“‘FRANCO BATTIATO. IL LUNGO VIAGGIO’ RISCHIA DI SCIVOLARE NELLA COMMEDIA” – ALDO GRASSO NON PROMUOVE IL FILM SUL CANTAUTORE SICILIANO: “TUTTA LA DIMENSIONE PIÙ PROFONDA, NONOSTANTE GLI SFORZI MIMETICI DELL'ATTORE DARIO AITA, FINISCE PER ESSERE ESPRESSA SOLO A PAROLE, ANZICHÉ FILTRARE ATTRAVERSO LA SCRITTURA, LA RECITAZIONE O IL MONTAGGIO. PER QUESTO, OGNI VOLTA CHE COMPARE UNA SITUAZIONE RICONOSCIBILE, IL FILM RISCHIA DI...”
Estratto dell'articolo di Aldo Grasso per www.corriere.it
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[...] Franco Battiato [...] è stato eccelso e insuperabile quando ha giocato con il «kitsch colto» (da non confondersi con il camp), unendo i «Gesuiti euclidei vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori della dinastia dei Ming» (citazione di Matteo Ricci) al «mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire» (eco di Gurdjieff).
È stato il maestro dell’estetica dei frammenti, armonizzati in una sintesi inedita dalla musica e dalla melodia: un miracolo irripetibile. Cosa si può chiedere a una biografia filmata? Non certo «più carisma e sintomatico mistero».
Franco Battiato - Il lungo viaggio, diretto da Renato De Maria e scritto da Monica Rametta, ripercorre vita e opere del cantautore: dalla Sicilia all’approdo nella Milano degli anni Settanta, fino al ritorno nell’amata terra d’origine (Rai1).
L’ambizione della pellicola è quella del viaggio interiore, con tutti i rischi che i ritratti troppo empatici comportano.
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Tutta la dimensione più profonda, nonostante gli sforzi mimetici di Dario Aita, finisce per essere espressa solo a parole, anziché filtrare attraverso la scrittura, la recitazione o il montaggio — a meno che non si vogliano intendere i colori acidi e le distorsioni visive come autentici momenti introspettivi.
Per questo, ogni volta che compare una situazione riconoscibile (casa Gaber, l’ambiente discografico, i rapporti con la nota casa editrice, ecc.), il film rischia di scivolare nella commedia.
In particolare, l’insistito rapporto con l’amica Fleur (Elena Radonicich), la prima signora Calasso, raggiunge vertici di comicità involontaria. [...]
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Coincidenze: «La cura» (1996), scritta proprio per l’amica Fleur e divenuta nel tempo la colonna sonora di innumerevoli matrimoni, sarà ora spodestata da «Per sempre sì» di Sal Da Vinci, in attesa di un biopic sul cantante napoletano.
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Franco Battiato – Il lungo viaggio
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