louis ferdinand celine giorgio gaber sandro luporini

IL LABILE CONFINE TRA ISPIRAZIONE E SACCHEGGIO – 17 ANNI FA MORIVA GIORGIO GABER CHE, INSIEME A IL SUO ALTER EGO SANDRO LUPORINI, AVEVA FATTO DEL “RIUSO” CULTURALE LA BASE DEL “TEATRO CANZONE” - IL DUO SACCHEGGIAVA TUTTO CIÒ CHE LEGGEVA O SENTIVA, “DA MARCUSE FINO A DANTE”, PASSANDO DA BALZAC E PESSOA. MA IL CASO PIÙ ECLATANTE FU CON CÉLINE E IL “VOYAGE”… – VIDEO

 

 

Marco Palombi per “il Fatto Quotidiano”

 

giorgio gaber sandro luporini

Era il 22 ottobre del 1970 quando, al Teatro San Rocco di Seregno, i primi versi di Suona chitarra diedero il via alla seconda vita di Giorgio Gaber (già rockettaro d' avanguardia con Celentano e poi cantante da sabato sera Rai) e alla prima vita di quel che oggi chiamiamo "Teatro canzone". Cinquant' anni durante i quali, e giusto il 1° gennaio di 17 anni fa, è purtroppo finita anche la seconda vita dell' artista noto all' anagrafe come Giorgio Gaberscik. Quello che segue è dunque un piccolo (e dilettantesco) tentativo di omaggio filologico al Signor G, al suo alter ego nell' ombra, il pittore Sandro Luporini, e alle decine di loro involontari "coautori".

 

giorgio gaber

L' attitudine al saccheggio culturale del duo G&L, capaci di usare come materiale da costruzione teatrale tutto quel che gli era restato nell' orecchio o negli occhi dopo anni di letture, è d' altronde leggendaria: ad esempio, state leggendo queste righe su uno di "quei bordelli del pensiero che chiamano giornali" (C' è un' aria), rielaborazione di un passo delle Illusioni perdute di Balzac proprio come il "gabbiano ipotetico" di Qualcuno era comunista è parente del "condor ipotetico" del poeta portoghese Fernando Pessoa.

 

Fernando Pessoa

Un' attitudine al riuso culturale, va detto, mai nascosta dal duo Gaber e Luporini, anzi esibita tanto nei libretti degli spettacoli che nelle interviste: "Abbiamo saccheggiato Céline, Adorno, Pessoa perché copiare da uno è plagio, copiare da tanti è ricerca, si sa" (Sandro Luporini nel 2013). E la lista è in effetti lunghissima e, oltre alla letteratura di mezzo mondo, andrebbero citati almeno gli antipsichiatri tipo Ronald Laing, quello dell' Io diviso.

balzac

 

Davvero "da Marcuse fino a Dante" come cantava Gaber in La leggerezza riassumendo il "pacco di coscienza" che il volenteroso intellettuale di sinistra si doveva portare sulle spalle alla metà dei Settanta del secolo scorso ("c' è pure Fellini com' è pesante!"). Questo piccolo omaggio sarà, però, settoriale e si occuperà solo dello "scrittore creato da Dio per dare scandalo" (Bernanos), Louis-Ferdinand Céline: "Ma perché lui? Perché c' è in Céline la possibilità di un linguaggio teatrale immediato. Céline in un' intervista () dice che la sua non è letteratura, è vita, la vita così come si presenta. Il teatro vuole una lingua viva" (ancora Luporini, nel 2005).

giorgio gaber 8

 

L' esercizio riguarda in particolare Viaggio al termine della notte, il cui protagonista Ferdinand Bardamu cela appena il dottor Destouches, vero nome dello scrittore francese: già negli anni Settanta la copia di Luporini - che lo cita tra "i tre libri per me davvero importanti" coi Minima moralia di Adorno e Il libro dell' inquietudine di Pessoa - era logora a forza di "orecchie, segni e segnetti". Ad esempio La dentiera, lungo monologo inserito nello spettacolo Far finta di essere sani, "è un omaggio a Céline": "E quando dico omaggio è chiaro che voglio dire che l' idea è sua (). Qua e là poi c' è anche qualche parola nostra".

giorgio gaber sandro luporini

 

Una sola frase a titolo di esempio: "In qualche mese come cambia una camera, anche quando non si tocca niente. Per quanto vecchie, per quanto degradate siano, le cose, trovano ancora, non si sa dove, la forza di invecchiare", scrive Céline. "La stanza di un malato cambia. Le cose, le bottiglie, trovano sempre, non si sa come, la forza di invecchiare", nella versione G&L.

 

giorgio gaber 3

Quello che segue è dunque un minimo e assai incompleto catalogo di citazioni per dare almeno l' idea di quanto del Viaggio di Céline ci sia in quello di Gaber e Luporini tra gli anni Settanta e Ottanta: d' altra parte - lo disse lo stesso Signor G in un' intervista - "dal suo spirito anarcoide abbiamo preso moltissimo: forse è stato il nostro principale maestro".

 

Famiglia

giorgio gaber 2

"Dovevo aver preso quel terrore da mia madre che mi aveva contaminato con le sue tradizioni: 'Si ruba un uovo E poi un bue e si finisce per assassinare la madre'. Cose che tutti abbiamo fatto una gran fatica a sbarazzarcene.

 

Le impari da piccolo e vengono a terrorizzarti senza scampo, più tardi, nei momenti cruciali. Per disfarsene si può appena contare sulla forza delle cose. Fortunatamente, è enorme la forza delle cose". In casa mi hanno un po' contaminato con certe sane tradizioni. Il lavoro nobilita l' uomo Si ruba un ago, poi un bue e si finisce per vendere la propria madre.

sandro luporini

 

Non è facile liberarsi dall' onestà. Ma ora la pentola bolle anche se quelle cose lì ce ne vuole per sbarazzarsene, ti entrano dentro da piccolo e tornano a terrorizzarti quando stai per rubare l' ago. Che debolezze! Per liberarsene si può contare solo sull' urgenza delle cose (). Per fortuna l' urgenza delle cose è enorme (Introduzione, Libertà obbligatoria).

 

Strada

giorgio gaber 5

"Tutto deve finire per passarci, nella strada. Quella solo conta (). Nelle case, niente di buono. Quando una porta si chiude dietro un uomo, lui comincia subito a puzzare e tutto quel che si porta dietro puzza anche. Passa di moda sul posto, corpo e anima (). Conosco per esempio un farmacista che ha un bel manifesto in vetrina: Tre franchi la scatola per purgare tutta la famiglia!

Un affare! Giù rutti! Si fa tutto insieme, in famiglia".

 

giorgio gaber sandro luporini 1

Nelle case / non c' è niente di buono / appena una porta si chiude / dietro un uomo / Quell' uomo è pesante / e passa di moda sul posto / incomincia a marcire / a puzzare molto presto (). Ne ho conosciute tante di famiglie, la famiglia è più economica e protegge di più. Ci si organizza bene: una minestra per tutti, tranquillanti aspirine per tutti, gli assorbenti il cotone i confetti Falqui, soltanto quattrocento lire per purgare tutta la famiglia! Un affare! Si caga, in famiglia, si caga bene, lo si fa tutti insieme (C' è solo la strada, Anche per oggi non si vola).

giorgio gaber 4

 

Viaggio

"L' infinito si spalanca solo per voi, un ridicolo piccolo infinito e voi ci cascate dentro Il viaggio è la ricerca di questo niente assoluto, di questa piccola vertigine per coglioni". Ti basta un paese nuovo e il cuore ti si emoziona, la testa ti gira, un infinito si apre nuovo per te, un ridicolo, piccolo infinito. E tu ci caschi dentro. Il viaggio è la ricerca di questo nulla, di questa piccola vertigine per ingenui (L' ingenuo, Polli d' allevamento).

 

Sesso

louis ferdinand celine

"Hanno cominciato a incularsi, per cambiare E allora di colpo si sono messi a provare 'impressioni' e 'intuizioni'". E anche nell' amore / non riesco a conquistare la vostra leggerezza / non riesco neanche a improvvisare / o a fare un po' l' omosessuale / tanto per cambiare (Quando è moda è moda, Polli d' allevamento).

 

Sconfitta

"D' altra parte si finisce tutti per assomigliarsi dopo un certo numero di anni che non si è sfondato. Nelle fosse delle grandi sconfitte un diploma qualunque vale un Prix de Rome. Un problema di autobus che non si prendono esattamente alla stessa ora". E dopo un po' tutti quelli che smettono si rassomigliano.

 

Sul terreno della sconfitta, mi creda, non c' è nessuna differenza tra un filosofo che fa il barista, un ladro in disuso o un rivoluzionario smesso. Tra una decina d' anni saremo tutti uguali certo, uguali nei fallimenti () Le persone si uniscono, per un autobus che non hanno preso (Le carte, Libertà obbligatoria).

 

giorgio gaber 6

Smorfia

 "Si finisce per avere la faccia piena di quella brutta smorfia che impiega venti, trent' anni e più a risalire dal ventre alla faccia. È a questo che serve, a questo soltanto, un uomo, una smorfia, che lui ci mette una vita a confezionarsi e ancora non gli riesce sempre di portarla a termine".

E dopo vent' anni / si comincia ad avere la faccia / tutta presa da quella smorfia / che avanza sicura con un percorso preciso (). La smorfia che porta sul viso / l' uomo a confezionarla / ci impiega una vita / e non sempre riesce / a terminarla (La smorfia, Libertà obbligatoria).

giorgio gaber sandro luporini 2

 

Festa

 "Nessuno in fondo le resiste alla musica. Non hai niente da fare col tuo cuore, lo regali volentieri. Bisogna sentire in fondo a ogni musica l' aria senza note, fatta per noi, l' aria della Morte". La musica da ballo / è l' unico linguaggio che riunisce il mondo / c' è chi ci gode smisuratamente / e c' è chi si lamenta della vita / sgambettando / E oltre le note si avverte / il senso dell' aria senza note / che è l' aria della morte (La festa, Polli d' allevamento, che proprio come La dentiera è tutta una rielaborazione celiniana dalle "montagne che non sono russe" a "sono rutti di gioia le feste").

 

Vecchiaia

giorgio gaber 7

"Essere vecchi vuol dire non trovare più una parte passionale da recitare, cadere in quell' intermezzo insipido in cui non si aspetta che la morte". Essere vecchi significa non trovare più una parte eccitante fisica da interpretare, e cadere in quello stupido riposo in cui si aspetta la morte (Finale, Libertà obbligatoria).

 

Solitudine

mina gaber

"C' è un momento in cui sei solo, quando sei arrivato in fondo a tutto quello che ti può capitare. È la fine del mondo. La stessa pena, la tua propria, non ti risponde più e bisogna tornare indietro allora, tra gli uomini () anche per piangere bisogna ritornare là dove tutto comincia, bisogna ritornare tra loro".

giorgio gaber 1

 

C' è un momento in cui si è veramente soli, quando si arriva in fondo a ciò che siamo di orrendo, di squallido, ma in fondo, proprio in fondo in fondo, il dolore stesso non mi risponde più, gli occhi sono asciutti perché lì c' è il deserto. Allora bisogna risalire da quel fondo. Piano piano bisogna ritornare tra gli uomini, non c' è niente da fare, anche per piangere (La masturbazione, Polli d' allevamento).

 

La bella morte

louis ferdinand celine 1

"Si direbbe che si può trovare sempre per chiunque una sorta di cosa per la quale lui è pronto a morire e subito e anche contento. Solo che non si presenta mica sempre l' occasione di una bella morte, l' occasione che ti farebbe piacere. Allora si va a morire come si può". Io se fossi Dio / non sarei ridotto come voi / e se lo fossi io certo morirei per qualcosa di importante / purtroppo l' occasione di morire simpaticamente / non capita sempre e anche l' avventuriero più spinto / muore dove gli può capitare e neanche tanto convinto (Io se fossi Dio, Anni affollati).

gaber ombretta colli

 

Carogne

"Ce n' ha di pietà la gente, per gli invalidi e i ciechi, e si può dire che ha dell' amore di riserva. L' avevo proprio sentito molte volte l' amore di riserva. Ce n' è moltissimo. Non si può dire il contrario. Solo è una disgrazia che resti così carogna, la gente".

 

giorgio gaber e dalia gaberscik

Infatti non è mica normale / che un comune mortale / per le cazzate tipo compassione e fame in India / c' ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna / che viene da dire ma dopo come fa a essere così carogna (Io se fossi Dio, Anni affollati).

 

Felicità

 "Se si vivesse abbastanza a lungo non si saprebbe più dove andare per ricominciare con la felicità. Ne avrebbero messi dappertutto di aborti di felicità, a puzzare in ogni angolo della terra e non si potrebbe nemmeno più respirare".

 

Se si vivesse a lungo / non si saprebbe più dove andare / per rifarsi una felicità / Dovunque abbiamo abbandonato / degli aborti di felicità / a marcire negli angoli delle strade (Il delirio, Libertà obbligatoria).

 

La morte

giorgio gaber e dalia gaberscik

"Sudava delle gocce così grosse che era come se avesse pianto con tutta la faccia. In quei momenti lì, imbarazza un po' essere diventato così povero e così duro come sei diventato. Ti manca quasi tutto quello che ci vorrebbe per aiutare un uomo a morire (). Agonizzare non basta.

Bisogna godere mentre te ne vai, con gli ultimi rantoli devi godere ancora, giù in fondo alla vita, con le arterie piene di urea. Piagnucolano perché non godono abbastanza i morenti".

Sudava gocce così grosse, che sembrava piangesse con tutto il corpo. In quei momenti, è seccante essere diventati poveri come si è. Si manca di quasi tutto quello che occorre per aiutare qualcuno a morire (). Ho avvertito che avremmo potuto capirci, bastava pochissimo, non era un agonizzante esigente. Forse perchè aveva capito, che quando si muore bisogna anche godere.

Se i morenti piangono ancora, è perché non godono abbastanza (Il porcellino, Anni affollati).

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI...

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…