chiamami col tuo nome

IL DIVANO DEI GIUSTI - SE VOLETE VEDERE “LA BELLA ANTONIA PRIMA MONICA POI DEMONIA” DI MARIANO LAURENTI CON EDWIGE FENECH, UNO DEI CAPOSALDI DELLA COMMEDIA SEXY ITALIANA, DOVETE ASPETTARE STANOTTE ALLE 4,25 SU ITALIA, O REGISTRARE. LO SO. E’ UN DOLORE. MA LA VERA GRANDE NOTIZIA È LA PRIMA VISIONE IN CHIARO SULLA RAIUNO DI STEFANO COLETTA DEL PIÙ MIGLIOR FILM DI LUCA GUADAGNINO “CHIAMAMI COL TUO NOME”

LA BELLA ANTONIA PRIMA MONICA POI DEMONIA

Marco Giusti per Dagospia

 

Brutte notizie. Se volete vedere “La bella Antonia prima monaca poi demonia” di Mariano Laurenti con Edwige Fenech, uno dei caposaldi della commedia sexy italiana, dovete aspettare stanotte alle 4, 25 su Italia, o registrare. Lo so. E’ un dolore. Ma la vera grande notizia è la prima visione in chiaro sulla Rai Uno di Stefano Coletta del più famoso e finora miglior film di Luca Guadagnino “Chiamami col tuo nome” con Timothée Chamelet e l’oggi chiacchierato Arnie Hammer.

 

chiamami col tuo nome 2

Per Rai Uno trasmetterlo è una specie di rivoluzione, che non possiamo che molto apprezzare. Al di là delle candidature all’Oscar, ne vinse uno per la migliore sceneggiatura non originale, dei Golden Globe, degli Spirit Awards, dei Bafta, al di là del successo al Sundance e a Festival di Berlino dei primi del 2017, al di là delle dichiarazioni d’amore intellettuali e registi, da Brett Easton Ellis a Paul Thomas Anderson, Chiamami col tuo nome, è un bel bagno di classe in un cinema sospeso tra Nouvelle Vague, Bertolucci e Pialat per noi spettatori d’età, e una bella iniziazione all’amore e all’accettazione di se stessi per gli spettatori più giovani.

 

LA BELLA ANTONIA PRIMA MONICA POI DEMONIA

Infatti, più che un “gay masterpiece” o un “queer classic”, come è stato più volte definito, tratto inoltre da un libro di culto in America, mi sembra da una parte un dottissimo film-omaggio a tutto il cinema che abbiamo amato ai tempi di Bertolucci, diciamo così, da un’altra, ma è l’aspetto più forte del film o non sarebbe andato così bene, è un gran romanzo d’amore per ragazzini, davvero senza differenza di preferenze sessuali. Oltre, ovviamente, a essere anche una sorta di piccolo miracolo di grazia e di intelligenza, sia di scrittura che di messa in scena.

 

CHIAMAMI COL TUO NOME

In prima serata, vedo che se la battono “Una pistola per Ringo” di Duccio Tessari con Giuliani Gemma, Fernando Sancho e Lorella De Luca su Cine 34 alle 21 contro “Tora! Tora! Tora!” di Richard Fleischer, Kinji Kukasaku, Toshio Masuda su Rai Movie alle 21, 10. Il primo è lo spaghetti western che Giuliano Gemma ritemeva perfetto (“è quello che cerca di ripercorrere l’epopea del west sotto una chiave storica”). A cominciare dal titolo, imposto dalla produzione, secondo quando ricordava il regista, che lo voleva chiamare “Troppi morti per un uomo solo”.

 

LA BELLA ANTONIA PRIMA MONICA POI DEMONIA

Segna anche la nascita di Ringo-Montgomery Wood-Giuliano Gemma, voluta dai produttori, Luciano Ercoli e Alberto Pugliese e dei loro soci spagnoli, i fratelli Balcázar. Distribuisce la gloriosa Cineriz, per la prima volta imbarcata in un western. Ma è anche il primo western di Tessari, che ci arriva dopo il successo di “Per un pugno di dollari” che lui stesso aveva in parte scritto. In un primo tempo avrebbe dovuto firmare Roger Stevenson, sul modello del Bob Robertson leoniano, poi si vede che l’esempio di Corbucci che firmò col proprio nome Minnesota Clay avesse segnato un percorso diverso.

 

Per la differenza tra l’idea di western di Leone e quella di Tessari, è importante quello che disse Fernando Di Leo: “Tessari inizia Una pistola per Ringo con Gemma che gioca alla campana - i cattivi si avvicinano - e giunto alla fine dei saltelli estrae la pistola e li fa fuori tutti. Bè, Tessari diceva: “Sto giocando, volete giocare con me?”.

una scena da chiamami col tuo nome

 

Assolutamente geniale. Nessuno aveva chiesto così platealmente la complicità degli spettatori per un gioco - il western - importato dall’estero. Quest’aria Duccio la conserva - in vena - tra i cattivi e i buoni. Leone, invece, come dire…? Ci credeva un po’ di più nei western”.

 

Quanto al kolossal “Tora! Tora! Tora!”, che fu un incredibile flop nel 1970, con una doppia versione, giapponese e americana dell’aggressione giapponese a Pearl Harbour, ricordiamo che la parte giapponese era stata affidata da Darryl F. Zanuck a Akira Kurosawa, che venne però cacciato dal set dopo una lunga preparazione e parecchi giorni di riprese. Zanuck sosteneva che Kurosawa era pazzo, i giapponesi dissero che uffialmente era malato.

 

LA BELLA ANTONIA PRIMA MONICA POI DEMONIA

Sembra che alla Fox non fosse piaciuto affatto l’idea di Kurosawa di fare interpretari a ricchi industriali giapponesi i ruoli dei più celebri generali delle battaglie per cercare sostenitori economici per i suoi film futuri. Anche se sarete sicuramente più interessati a “Kung Fu Panda2” su Italia 1 o al classico “Miami Supercops” di Bruno Corbucci con Bud e Terence, Rete 4 alle 21, 20, vi segnalo il pochissimo visto noir con i meridionali che diventano criminali al nord di Pasquale Squitieri “Razza selvaggia”, Rai Storia alle 21, scritto da Ennio De Concini, con Saverio Marconi, Enzo Cannavale, Angelo Infanti e Cristina Donadio al tempo giovanissima.

 

Vi segnalo anche “Il tabaccaio di Vienna” di Nikolaus Leytner con un vecchio e malato, ma sempre grandissimo Bruno Ganz, Rai Tre alle 21, 45. In seconda serata vedo che passa un speriamo buon giallo politico girato nel 2004 da John Sayles, “Silver City”, 7 Gold alle 23, 15, con Chris Cooper, Richard Dreyfuss e Danny Huston. Molto raro. C’è pure il comicarolo “Scuola di ladri” di Neri Parenti con Paolo Villaggio, Lino Banfi, Massimo Boldi, Enrico Maria Salerno e Barbara Scoppa come bellona, Rete 4 alle 23, 30.

 

chiamami col tuo nome 1

Buona, insomma…, la gag di Claudio Boldi che va a pisciare proprio mentre Banfi sta uscendo dalla tazza del cesso, e quindi… Ottime anche le finte nozze tra Boldi e la Scoppa celebrate dal ladro travestito da prete Ennio Antonelli. Ricordo che andai a intervistare Villaggio sul set vicino Roma perché si candidava con Mario Capanna per Democrazia Proletaria…

 

Più tardi vedo che arrivano l’ottimo “Whiplash” di Damien Chazelle con Miles Telelr e J. K. Simmons, Rai Movie alle’1, 50, la commedia on the road di Giovanni Veronesi “Viola bacia tutti” con Asia Argento ancora ventenne tra i maschi Ceccherini, Mastandrea e Papaleo, ma, fortunatamente, ci sono anche sua mamma Daria Nicolodi e Califano come padre coatto di Mastandrea, Cine 34 alle 00, 50.

LA BELLA ANTONIA PRIMA MONICA POI DEMONIA

 

Fuori Orario su Rai Tre presenta alle 2, 15 il sofisticatissimo “Tropici” di Gianni Amico con Joel Barcelos, l’unico film diretto da un italiano che rientra nell’estetica del Cinema Novo brasiliano e alle 3, 35 l’unico film diretto dal critico Adriano Aprà, “Olimpia agli amici”, dedicato alla bellezza di Olimpia Carlisi. Fu un disastro come tutti i film diretti dai critici. “Piaciuto solo agli happy few e dei cui limiti ero io per primo cosciente”, disse Aprà. La Carlisi divenne poi la musa di Alain Tanner e di Benigni.

 

Più o meno contemporaneamente Rete 4 spara contro il film di Aprà lo stracultissimo “Nerone” di Castellacci e Pingitore con Pippo Franco come Nerone, Montesano come Petronio Arbitro. Risente sia della fresca esperienza del Bagaglino anni ’70, nella sua fase gloriosa, ma anche della moda dei film in costume un po’ pecorecci. Anche i nudi e le situazioni sexy sono in questi due primi film molto più spinti che nei successivi.

una scena da chiamami col tuo nome

 

Maria Grazia Buccella come Poppea e Paola Tedesco come Licia lasciano il segno coi loro nudi vistosi. Pure Paolo Borboni alla sua veneranda età, 76 anni, si spoglia. «Vergognarmi perché sono vecchia?”, dice in un’intervista “Ma guardatemi, non sono un miracolo dì freschezza? E poi volete mettere a confronto il mio seno, che ha vissuto più di mezzo secolo, con il seno di queste fanciulline che della vita non sanno nulla?». Ma ci sono anche Carmen Russo e Marina Marfoglia.

 

Per non dire delle macchiette gay di Giò Stajano e di Franco Caracciolo. Cast da urlo, che oltre ai fedelissimi del Bagaglino, porta qualche rinforzo come Aldo Fabrizi, Paolo Stoppa, Paola Borboni, perfino un giovanissimo Magalli, allora autore di Pippo Franco. Bombolo ha finalmente un ruolo adeguato. Film ritenuto da quasi tutti reazionario e qualunquista. Magari è vero, ma rivisto è molto divertente, anche con le battute più facili, Galba-Galbani, il personaggio di Amintoris, cioè Fanfani, le battute di satira politica del tempo.

una scena da chiamami col tuo nome 3

 

Chiudono il cupissimo “Primo amore” di Matteo Garrone con Vitaliano Trevisan fissato con le donne anoressiche e Michela Cescon come sua cavia, Italia 1 alle 4, 20, che forse andrebbe rivisto, e il ricco eurospy che non vedo da allora diretto da Terence Young di fresco successo bondiano “Agli ordini del Fuhrer e al servizio di Sua Maestà” con Christopher Plummer come la vera spia Eddie Chapman, Yul Brynner, Romy Schneider, Gert Frobe, Trevor Howard e la bellissima Claudine Auger, Rai Movie alle 5. Allora mi piacque parecchio. Oggi non ha proprio nessun culto.

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