gina lollobrigida

GINA LOLLOBRIGIDA MEMORIES: "MI SPOSAI PER DIMENTICARE UNO STUPRO. ERO VERGINE E UN CALCIATORE DELLA LAZIO MI DROGO' E POI MI VIOLENTO'. MIO MARITO MILKO? IL SUO E' STATO UN MATRIMONIO DI INTERESSE. RIGAU? UNA TRUFFA, ASPETTO CHE LA SACRA ROTA LO ANNULLI" - MIO FIGLIO? UN DEBOLE CHE NON RAGIONA. E POI LUCIA BOSE’ CHE NON SI SAPEVA PETTINARE, L'INCIDENTE CON ZEFFIRELLI, LA MORTE DI TYRONE POWER, YUL BRYNNER "CHE CI PROVAVA DI BRUTTO", HUMPREY BOGART CHE GIÀ DALLA MATTINA ERA 'EMBRIACO' – PERCHE’ HO MESSO UNA CROCE SOPRA A COMENCINI- VIDEO

Elvira Serra per il Corriere della Sera pubblicato da Dagospia il 16 settembre 2018

 

gina lollobrigida

Quale domanda non vuole più sentirsi fare?

«Forse la rivalità con la Loren. Basta...».

 

Chi le era più simpatica tra la Loren e la Bosè?

«Ah, Lucia Bosè di sicuro. L’ho conosciuta bene. Non si sapeva pettinare ai concorsi, era molto sprovveduta. Io e un’altra amica delle Belle arti l’abbiamo aiutata. A noi non ci fregava niente dei concorsi, io avevo già intrapreso la strada dell’arte».

Vuole essere ricordata come attrice, come scultrice o come fotografa?

«Purtroppo mi conoscono soltanto come attrice, che è una parte di me. Ma per via di gelosie feroci non sono riuscita a espletare altre arti che sono per me altrettanto importanti».

gina lollobrigida foto di rino barillari

 

Pentita di aver fatto l’attrice?

«No, perché ho capito che il cinema è un’arte immediata: fai un film e il giorno dopo ti conoscono in tutto il mondo. Nella scultura e pittura uno è conosciuto dopo 300 anni!».

Gina Lollobrigida accoglie l’ospite sulla soglia della sua villa nell’Appia Antica sbocconcellando un gelato, che durerà per un bel po’ di domande. Indossa un lussureggiante tailleur nero che ha disegnato e cucito da sola, con piccoli cuori dorati lungo tutto il bordo.

 

«Avrei potuto fare la stilista», dirà con deliziosa immodestia. La stessa con cui, mentre mostra i suoi ritratti a sanguigna di Nureyev, Giovanni Paolo II e Castro, chiosa: «Nel disegno non mi batte nessuno». E, accarezzando le sue sculture: «Gli esperti vanno con il compasso, io con gli occhi. Per la somiglianza, o hai talento o non ce l’hai». E il talento lei ce l’ha: basta guardare questa Regina di Saba con la testa reclinata all’indietro con abbandono e grazia.

 

gina lollobrigida pinocchio di comencini

 

Quando scriverà un’autobiografia?

«Ne sto preparando due: una fotografica e una scritta. Un imbecille ne ha pubblicata una non autorizzata, non le dico il titolo per non fargli pubblicità: ha copiato degli articoli e ha fatto un minestrone, sta guadagnando alle mie spalle con grandi idiozie».

 

Ha già un editore?

«No. Ma non si può pubblicare in tutto il mondo contemporaneamente. Lo farò prima in America e in Russia, alla fine in Italia».

È appena rientrata dalle vacanze, giusto?

«Ero a Porto Rotondo. Pensavo che la Sardegna fosse un’isoletta e invece è grande, varia, si mangia benissimo».

Ma avevo letto che non prende mai il sole.

«Purtroppo ho una pelle molto delicata. Quando stavo girando Come September con Rock Hudson mi arrivò un pacco con un apparecchio che aveva le lampade per abbronzarsi. Lo usavo la sera per pochi minuti, la sarta e la parrucchiera controllavano il tempo. Ma una notte mi addormentai e mi svegliai il mattino dopo tutta rossa. Sul set il medico mi rispedì a casa per tre settimane. Mi trattavano come una star, in modo molto diverso dall’Italia...».

 

 

gina lollobrigida foto di rino barillari

In America la viziavano?

«Al cento per cento. I produttori mi facevano sempre un regalo alla fine delle riprese. Mi dicevano: vai da Bulgari e prendi quello che vuoi. In genere brillanti e turchesi, orecchini e spilla. Una volta chiesi una Rolls-Royce come quella della Regina Elisabetta e la ottenni!».

La stessa dell’incidente con Zeffirelli?

«Allora, andò così: lui mi aveva chiesto se volevo andare a Firenze per vedere la Fiorentina che giocava contro il Cagliari. Disse che sarebbe venuto anche Gian Luigi Rondi. A lui aveva detto la stessa cosa per me. Solo dopo ha ammesso che voleva vedere Gigi Riva: se me l’avesse detto non mi sarei mai messa in viaggio, che me ne fregava a me di Riva!».

 

 

Perché prendeste la Rolls?

«Zeffirelli si era presentato con una Ford aperta, a febbraio non era adatta. Presi la mia auto, ma dal mattino avevo un brutto presentimento. Per tre volte Franco mi spinse ad accelerare, pioveva, poi ha grandinato, e a un certo punto ho perso il controllo. Niente partita».

 

gina lollobrigida foto di rino barillari

A Mosca si ritrovò a un party con Liz Taylor che indossava il suo stesso abito.

«Era di Christian Dior. Se succede una cosa così c’è poco da ridere. Ma noi ci siamo abbracciate e abbiamo riso di gusto».

Riguarda i suoi film?

«Mi fa piacere rivederli, sembrano più belli oggi. Veda Notre-Dame, un capolavoro. Sono sempre stata severa, volevo solo ruoli eccezionali. Io non recitavo un ruolo, io lo vivevo».

Il suo film più bello?

«Forse Venere imperiale».

 

Quello per cui intentò una causa a Rizzoli.

«Voleva farlo con meno soldi. Io non ho ceduto. Siamo andati avanti per cinque anni, finché lui è venuto qua, si è messo in ginocchio e ha detto: “Gina, lo sai che non è colpa mia”».

 

Chi è l’attore più bello con cui ha lavorato?

«Sean Connery non era affatto male. Bravo e corretto».

Chi è stato scorretto?

«Che ci provava di brutto? Yul Brynner».

Racconti.

 

«Tyrone Power stava nella mia roulotte e io ero nervosa per alcune battute. Lui mi tranquillizzò: “Life goes on anyway”, la vita va avanti comunque. Poi disse che non riusciva a respirare, aveva ancora la corazza di Re Salomone. Uscì fuori, si girò e sorrise, per tranquillizzarmi. E invece non riuscì a raggiungere la sua roulotte. Dopo che è morto, il truccatore lo ha ritoccato: non era più Salomone, ma Tyrone Power ed era più giovane. Eravamo tutti choccati. Ci hanno tenuti per un mese a Madrid e infine è venuto Yul Brynner al suo posto. Mi stette sulle scatole dalla prima scena. Però quando ci baciavamo perdevo la testa, il regista diceva stop e noi continuavamo. Non so se è perché avevo visto la morte così da vicino...».

gina lollobrigida

 

Cosa mi dice di Humphrey Bogart?

«Eccezionale, già dalla mattina era embriaco e cantava. Quel film è stato un divertimento! La sera litigava con Truman Capote, Piero Piccioni, Robert Capa. Capa faceva scherzi terribili. Capote era il più piccolo, ma era il più forte e vinceva sempre lui. Era innamorato di me, in senso buono eh... Aumentava le mie battute».

E di quando incontrò la Regina Elisabetta?

«Fu una serata formidabile, all’ambasciata italiana a Londra. Lei era seduta al tavolo con mio marito e il principe Filippo era seduto al mio. Quando vidi che lei stava mangiando il pollo con le mani lo feci pure io».

 

Con suo marito non è mai stata felice. Perché lo aveva sposato?

«Eh, c’è stata una ragione... Ho avuto una disavventura, come tante donne. C’è stato un disgraziato che si è approfittato di me, un calciatore della Lazio. Mi ha drogata, ero vergine...».

Perché non lo ha denunciato?

gina lollobrigidaGINA LOLLOBRIGIDA

«E che lo denunciavo a fare? A quei tempi... Ora è morto. Ho cercato di convincermi che non fosse successo niente, ma una cosa così non la dimentichi. Dopo mi sono accompagnata con Milko (Skofic, ndr). Non è che volesse sposarmi, lo volevo io, per avere una vita normale, mi sentivo rovinata...».

 

Pensa che l’abbia sposata per interesse?

«È stato certamente un matrimonio di interesse da parte sua. Lui giocava a tennis e contava i soldi, non faceva altro. Quando è diventato legale farlo, ho divorziato».

Giacché parliamo di matrimoni... È ancora sposata con Javier Rigau?

mara venier gina lollobrigida

«Quella è stata tutta una truffa!». E mentre la Lollo si scalda, il suo assistente Andrea Piazzolla la raggiunge e interviene per la prima volta: «Rigau è riuscito a far riconoscere il matrimonio canonico per procura. A breve la Sacra Rota si pronuncerà sull’annullamento».

Signora Lollobrigida, pensa mai alla morte?

«Vorrei che arrivasse il più tardi possibile, perché c’hoancora tante cose da fare. E voglio finire una scultura bellissima, ma non dovrà scrivere com’è fatta sennò mi rubano l’idea».

Promesso. Mi dice quando si è emozionata di più nella sua fantastica vita?

«Uno dei momenti è stato l’incontro con Eisenhower alla Casa Bianca: è stato il mio “primo” presidente. Siamo entrati lì come se fosse una casa qualunque, a Washington era appena passato un uragano. Quando mi invitò Reagan ci facemmo un sacco di risate: ci conoscevamo dai tempi in cui faceva l’attore a Los Angeles e andavamo a cena con John Wayne».

A quale riconoscimento tiene di più?

«Ai quattro francobolli che San Marino ha fatto stampare con la mia faccia. È un privilegio destinato ai re e alle regine».

Le dispiace non essere in armonia con suo figlio Milko?

gina lollobrigida frank sinatra

«Certamente, perché sono stata generosa con lui. C’è una cosa che succede a molti attori: i figli non riescono a sostenere la popolarità dei genitori. Io ho sempre avuto un carattere molto forte e lui molto debole. Si è circondato di persone sbagliate. Non ragiona più».

 

Cosa è per lei Andrea Piazzolla, indagato per circonvenzione d’incapace dopo la denuncia di Milko?

«Andrea è la persona cui sono più legata. È un ragazzo intelligente che non ha bisogno dei miei soldi perché ha i suoi progetti di lavoro e non le sto a dire quali. Mi ha salvato più di una volta e io ringrazio il cielo di avermi dato una persona che mi vuole bene nel vero senso della parola, e questo bene è contraccambiato».

 

 

Ultima curiosità, sulla Fata Turchina. È vero che il piccolo Pinocchio la detestava così tanto che un giorno le lanciò un sasso?

gina lollobrigida vittorio de sica pane, amore e gelosia

«La storia è un’altra! Quel bambino era stato abituato molto male dal padre: voleva 10 lire dopo ogni scena. A film finito, andammo a Cinecittà per fare delle foto, c’era anche Manfredi. E a quel bambino, che voleva le 10 lire anche per la foto, dissi: e damme ‘sta mano. Lui per tutta risposta mi tirò un calcio sugli stinchi, allora lo rincorsi e suo padre mi tirò la pietra che per poco non mi ferì alla tempia. Da quel giorno io a Comencini ho messo una croce sopra».

Gina Lollobrigida e Vittorio Gassman in un'immagine della mostra 'Fuori dal Set'gina lollobrigida vittorio de sica pane, amore e gelosia MONICA VITTI GINA LOLLOBRIGIDA ALBERTO SORDIMILKO SKOFIC GINA LOLLOBRIGIDAGINA LOLLOBRIGIDA REGINA ELISABETTAgina lollobrigida andrea piazzollaGINA LOLLOBRIGIDA E MILKO SKOFIC

 

GINA LOLLOBRIGIDA AL SUO 90ESIMO COMPLEANNO

 

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