FINCHÉ C’È FEDE… - IL SEMPITERNO EMILIO COMPIE 81 ANNI E RICORDA CON NOSTALGIA IL SUO TG4 - “NON LO GUARDO. STAREI MALE. ERA LA CREATURA MIA” - “I GIORNALI HANNO PROVATO A ROVINARMI. IL ‘’CORRIERE’’ PEGGIO DI ‘’REPUBBLICA’’ (MA HA DENUNCIATO DAGOSPIA, NDR). NERO, MI HANNO FATTO. IL BUNGA-BUNGA, RUBY, I SOLDI, LE PUTTANE, L’ESPORTAZIONE ILLEGALE DI DENARO. IO NON SONO UN PUTTANIERE” - “LA GENTE MI VUOLE BENE, CAMMINO PER STRADA E NON MI INSULTA NESSUNO” - “SILVIO MI È STATO VICINO”...

Malcom Pagani per il "Fatto quotidiano"

Berlusconi è un uomo molto impegnato, ma il 24 giugno ha trovato il tempo di festeggiare il suo amico Emilio Fede.

Splendido 81enne.
Mi trova in palestra, infatti. Ritempro corpo e spirito. È stato uno strano compleanno, in un momento particolare della mia vita.

Silvio c'è sempre.
Rapporto fraterno, ci vogliamo veramente bene, mi è stato vicino.

Non eravate in rotta?
Quando mai? Ascolti. I giornali hanno provato a rovinarmi. Mi hanno dato del puttaniere e poi tritato con la storia della valigetta svizzera. Cosa vogliono ancora? Che muoia? Silvio ha capito. Sono stato riaccolto in azienda con tutti gli onori.

Come l'ha trovato?
Carismatico e sorridente, nonostante il cuore gonfio d'amarezza. Gliel'ho detto: "Per quanto tu possa fuggire, non c'è niente da fare. Il leader rimani tu. Sei tu il grande comunicatore".

Così gli ha detto?
E ho continuato: "È troppo presto per poter parlare di eredi che raccolgano anche una sola briciola del tuo successo".

Alfano la pensa diversamente.
Silvio me lo raccomandava: "È intelligente, portalo spesso in televisione, Emilio". Ma il capo indiscusso, in attesa che gli Alfano crescano, resta lui.

E lui, Silvio, era contento?
Mi ha ascoltato. Anche con Mediaset, adesso, c'è grande serenità.

C'erano problemi?
Equivoci. Una frase mai pronunciata. Ho chiarito. Potevo davvero pensare che dietro la bufala di Lugano ci fosse Mediaset? Sarei stato pazzo.

Il litigio con Confalonieri?
Assurdità. Siamo fratelli. Tra noi ci chiamavamo anciens combattants. Tante battaglie, tanti ricordi.

Intanto il Tg4 batte bandiera straniera.
Sono stati 23 anni intensi, per mesi non ho messo piede in redazione. Paura di commuovermi. Nostalgia.

Vede il tg?
Non ce la faccio. Starei male. Era la creatura mia.

Quindi finisce così?
No, ho firmato per 3 anni di consulenza a un programma, a settembre. Ho lasciato Milano 2 per Cologno, non l'informazione.

Strapagato?
Le solite menzogne. Ma che ho fatto per ottenere tanto odio? I giornalisti non li riconosco più. Il Corriere mi ha riservato uno stalking pesantissimo.

Il Corriere?
Il mio delizioso amico Ferruccio de Bortoli, anche detto ciuffetto svolazzante, si è comportato peggio di Repubblica. Ha sparato in prima la notizia sul sequestro cautelativo dei miei beni. Quando il giudice ha respinto, poi, neanche una riga. Così non si fa, è questione di umanità. È ora che io venga risarcito. Mi dicono che De Bortoli sarà sostituito presto da Calabresi. Ben venga, Mario.

Medita vendetta?
Basteranno i tribunali. Ho scelto la strada più gentile. Richiesta danni in sede civile. Ho subìto assalti e persecuzioni. Nero, mi hanno fatto. Il bunga-bunga, Ruby, i soldi, le puttane, l'esportazione illegale di denaro.

Il bunga bunga?
Alla mia età? Frescacce. Legga le deposizioni: "Fede stava in un angolo, non se lo cagava nessuno". Tutto abbastanza malinconico. Devo aver la forza di superare, ma non è facile. Non lo auguro a nessuno. Nes-su-no.

E la valigetta piena di soldi che lei avrebbe portato in Svizzera?
Partiva da una denuncia anonima all'Agenzia delle Entrate di Roma. Ma si rende conto? La Santanchè ha sintetizzato: "Emì, non ti offendere, ma tu 2 milioni e mezzo di euro non li hai mai visti in vita tua".

Sospettò di Mora.
Non nego. Lele si era inventato che ci fossimo divisi i soldi di Silvio, che avrei preteso un milione da lui. Bugie che pensai, potevano essere collegate alla Svizzera. Ma adesso basta, ai giudici, quando mi chiameranno, farò una dichiarazione spontanea.

Ce la anticipa?
Sono Emilio Fede, figlio di un vicebrigadiere dei Carabinieri medaglia di bronzo al valor militare, non fumo, non bevo superalcolici, negli ultimi 4 anni non ho fatto un giorno di vacanza e, soprattutto, non sono un puttaniere.

Sua moglie è furibonda?
Lei e i figli stanno con me. Diana è una donna straordinaria, coraggiosa. Sa cosa dico di lei?

Cosa, Fede?
Una così, io, non me la meritavo.

Tutto sereno quindi.
La gente mi vuole bene, cammino per strada e non mi insulta nessuno.

Strano parametro.
Ho rischiato durante il terrorismo, mi hanno spedito bombe in redazione e mi minacciano continuamente. Ho una storia. Il libro servirà a ricordarlo.

Quale libro?
Ne sto scrivendo uno sul giornalismo. Sono quasi l'ultimo testimone. Biagi e Bocca non ci sono più. Vermicino. Bellini e Cocciolone. Qualcosa ho fatto.

Ai tempi dell'Iraq, Striscia irradiava i suoi fuori onda sulle gambe di Kay Sandwik.
Ragazzate, battute. Piuttosto, cerco un titolo. Una volta scrissi "Finché c'è Fede". In bacheca i colleghi appesero un "Non c'è speranza". L'editore è Cairo. Di solito scelgo Mondadori, non volevo sembrasse una cosa in famiglia.

Ma Cairo e Berlusconi sono quasi sinonimi.
Buona serata.

 

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