massimo recalcati

GRASSO BOLLENTE SUL PARA-GURU RECALCATI: SI ATTEGGIA A MAESTRO DI SEDUZIONE IL SUO LESSICO È VAGAMENTE MISTERICO, LE PAROLE SEMBRANO CADUTE DALL'ALTO. BASTA VEDER IL PUBBLICO ADORANTE IN STUDIO PER CAPIRE CHE IL SOTTOTESTO DI ‘LESSICO CIVILE' (RAI3) È: “SONO RECALCATI MA TU NON MI CONOSCI COME PERSONA REALE” - VALE LA MASSIMA DI DAVILA: “IL PENSATORE CHE SI PROPONE DI SEDURRE FINISCE TRA BRACCIA LICENZIOSE” - VIDEO

 

Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”

massimo recalcati

 

Non è facile scrivere di Massimo Recalcati, dopo aver visto una puntata dedicata all' odio, che è una «passione dell' essere», secondo Lacan: Lessico civile (Rai3). Ogni parola potrebbe ritorcersi contro. Le vecchie zie dicevamo «chi disprezza ama». Recalcati dice, citando Lacan, che l' odio invidioso nasce dalla fascinazione verso chi noi desidereremmo essere ma non siamo, dice che l' io proietta ciò che non accetta di sé stesso.

 

Umberto Tozzi dice «Ti odio e ti amo, è una farfalla che muore sbattendo le ali». Recalcati dice, citando Freud, che l' odio viene sempre prima dell' amore e c' è ambivalenza nel rapporto odio/amore. Nel film Il moralista , il censore Alberto Sordi dice «Qui dentro il più pulito c' ha la rogna!». Recalcati, a tal proposito, dice che la censura è paradossalmente una forma di negazione dei propri desideri inconsci.

 

massimo recalcati

Questione di lessico o, come dice Recalcati citando Lacan, ognuno di noi abita la casa del linguaggio (sarà un alloggio Airbnb?). Senza voler rubare il mestiere ad altri, ma il linguaggio sarà pur spia di qualcosa? Chiunque ha pratica d' insegnamento sa che la cosa più facile ma più perniciosa nei confronti degli studenti è atteggiarsi a guru: basta far cadere le parole dall' alto, vestirsi in un certo modo (di nero, per esempio), atteggiarsi a maestro di seduzione.

recalcati

 

Ma nell' insegnamento nessuno è guru e gli studenti non vanno mai trattati da discepoli. Forse in psicoanalisi le cose sono diverse; le parole dello psicoterapeuta non possono essere messe in dubbio, il suo lessico è vagamente misterico, una sola virgola fuori posto potrebbe far cadere il castello di sabbia.

 

Basta veder il pubblico adorante in studio per capire che il sottotesto del programma è: «Sono Recalcati ma tu non mi conosci come persona reale». Del resto, per questa recensione, bastava una frase di Nicolás Gómes Dávila: «Il pensatore che si propone di sedurre finisce tra braccia licenziose».

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