berlusconi vegetariano

LA CARNE E' FATALE E SILVIO SI DEVE DIFENDERE - FELTRI: “ACCETTIAMO LA CONVERSIONE VEGETARIANA DI BERLUSCONI. D'ALTRONDE, È NOTO CHE A LUI È SEMPRE PIACIUTA DA MATTI LA PATATINA. MA COME LA METTIAMO COL PESCE, NOTORIAMENTE PIÙ DEBOLE DELLA CARNE?”

vittorio feltrivittorio feltri

Vittorio Feltri per “il Giornale”

 

La notizia girava da qualche mese, ma non ci avevo mai creduto: Berlusconi ama gli animali. Figurati, pensavo, uno indifferente agli uomini e che ha una predilezione per le donne, figurati se si sdilinquisce davanti ai quadrupedi. Ad esempio, i cani, dei quali ultimamente si circonda. L’ultima volta che ho incontrato Silvio è stato un paio di settimane orsono, negli studi de «La7», a Roma. Si trattava di partecipare - lui ed io - a un programma di Myrta Merlino sulla forza delle mamme, argomento su cui la bella signora napoletana ha scritto un libro.

 

L'ex premier mi vede addentare un pasticcino e mi viene incontro. Col solito garbo, mi saluta. Poi mi rimprovera per avere, in un recente corsivo, sostenuto che, ad onta della pubblicistica che lo dipinge sedotto dai barboncini, egli in realtà li detesta. «Non è vero ciò - aggiunge piccato -, dormo con tre cani ogni notte». Mio commento: «Chissà che rottura!». E lui di rimando: «Converrai che i cani, a differenza dei giornalisti, almeno non scrivono». Replico: «Ma che dici, i giornali sono pieni di articoli vergati da cani». Risata.

berlusconi vegetariano e la patataberlusconi vegetariano e la patata

 

Il personaggio è spiritoso e accetta le altrui battute. Rara avis. Ieri, apprendo da fonti attendibili che Berlusconi non solo si corica con tre botoli a pelo riccio, ma è addirittura diventato vegetariano con una nobile motivazione: «Uccidere le povere bestie e mangiarsele sono attività barbariche. Non intendo più infliggere ad esse sofferenze atroci».

 

Come dargli torto? Sarà forse stato influenzato da Michela Vittoria Brambilla, alla quale regalai in passato, nella circostanza del suo compleanno, un mio clone ovvero un asino che ancora trotterella felice nell' eremo lecchese della deputata.

berlusconi vegetariano e la patata berlusconi vegetariano e la patata

 

In ogni caso, la tardiva conversione di Silvio all' animalismo mi stupisce favorevolmente. E faccio ammenda se sono rimasto perplesso allorché mi ha informato che trascorre la notte con tre cuccioloni, di cui confermo la tendenza a rompere i cosiddetti, specialmente di notte. Parlo per esperienza felina: il mio gatto mammone staziona dal tramonto all' alba nella mia cuccia, e ogni volta che muovo un piede me lo azzanna affettuosamente. Ciò precisato, riflettiamo insieme, cari lettori, sulla giravolta berlusconiana avvenuta senza avvisaglie negli ultimi giorni. Il fondatore di Forza Italia e del fu centrodestra ormai è vegetariano.

vittorio feltri e i gatti  3vittorio feltri e i gatti 3

 

Accettiamo per buona la sua decisione. Ma ragioniamoci sopra. Egli a tavola adesso non consuma carne. E fin qui ci siamo. D' altronde, è noto che a lui è sempre piaciuta da matti la patatina. Ma come la mettiamo col pesce, notoriamente più debole della carne? Qui bisogna fare degli accertamenti.

 

Sono in sintonia col dismesso premier che si addolora all' idea che si allevino polli in batteria al solo scopo di infilzarli con lo spiedo. Essi, da pulcini al momento della morte, sono condannati alla cattività in spazi angusti, costretti a beccare tutto il dì per ingrassare rapidamente. Una vita all' insegna delle torture.

berlusconi vegetariano e la patata  berlusconi vegetariano e la patata

 

Inammissibile che si impongano alle creature simili patimenti affinché la gente si abbuffi. Se Berlusconi lo ha capito, c' è solo da rallegrarsi. Se poi consideriamo cosa avviene ai maiali e ai bovini che poi rallegrano, si fa per dire, le nostre mense non resta che inorridire: il bestiame (inclusi gli ovini) stipato su autocarri ore e ore per recarsi al macello, terrorizzato dalla fine che lo attende. Qualsiasi anima appena appena sensibile non può esultare quando sul piatto si trova una costoletta. Attenzione, però.

 

vittorio feltri e i gatti  2vittorio feltri e i gatti 2

 Se gli agnelli e i vitelli piangono allorché vengono accoppati, siamo sicuri che le sogliole sottratte al mare siano felici di terminare l' esistenza in padella? Certo, esse non spargono lacrime, non gemono durante il trapasso, ma è indubbio che crepare non piace ad alcuna specie. Neanche alle zanzare che sterminiamo col pretesto della legittima difesa. Ma che ne sanno gli insetti del fastidio provocato dalle loro punture? E che dire degli scarafaggi? Ricordiamoci del detto napoletano: ogni scarrafone è bello a mamma sua.

 

La vita è dura per gli appartenenti al mondo animale (forse anche vegetale) ma nessuno la vuole perdere. Neppure quel ragno che tempo fa aggredì Berlusconi nella sua villa in Sardegna, obbligandolo a farsi medicare onde scongiurare lo choc anafilattico. Non era un ragno cattivo, era un ragno e basta; ha fatto il suo mestiere. È difficile essere animalisti coerenti sino in fondo. Anche perché nutrirsi è una fatica quotidiana e non solo un piacere del palato. Comunque, benvenuto Silvio tra noi che ci inteneriamo dinanzi a un barboncino. Ci sono uomini che, pur amando gli animali, se non li masticano vanno digiuni al cimitero.

 

vittorio feltri e i gatti  5vittorio feltri e i gatti 5

 

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...