freccero

LE FRECCE DI FRECCERO: ''CAIRO AL PROSSIMO GIRO SCENDERÀ IN POLITICA, COSÌ L'IMITAZIONE DI BERLUSCONI SARÀ TOTALE - GUARDÌ È UNO DEGLI UOMINI PIÙ RICCHI D'ITALIA. 'I FATTI VOSTRI' NON SARÀ CHIUSO MA… - LUTTAZZI COPIAVA? LO FACEVA BENE - CON LUCIO PRESTA HO UN RAPPORTO TEMPESTOSO. PERÒ LO AMMIRO, L'AMORE PER LA MOGLIE È COSÌ STRUGGENTE CHE VORREBBE CHE TUTTE LE RETI SI SPEGNESSERO QUANDO C'E' LEI'' - IL PRANZO CON DIBBA, SCIARELLI, FASSINO, L''IMBECILLE' ALLA GIORNALISTA…

 

 

Maurizio Caverzan per ''Panorama''

 

freccero ultimo tango

«Carlo Freccero - Il ritorno». Potrebbe intitolarsi così il film ora in prima visione sugli schermi di Mazzini. Un sequel 16 anni e mezzo dopo l’editto bulgaro, 18 aprile 2002. Per qualcuno, infatti, il sottotitolo è «Il controeditto». Per altri «La rivincita». Un fantasy; un giallo. O, visti i colpi di scena, un thriller. Mentre la rivoluzione di Rai 2 avanza, Freccero colleziona nemici. Ogni giorno un casino. Quotidiani e riviste lo dipingono censore, venditore di fumo, cialtrone. Lui si diverte come un bambino. «Eccole dieci euro», dice alla segretaria.

 

Come sta andando la rivincita?

All’inizio il risentimento è stato la motivazione per accettare di lavorare gratis. Inconsciamente ho adottato il pensiero di Enzo Tortora quando tornò a Portobello: «Dov’eravamo rimasti?». E l’idea di richiamare Daniele Luttazzi può avere un sapore di rivincita. Ma poi, un po’ alla volta, la televisione ha preso il sopravvento sui miei sentimenti. Perché, lei lo sa: noi siamo parlati dalla televisione…

carlo freccero

 

La stanza da direttore è la stessa di 16 anni fa?

La stessa, ma rifatta.

Altra èra.

Totalmente. Oggi la sfida è dare identità a una rete generalista complementare a Rai 1 nell’epoca dell’over the top, le piattaforme multinazionali digitali.

In parole povere?

La tv generalista deve imparare a rispettare i tempi sociali dello spettatore. Fino a qualche anno fa c’era solo lei; oggi, nell’epoca dei tempi liquidi, il pubblico sceglie la tv generalista solo in prima serata. Questo va tenuto presente quando si fa il palinsesto. Io mi concentrerò sulla fascia dalle 19 a mezzanotte.

 

Rivincita senza vendette?

carlo freccero

Certo. Fu Celentano a farmi lavorare a Rockpolitik, quando ero in punizione. Ma non covo risentimento. Non c’è il conte di Montecristo. Questo ritorno è un dottorato post universitario.

È un ritorno contro? Controeditto, controprogrammazione, controinformazione.

Controeditto un po’ sì. Disturbavo troppo e sia Berlusconi che Renzi non mi hanno mai preso in considerazione. Nel Cda Rai mi hanno eletto i 5 stelle e Sinistra ecologia.

 

Mentre il Pd l’ha mandato sul satellite.

I Ds per l’esattezza, segretario Piero Fassino, responsabile della comunicazione Carlo Rognoni.

freccero de santis

La segretaria ricompare con una Coca zero. È dovuta uscire dal palazzone di Viale Mazzini per comprarla al bar.

«Ne vuole un po’?», chiede Freccero.

No, grazie.

(Agitandosi) Forza, forza con le domande!

È un’altra èra anche politicamente. Che rapporti ha con i 5 stelle?

Un rapporto di amicizia con Alessandro Di Battista e Gianluigi Paragone, che ho difeso quando conduceva La Gabbia.

 

Che cosa vi siete detti in trattoria con Di Battista?

freccero di battista ultimo tango

Ho fatto apposta a farmi vedere con lui per festeggiare il suo ritorno in Italia.

Molti sono scandalizzati perché anche questo governo aveva giurato: fuori i partiti dalla Rai.

Naturalmente sono io che parlo di televisione, mentre lui mi parla del Paese.

 

Ha mai incontrato Matteo Salvini?

No. Mi piacerebbe incontrare lui e anche Steve Bannon. Comprenderli è necessario.

Perché?

Sono sull’onda del successo. Questo è il grande insegnamento che ho tratto dalla tv commerciale. Tutto ciò che ha successo va preso in considerazione. È l’umiltà l’insegnamento. Non possiamo pensare che il nostro io valga più di quello degli altri. Se una cosa è popolare bisogna rispettarla.

FRECCERO E ALESSANDRO DI BATTISTA

Ha più sentito Berlusconi?

Mai dal 2 maggio 1992 quando mi licenziò. Mi piacerebbe molto rivederlo e litigare con lui.

 

Perché la licenziò?

La mia Italia 1 disturbava il Caf, Craxi Andreotti Forlani.

Segnali dal suo mondo?

Conservo ottimi rapporti professionali. Scrivo sulla rivista Link che ritengo la migliore rivista in assoluto di televisione.

Quanto durerà questo governo?

Mi auguro tanto perché è senz’altro migliore di quello precedente.

 

Nonostante le frequenti gaffe mediatiche?

Le gaffe mediatiche sono meno rilevanti della crisi economica creata da chi c’era prima.

Come sono i suoi rapporti con i vertici aziendali?

FRECCERO E ALESSANDRO DI BATTISTA

Ottimi. Con l’ad Fabrizio Salini c’è una vecchia sintonia. Ancora oggi lo ringrazio per l’aiuto che mi diede al Festival della Fiction di Roma quand’era capo della Fox. Organizzammo un master class con Alicia Witt, la sceneggiatrice di Walking dead. Con il presidente Marcello Foa mi unisce l’attenzione critica verso l’informazione.

 

L’accusano di fare controprogrammazione e Salini sarebbe preoccupato.

freccero

La controprogrammazione è una regola che fa parte del lavoro televisivo quando si tiene presente lo scenario competitivo. Non è un dispetto contro qualcuno.

Rai 1 ha cancellato la conferenza stampa di Superbrain, lo show di Paola Perego, contro il quale ha programmato la serie The Good Doctor.

Con Lucio Presta ho sempre avuto un rapporto tempestoso. Però lo ammiro perché l’amore per sua moglie è così struggente che vorrebbe che tutte le reti si spegnessero in concomitanza dello show di lei. È come il protagonista di Adele H di Francois Truffaut, travolto dall’amour fou. Mi commuove e lo apprezzo.

CARLO FRECCERO

 

Fa anche controinformazione.

È necessaria, detesto il pensiero unico politicamente corretto che nasconde le notizie sgradite. In questi anni la Rai ha perso il primato dell’informazione. Basta vedere che La7 ha Otto e mezzo e Rete 4 ha Stasera Italia. La Rai nulla. Deve coprire questa lacuna. Per me la conduttrice ideale dell’approfondimento dopo il Tg2 serale è una come Federica Sciarelli.

Ma ha già Chi l’ha visto?

Infatti, è un pio desiderio.

Ha dato dell’imbecille a una giornalista della Stampa.

Chiedo scusa per l’imbecille, ma bisogna ammettere che certi articoli sono molto fantasiosi. Ho trasceso usando il mio impatto mediatico per ridare centralità a Rai 2. Mai come adesso si avverte il conformismo dei media. Non a caso le vendite dei giornali precipitano.

CARLO FRECCERO RAI

 

Come si spiega che quasi tutta la stampa la attacca?

(Sorride) Chi mi attacca mi fa un favore. Vuol dire che sono davvero disturbante. Squadrato, come diceva Celentano.

Alla prima uscita si è fatto una valanga di nemici.

Ci sono stati tre tipi di reazione alla mia presentazione del palinsesto.

Addirittura.

La prima, sotto forma di depistaggio. Allontanare l’attenzione dai programmi più problematici e concentrarla su quelli più popolari come I fatti vostri e Quelli che dopo il tg. Per Repubblica il mio unico problema era mettere a tacere queste voci dissenzienti. Un po’ come censurare Stanlio e Ollio.

lucio presta

 

La seconda?

Rovesciare la focaccia. Cosa si oppone a un direttore di rete che si propone l’obiettivo di abolire la censura? Di essere un noto censore, incaricato dalla maggioranza di tacitare l’opposizione e la libertà di espressione.

E la terza reazione?

L’abbiamo vista all’opera a proposito dell’Ottavo blog: demonizzazione delle fonti. Ho letto sulla Stampa che i blog da me citati avrebbero molti scheletri nell’armadio. Non sono in grado di dibattere sullo specifico. Non m’interessa l’attendibilità di chi presenta l’informazione, ma l’attendibilità dell’informazione stessa. Saddam Hussein era il più cattivo di tutti, ma ahimè sulle armi di distruzione di massa era l’unico a dire il vero. Assad è stato prima buono poi cattivo. Ricevuto in pompa magna dal presidente Napolitano come baluardo dei valori occidentali contro l’integralismo islamico, si è trasformato in breve tempo in un mostro che non esita a gasare il suo popolo per impedirne la libertà di espressione. Potrei continuare.

DANIELE LUTTAZZI

 

Meglio di no.

Il giornalismo dovrebbe sempre tener presente la corrispondenza tra la notizia e la realtà dei fatti. La verità non guarda in faccia buoni e cattivi, ma ha a che fare con l’oggettività, non con presunte considerazioni morali.

Ha fatto incazzare anche gli juventini con quella battuta sull’occupazione dei Var.

(Ride) Quella battuta mi è piaciuta da pazzi. Io ho fatto L’Appello del martedì e considero il calcio materia di scherzo. Invece ho capito che è roba serissima. Infatti: il rigore contro la Sampdoria non c’era, mentre c’erano quelli non dati al Torino nel derby. Gli juventini sono belli, ricchi e famosi; sopportino qualche malignità. Sopportatela! Il potere esige il buffone di corte. Noi che non siamo juventini siamo una moltitudine di buffoni.

MAGALLI STAFFELLI

 

Magalli non la adora.

Invece mi è simpatico. È il più grande battutista rimasto della vecchia tv. Era amico di Gianni Boncompagni, di Luciano Salce e di tutti i grandi autori comici, per cui lui può dire quello che vuole e io lo esalto.

Chiudendo I fatti vostri?

No, dev’essere solo ridotto nei costi. Michele Guardì è uno degli uomini più ricchi d’Italia. Non può pretendere la Siae, faccia un sacrificio...

 

Quante cose può fare in un anno?

Pensi quante ne ho fatte in un mese... Il piano editoriale, lo speciale su Celentano, ho inventato un programma di approfondimento. Il 18 febbraio Enrico Lucci incontrerà Gianfranco Funari in Paradiso. Poi Bernardo Bertolucci sarà vendicato dei magistrati oscurantisti. Il 4 febbraio, per i 30 anni di Crêuza de mä, darò il concerto di Fabrizio De André con la presentazione di Dori Ghezzi. Il 25 febbraio ripartirà Made in sud con Stefano De Martino. Ho ridotto Ncis per riproporre le serie italiane. Arbore farà una serata dedicata a Gianni Boncompagni. Night tabloid diventerà Povera patria con la sigla di Battiato preceduta da una comica imitatrice. Poi c’è la trasformazione di Nemo con il ritorno alla conduzione di Alessandro Sortino. Ho messo a punto The Voice con Simona Ventura che partirà il 16 aprile e dove spero di avere in giuria Asia Argento e Morgan.

michele guardi

 

Non verranno mai.

Lo spero, è un sogno. Non si può sognare? (alzando il tono)

È vero che ha bocciato la seconda stagione del Supplente prodotto da Carlo Degli Esposti?

Vero, non mi piace. Mi aspetto proposte più interessanti e geniali, come Degli Esposti sa essere.

Resterà solo un anno o spera in una proroga?

carlo degli esposti

Niente proroghe. Già arrivare a fine novembre 2019 sarà una fatica enorme. Chissà se questo entusiasmo creativo durerà fino allora.

 

È una specie di servizio civile gratuito?

Esatto. Come quello che faccio in carcere.

Cosa fa in carcere?

Tengo un corso di televisione nel carcere di Marassi sulle serie americane per la facoltà di Scienze dell’informazione. Ho cominciato lunedì scorso con The Wire. Naturalmente, con tutti questi impegni gratuiti, spero che il 2 giugno il presidente Sergio Mattarella mi conferisca il cavalierato.

 

Per avvicinarsi a Berlusconi?

Purtroppo non sono diventato come Urbano Cairo. Lui sì che è riuscito a imitarlo quasi in tutto.

Gli manca la discesa in campo.

Sì, ma avverrà in tempi relativamente brevi. Alle prossime elezioni politiche, quando saranno.

berlusconi galliani allo stadio con urbano cairo in fondo

Lo suppone o lo sa?

Lo suppongo. Per la carenza di leader, per la tv che fa e per la voglia di rifare il percorso berlusconiano. Manca solo la politica.

 

Quanti detenuti seguono il suo corso?

Una trentina. Ma non parliamone troppo perché non vorrei che Presta, i giornalisti mainstream e i concorrenti delle altre reti convincessero la direttrice Maria Milano a tenermi dentro.

Tornare qui è chiudere un cerchio?

Certo, si chiude una stagione. Ma magari poi se ne apre un’altra… Devo dire che la vecchiaia dà una grande libertà. E anche la capacità di non avere paura di rischiare.

 

Per esempio richiamando Luttazzi? Qualche dettaglio?

L’ho sentito tre o quattro volte al telefono e lo incontrerò in Spagna in febbraio.

Probabilità di rivederlo davvero?

carlo freccero michele santoro

Dipende da lui, da quello che vuol fare.

Attaccare Salvini e Di Maio?

Molto probabile.

 

Glielo lasceranno fare?

Io vado via a novembre, lui dovrebbe iniziare a ottobre. Per due mesi...

Copiava le battute dai comici americani.

Vuol dire che sapeva copiare bene, altri copiano i format e molte volte male. Copiare una battuta è diffondere intelligenza.

Altri ritorni a Rai 2, magari Santoro?

Vorrei tanto incontrare lui, Piero Chiambretti e anche altri. Ma in un mese non sono riuscito a far tutto.

 

Ha detto che farà tornare la satira perché è finita l’èra di Berlusconi e Renzi. Perché li accomuna?

gilet gialli 1

Perché appartengono allo stesso discorso politico. Siamo nell’epoca dei gilet jaunes non in quella degli azzimati e dei millennials, di Publitalia e della Leopolda. Siamo una moltitudine di gilet jaunes alla ricerca di un nuovo discorso economico e politico.

 

Condivide il pensiero di Alain de Benoist secondo il quale all’asse orizzontale destra-sinistra si è sostituita una prospettiva verticale élite-popolo?

Bene. Allora… I gilet jaunes sono nati per opporsi al potere. Già nel dopoguerra in Francia ci fu una strana mescolanza tra pensiero di destra e frange di sinistra contro il parassitismo delle classi rentiers (che vivono di rendita ndr). Ha ragione de Benoist, oggi il conflitto è verticale. Perché questo cambiamento? Molto semplice: perché il mondo del lavoro combatte il mondo della finanza, produzione contro speculazione. Il fronte della resistenza oggi va dal padrùn delle brache bianche al proletariato e sottoproletariato. È un fronte unico contro il vampirismo della finanza.

hillary clinton donald trump il town hall

Dice che Trump si poteva prevedere, ma è un bene o un male con quei muri?

Si poteva prevedere perché la Clinton era ancora peggio di Trump.

 

 

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