considerato un cascame del fascismo e chi aveva opere, riviste, materiali di quel movimento se ne liberò, come fossero cianfrusaglie. Nell'estrema sinistra degli anni Settanta il luogo comune e l'ignoranza operava ancora, ma anche a destra non c'è mai stato entusiasmo per il Futurismo: credo perché, da quelle parti, agli aeroplani hanno sempre preferito le vanaglorie delle aquile imperiali».

 

(...)

«Perché il Futurismo fu una baraonda inclassificabile, ha sfasciato tutte le gabbie mentali del passato. Ha inventato il canone dell'essere contro, che modellerà l'intero Novecento, non solo artistico, ma anche politico, fino ai giorni nostri».

 

filippo tommaso marinetti 9

Ebbe anche un rapporto con il fascismo, però.

«Chi lo nega? Ma non sono due movimenti sovrapponibili. Anzi. Boccioni al fronte rivide le sue posizioni politiche e Marinetti nel 1920 si allontanò dal fascismo, accusandolo di guardare al passato. Dall'altra parte, Antonio Gramsci scrisse su Ordine Nuovo che Marinetti era un "rivoluzionario" perché "non ha paura che il mondo caschi se un operaio fa errori di grammatica"».

 

Vuol dire che era di sinistra?

«No. Ritengo che, al netto di alcune figure irregolari, l'Italia sia un Paese sostanzialmente conservatore. Impaurito dall'esplorazione e dall'ignoto. Attaccato irrimediabilmente alla statua dell'eroe a cavallo». Ma che cosa prova quando legge l'elogio futurista della guerra? «Il desiderio di contestualizzare. Erano altri tempi. Anche Guillaume Apollinaire fu affascinato da certi proclami. E poi penso: "Quante stronzate avrò detto nella mia vita?". Ecco, sarà capitato anche a Marinetti di dirne qualcuna».

echaurren

 

Fa bene Sangiuliano a suggerire una mostra sul Futurismo?

«Ma le grandi mostre sul Futurismo sono già state fatte. 1986: Palazzo Grassi, Venezia. 2014: Guggenheim, New York. Il Futurismo è ormai riconosciuto universalmente. Non ha bisogno di ministri della Cultura che lo promuovano come un prodotto tipico nazionale. È già molto oltre. Sarebbe miseramente provinciale restringerlo all'identità italiana o, peggio, a una parte politica, per di più la destra identitaria di oggi».

Perché?

«Perché il Futurismo era libertario, dai costumi esagerati, per la sperimentazione sessuale, l'emancipazione della donna, era insofferente a ogni categoria, qualsiasi confine, era cosmopolita, figurarsi che c'entra con il piccolo mondo antico del sovranismo».

gennaro sangiuliano premio strega 2filippo tommaso marinetti 8filippo tommaso marinetti 7

pablo echaurren ph francesca fago 8pablo echaurren ph francesca fago 11

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…