youtube google

GOOGLE NON TOGLIE I VIDEO ANTISEMITI: DA BBC A AUDI RITIRANO LA PUBBLICITÀ DA YOUTUBE - INSERZIONI SOSPESE ANCHE DAL GOVERNO BRITANNICO E DALLA HAVAS, GIGANTE FRANCESE CHE RAPPRESENTA CLIENTI COME HYUNDAI, EDF E ROYAL MAIL - LA DIFESA DELL'AZIENDA: ''C'È IL DIRITTO DI ESPRIMERE OPINIONI CHE NOI E MOLTI ALTRI TROVIAMO ABOMINEVOLI''

Luigi Ippolito per il ''Corriere della Sera''

youtube space 6youtube space 6

 

Dopo la polemica sulle fake news , le notizie false disseminate su Internet, sono ora giganti del web come Google e la sua controllata YouTube , la piattaforma video, a finire direttamente nel mirino: ma questa volta le accuse sono ancora più gravi, perché riguardano la pubblicità postata accanto a video dal contenuto estremista e spesso antisemita. Soprattutto perché parte del ricavato di quelle inserzioni finisce direttamente nelle tasche dei predicatori d' odio.

 

youtube space 1youtube space 1

La conseguenza è che investitori importanti, dal governo britannico alla Bbc , da Audi a L' Oreal, hanno ritirato le loro inserzioni da Google e YouTube . «Abbiamo imposto una restrizione temporanea alla nostra pubblicità su YouTube in attesa di assicurazioni da parte di Google che i messaggi del governo possano essere presentati in maniera sicura e appropriata», ha detto un portavoce dell' esecutivo britannico.

 

Venerdì i rappresentanti di Google sono stati convocati dalle autorità, che hanno lanciato un avvertimento molto chiaro: «È del tutto inaccettabile che pubblicità pagata dai contribuenti appaia accanto a contenuti inappropriati».

 

Sulla scia di queste decisioni anche la Havas, una delle più grandi agenzie di marketing del mondo, che rappresenta clienti come Hyundai, Edf e Royal Mail, ha ritirato tutte le sue inserzioni da Google in Gran Bretagna e sta considerando un bando globale.

gli uffici di youtube gli uffici di youtube

Havas spende circa 200 milioni di euro l' anno in pubblicità online nel Regno Unito, di cui una quarantina vanno a Google . Il tentativo di trovare un accordo è fallito perché, secondo Havas, il gigante di Mountain View «è stato incapace di provvedere specifiche assicurazioni e garanzie».

 

Lo scandalo è scoppiato dopo che un' inchiesta del Times ha rivelato la presenza di centinaia di video antisemiti su YouTube . Queste clip inneggiano al nazismo, negano l' Olocausto e propagandano l' idea che gli ebrei siano dietro banche, giornali e politici.

Uno di questi video, poi rimosso, sosteneva che gli ebrei uccidono bambini cristiani a Pasqua per venderne la carne a McDonald' s che ne farebbe hamburger. Il Times ha segnalato alcuni di questi video a Google , ma sono stati rimossi solo dopo varie insistenze.

 

SCRITTE ANTISEMITE SUI MURI DI MONTESACRO A ROMASCRITTE ANTISEMITE SUI MURI DI MONTESACRO A ROMA

Programmi della Bbc venivano pubblicizzati su clip postate da ex membri del Ku Klux Klan o da predicatori islamici banditi dal Regno Unito. Gli spot della Audi apparivano accanto a video di un predicatore omofobo anch' egli messo al bando. La dozzina di estremisti denunciati dal Times potrebbero aver guadagnato fino a 300 mila euro dalle pubblicità che comparivano assieme ai loro odiosi contenuti, anche se Google ha negato queste cifre.

 

Il gigante del web ha cercato di difendersi, sostenendo di credere «nel diritto di esprimere opinioni che noi e molti altri troviamo abominevoli», ma allo stesso tempo di «non tollerare i discorsi d' odio».

 

Come si può immaginare, è una linea molto sottile. Google sostiene di fare affidamento sul pubblico per scovare contenuti offensivi perché non può controllare tutto, data la quantità di materiale che ospita: «Abbiamo politiche chiare contro l' incitamento alla violenza o all' odio e rimuoviamo contenuti illegali o che violano le nostre regole quando ne siamo messi a conoscenza».

 

YOUTUBEYOUTUBE

L' hanno scorso Google aveva firmato un codice di condotta europeo con cui si impegnava a esaminare contenuti segnalati come offensivi entro 24 ore dalla notifica ed eventualmente rimuoverli.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)