JAS A TUTTO GAS! - FERRARA IN GLORIA DEL LIBRO DI GAWRONSKI - LA CENA COL PAPA SANTO, I VIAGGI NEL MONDO, LE CONFESSIONI DI AGNELLI: "SE AVESSI POTUTO SCEGLIERE NON AVREI CERTO INVESTITO A TORINO, NON NELL’AUTO, NON IN ITALIA"

LIBRO DI JAs Gawronski a cena dal papaLIBRO DI JAs Gawronski a cena dal papa

Giuliano Ferrara per “il Foglio”

 

L’importanza di Gawronski non è solo di essere un Gawronski, nipote del fondatore della Stampa e del beato Piergiorgio, figlio di Luciana intrepida e longeva che fece innamorare coorti di aristocratici e maestri dello spirito, non ultimo Wilhelm Furtwaengler, l’importanza di Gawronski è di essere Jas. Invece di fare il diplomatico come il padre, o il militare, dritto come un fioretto, bello come un dio delle steppe, Jas ha fatto il giornalista.

jas gawronskijas gawronski

 

Ma non come noi commoner vuole essere considerato, e a giusto titolo; certo ha collaborato con il compianto Enzo Biagi (nessuno è perfetto), certo è stato un mezzobusto Rai e Fininvest, peccati veniali, la sua essenza però è nei ritratti dei grandi e in particolare nella cena con il Papa (“A cena dal Papa e altre storie” è il titolo della sua raccolta per i tipi di Aragno, compresa una fraterna e sagace introduzione di Enzo Bettiza e una divertente carrellata dell’autore sul suo Sé, di cui è preso ma non infatuato, con la discrezione che si addice agli animi nobili).

Mentana Gawronski Lupo Rattazzi Mentana Gawronski Lupo Rattazzi

 

Il fondo psicologico della raccolta di articoli è absburgico, a tratti il principe Gawronski sembra voler imitare la regalità di Franz Joseph, che si obbligava a un unico iterativo commento sugli eventi: “Es war sehr schoen, es hat mir sehr gefallen” (“Molto bello, mi è piaciuto molto”), poiché un sovrano non deve parere intellettualmente più complicato dell’ultimo e più semplice dei suoi sudditi.

januaria piromallo e jas gawronsky januaria piromallo e jas gawronsky

 

In realtà Jas ha gusto e persino passione per le cose di mondo e del mondo, e ha realizzato, accanto a cento altri successi internazionali, una cosina universale che resterà: l’intervista a un santo intorno a una tavola imbandita (nei referti auditivi si sente il tintinnio dei bicchieri e anche il rumore della santa mascella). Essendo italiani di Polonia o polacchi in Italia, peccatore e santo non hanno fatto come i concittadini peninsulari che parlano di cibo prima, durante e dopo i pasti.

 

Lillio Ruspoli Carlo Giovannelli Jas Gawronskj Lillio Ruspoli Carlo Giovannelli Jas Gawronskj

Hanno parlato di politica e di storia, specie di comunismo e anticomunismo, senza concessioni pusille al mondo liberalcapitalista, con un tratto analitico e un segno militante, da parte del pontefice Giovanni Paolo II, sollecitato da un Gawronski emozionato ma in gran forma e freddo abbastanza per non mollare mai la presa. C’era una volta un Papa che giudicava e mandava, che agiva nel mondo in nome di una chiesa che non è del mondo, che aiutava il mondo a girare nel segno della misericordia come coronamento della giustizia.

 

E, in certi momenti, giustizia severa, espressione di una spietata nozione di politica pura come forma la più alta della carità (beato Paolo VI) a nutrire una vera misericordia. Il Papa loda l’europeismo dei leader democristiani, tutti nel frattempo scomparsi (quelli italiani) nella fornace del moralismo accattone; il Papa intreccia ragionamenti laicissimi, privi della benché minima supponenza teologica, su questioni di sociologia storica, di politologia, di lotta tra le classi e i caratteri nazionali;

 

Jas Gawronski e papa WojtylaJas Gawronski e papa Wojtyla

il Papa di Gawronski non sa d’incenso, non si sottomette al protocollo, nemmeno a quello antiprotocollare dell’amore diffuso a piene mani, del poverismo come arte, della solidarietà e della carità sociale come ingredienti unici; no, questo grande Papa, nel senso di Magno, è un santo fuori del mondo e un re del mondo, affronta fino in fondo la sua responsabilità politica, promuove e insieme boccia il liberalismo della proprietà privata e stronca senza speranza, pur senza diminuire il suo status di promessa terrestre, il comunismo della socializzazione dei mezzi di produzione risoltosi in fabbrica di miseria materiale e morale. Il più bel viaggio di Jas è quello da casa sua ai Palazzi Apostolici, lì si trova il mondo tra i millenni.

 

Ma anche il resto dei suoi viaggi ha un fascino inconfondibile, quello del minimalismo accorto nel racconto e degli oggetti raccolti, trovati, per le strade di Cuba, del Bhutan, del Laos, del Kirghizistan, della Mongolia, della Corea e di mille altri luoghi in cui esotismo, storie e storia hanno fatto il loro incontro come per offrirsi alla curiosità di un reporter occidentale di talento.

 

7 pap24 sus agnelli jas gawronsky7 pap24 sus agnelli jas gawronsky

Jas è stato un politico d’assemblea, di commissione e di relazione, un rapporteur di Strasburgo e un senatore della Repubblica incapace di non usare la funzione secondo una certa forma, ch’è quella del movimento perpetuo, quell’essere altrove, kunderianamente, che secondo Bettiza, suo ritrattista nella vita, è la sua principale e più felice caratteristica.

 

gianni agnelli e marellla agnelligianni agnelli e marellla agnelli

Il colpo finale è nella conversazione con Gianni Agnelli, che gli rivela: “Se avessi potuto scegliere non avrei certo investito a Torino, non nell’auto, non in Italia”, mostrando ciò che si sospettava, un’estraneità della migliore borghesia nazionale alla nazione, con il risvolto che incanta Gawronski, et pour cause, del cosmopolitismo, e con la conseguenza, che imbarazza lo storico, della debolezza di retrovia di ogni possibile politica democratico-liberale in questo paese. Che in parte è anche il paese di Jas, del suo lavoro molto più che onesto, la sua base di partenza e la sua destinazione di ritorno.

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