guglielmi raffai

"DONATELLA RAFFAI? LE SUE UNGHIE INSANGUINATE GRONDAVANO UMANITÀ" – IL MITOLOGICO DIRETTORE DI RAI 3 ANGELO GUGLIELMI RICORDA LA PRIMA STORICA CONDUTTRICE DI "CHI L’HA VISTO?" SCOMPARSA IERI. FU LUI A SCEGLIERLA PER LA CONDUZIONE – "DOPO 12 ANNI CI DISSE CHE ERA STANCA, CHE AVREBBE VOLUTO OCCUPARSI DI POLITICA. NON LA ACCONTENTAMMO. E LEI CAMBIÒ I NUMERI DI TELEFONO E SPARÌ. SI RITIRÒ IN FRANCIA CON IL SUO COMPAGNO. APPREZZAI LA SUA SIGNORILITÀ…"

donatella raffai chi l'ha visto

Michela Tamburrino per "la Stampa"

 

Angelo Guglielmi la ricorda bene Donatella Raffai. E non è un ricordo che parte dal successo improvviso e stupefacente di un programma che lei condusse con grazia e pugno fermo come «Chi l'ha visto?».

 

Le loro strade si incontrarono prima che lui diventasse il mitico direttore della terza rete. Guglielmi, quando conobbe la Raffai?

«La sua nascita professionale avvenne nella sede Rai del Lazio della quale ero responsabile. Mi parve una brava e bella signora, era moglie di un impresario di night club e lavorava sodo».

 

Poi come proseguì la vostra conoscenza?

«Io diventai direttore di Rai3. Nel ricordo, la chiamai a lavorare da me alla rete e per saggiare le sue capacità le affidai una piccola serie di inchieste sugli ospedali romani. Mi piacque e pensai fosse in grado di assumere impegni più importanti».

donatella raffai i dolci inganni

 

Poi arrivò Telefono Giallo di Corrado Augias con Raffai?

«Telefono giallo nasce nella mia prima settimana da direttore. Siamo nell'ottobre 1987, Telefono giallo e Linea rovente con Giuliano Ferrara erano i miei primi due programmi. Poi, visto che quel genere di ricerca di persone scomparse appena sperimentato con Telefono giallo aveva molto colpito il pubblico, pensammo di creare un programma tutto dedicato».

 

donatella raffai

Ci voleva il conduttore.

«Augias non lo volevamo distogliere dalla sua trasmissione e mi venne naturale pensare a Raffai che avevo già sperimentato e che era in grado di condurre. Al suo fianco c'era Paolo Guzzanti. Lei si dimostrò subito molto brava e la sua efficacia innervosì i competitor delle altre reti Rai. Soprattutto quando, visto il successo, decidemmo di doppiare le puntate settimanali».

 

Guzzanti poi andò via.

«Sì, alla fine dell'anno mi disse che aveva dato il suo contributo ma voleva fare altro. Lei continuò a incarnare la trasmissione, fin dalla prima puntata quel mix di compassione e durezza, le famose unghie insanguinate che grondavano umanità, si disse, avevano conquistato il telespettatore».

 

Quando capì che quel programma sarebbe stato un successo che sopravvive ancora oggi con Federica Sciarelli?

donatella raffai corrado augias telefono giallo

«Dal primo caso affrontato. Si trattava della scomparsa di una giovane marines del contingente americano di stanza a Napoli. Gli investigatori americani avevano supposto che un collega marines l'avesse uccisa ed erano pronti a processarlo. Rischiava la vita. Dopo la puntata la supposta donna scomparsa chiamò il Tg3 dicendo che 3 mesi prima si era innamorata e aveva seguito l'uomo senza pensarci due volte, ignara di tutto quello che era accaduto. Significava la forza della rubrica che appunto partì a livelli altissimi. Una grande conduttrice».

 

Poi anche Raffai avrebbe voluto provarsi in altri programmi ma ebbe poche possibilità di farlo. Quando Chi l'ha visto? iniziò a perdere ascolti, voi la richiamaste a condurlo.

donatella raffai 2

«Certo che la richiamammo, era perfetta in quel ruolo. Ma dopo 12 anni ci aveva detto che era stanca, che avrebbe voluto occuparsi di politica, voleva qualcosa che la gratificasse». Non era possibile accontentarla?

 

«Avevamo Michele Santoro che copriva esattamente quel segmento e non potevamo prevedere doppioni. Allora fu lei a capire che non aveva più nulla da darci che noi non sapessimo già, era renitente e si ritirò».

 

donatella raffai 12

Più che ritirarsi fece come le persone di cui si occupava a Chi l'ha visto?. Cambiò i numeri di telefono e sparì. Si ritirò in Francia con il suo compagno, un regista Rai in pensione. Lei che ne ha pensato?

«Apprezzai la sua signorilità. Andare via così, senza parlare, recriminare, lamentare. Aveva una sua poesia. Lei lontano per non interrompere la magia che aveva creato».

 

Dunque non l'ha più sentita?

«Una volta la chiamai, qualche anno fa. Ero riuscito non so come a trovare il suo recapito. Facevano un evento che riguardava la rete e la mia direzione. Pensai che sarebbe stato giusto chiamarla. Ci parlammo affettuosamente, mi disse che non era tanto intenzionata a tornare in Italia ma che mi avrebbe dato una risposta precisa dopo qualche giorno. Non l'ho mai più sentita».

angelo guglielmi foto di baccodonatella raffai donatella raffai paolo guzzanti donatella raffai chi l'ha visto 2donatella raffai luigi di majo chi l'ha visto donatella raffai donatella raffai. donatella raffai 3paolo guzzanti. donatella raffaidonatella raffai pippo baudo donatella raffai DONATELLA RAFFAIdonatella raffai con il telegattoDONATELLA RAFFAI DONATELLA RAFFAI donatella raffai luigi di majo donatella raffai alberto bevilacqua donatella raffai

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)