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IL CINEMA DEI GIUSTI - NON MALE PER HALLOWEEN IL FILM “OUIJA – L’ORIGINE DEL MALE” - UN PICCOLO HORROR CHE CON 9 MILIONI DI BUDGET NE HA GIA’ INCASSATI 14 - FORMIDABILE LA BAMBINETTA DI 9 ANNI, LULU WILSON, CAPACE DI TRASFORMARSI DA ADORABILE BIONDA CREATURA IN UNA POSSEDUTA ALLA LINDA BLAIR

Marco Giusti per Dagospia

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Buu!! Vediamo di cosa avete paura, visto che sta per arrivare Halloween… In Italia non ci impauriamo neanche per il complotto dei frigoriferi anti-Raggi che appaiono misteriosamente a fianco dei cassonetti, figurarsi se ci caschiamo con le tavolette per evocare gli spiriti.

 

Però, questo secondo episodio di Ouija, Ouija 2 L’origine del male, diretto da Mike Flanagan, che lo ha scritto assieme a Jeff Howard, ambientato nella provincia americana del 1967, grazie anche a una buona ricostruzione del periodo, a una messa in scena inventiva, almeno primo dello scivolamento nel finale caciarone, e soprattutto all’interpretazione di una formidabile bambinetta di nove anni, Lulu Wilson, capace di trasformarsi da adorabile bionda creatura in una posseduta alla Linda Blair, funziona inaspettatamente bene.

 

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Non a caso, con un piccolo budget di 9 milioni di dollari, ha già incassato 14 milioni in patria nei primi giorni di programmazione, e ha avuto molte critiche positive in patria, segno della vitalità e della necessità per il pubblico di questi piccoli horror inventivi. Tutto è costruito attorno al gioco della Hasbro anni ’60, Ouija.

 

Da qui l’ambientazione anni ’60. Noi si praticava la stessa cosa senza tavoletta, con i bicchieri che si muovevano verso le lettere dell’alfabeto sul tavolo. Flanagan e il suo cosceneggiatore, già responsabili di Oculus, mettono in scena una casa piena di spiriti dove vivono per loro sfortuna Alice Zander, interpretata dalla scucchiona Elizabeth Reaser, con le due figliolette, la teenager in agitazione orminale Lina, Annalisa Basso, e la piccola dolce Doris, Lulu Wilson. Il padre è morto pochi anni prima lasciando la famiglia in condizioni non ottimali.

 

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Così Alice, la mamma, si deve adattare come chiromante per raggranellare qualche spicciolo per tirare avanti. Quando però le viene l’idea di comprare la tavoletta Ouija, scopre che la piccola dolce Doris ha qualità spaventose di medium e riesce a parlare direttamente con gli spiriti. Così riempie presto la casa di vedove in cerca di mariti defunti. Solo che gli spiriti che evoca Doris non sono tutti buoni e una specie di spiritaccio nerovestito le entra direttamente in gola. E così saranno cazzi per tutti.

 

Ci si mette in mezzo un bravo prete, anche lui vedovo, interpretato da Henry Thomas, che ricordiamo come il bambino di E.T., e il fidanzato di Lina.  Il film funziona benissimo fino alla scoperta, davvero necessaria?, di chi è lo spirito che si è impadronito di Doris, e di cosa ha fatto in quella casetta, anzi nella cantina della casetta, dove Doris ha pure trovato un botto di dollari nascosti dal babbo dentro il muro. Poi si scivola un po’ nell’ovvio. Ma Flanagan è regista più interessante del previsto, soprattutto rispetto allo Stiles White che aveva diretto il primo Ouija. Per Halloween non male. In sala da oggi. 

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