IL CINEMA DEI GIUSTI - IN QUESTO SCOMBINATO, TENERO, ROMANTICO PICCOLO FILM SCRITTO E DIRETTO DA JOHN TURTURRO, “GIGOLÒ PER CASO”, C’È LA PIÙ GRANDE E LA MIGLIORE APPARIZIONE SULLO SCHERMO DA ANNI DI WOODY ALLEN

Marco Giusti per Dagospia

Preparatevi alle sorprese. Perché in questo scombinato, tenero, romantico piccolo film scritto e diretto da John Turturro, "Gigolò per caso", c'è la più grande e la migliore apparizione sullo schermo da anni di Woody Allen, come ha giustamente scritto "The Guardian", c'è un'adorabile Vanessa Paradis che canta "Tu sì 'na cosa grande" in italiano e c'è una memorabile scena di sesso a tre fra Turturro e le esplosive Sharon Stone e Sofia Vergara che vale da sola il prezzo del biglietto.

Fa lo stesso se il film, troppo indipendente, un po' leggero, uscirà solo adesso in Italia e in America dopo un'apparizione non troppo convincente al Festival di Toronto. Fa lo stesso che qualche critico ha storto il naso definendo il film "senza forma", "un progetto vanitoso" del suo regista e protagonista che si presenta come un superdotato dongiovanni.

E' un tale piacere per noi spettatori abituati alle commedie italiane senza capo né coda veder girare per Brooklyn un Woody Allen che si inventa il ruolo di pappone, ribattezzandosi Dan Mango, in realtà si chiama Murray Schwartz, e un buffo Turturro, che si farà chiamare Virgil Howard, ma in realtà è italianissimo e si chiama Fioravante, nei panni di un neo-gigolò di signore belle, annoiate e ricchissime come Sharon Stone e Sofia Vergara.

Ovviamente sono un pappone e un gigolò un po' speciali. Allen ha una moglie nera che si chiama Othella, quattro figli coi capelli afro che lottano contro i pidocchi, una giusta voglia di migliorare la sua vita. Turturro è un esperto di fiori che sa trattare con gentilezza ogni tipo di donna e le conquista con una specie di charme tutto suo, fatto di ironia e gentilezza. "Hai idea di cosa passa per la testa di una donna?", gli chiede la conturbante Sofia Vergara. "Se ce l'avessi non sarei qui", gli risponde lui.

Così Fioravante-Virgil si mette a lavorare come gigolò, facendo impazzire prima Sharon Stone, signora sposata dei quartieri alti, che si fa scopare di fronte alla fotografia del marito Claude ("Fanculo, Claude!"). Poi lei lo passa con malavoglia a Sofia Vergara. E intanto il pappa Dan Mango, Allen, lo vende a altre signore con problemi di solitudine, grasse, magre, ebree e non ebree.

Fino a quando non le porta la bella vedeva di un rabbino, Avigal, interpretato da una Vanessa Paradis che sembra davvero uscita da un coma (il matrimonio finito con Johnny Depp?), donna di fede e totalmente repressa. E lì scatta l'amore con tanto di commento italiano, "Tu sì 'na cosa grande".

Ma scatta anche la gelosia del poliziotto di quartiere ebreo ultraortodosso Liev Schreiber, da sempre innamorato di Avigal, che mette il naso negli affari dei due e soprattutto prende di punta il losco traffico di Dan Mango. Non vi diciamo come andrà a finire, ma tutto il mondo ebreo newyorkese è di gran divertimento, con battute molto riuscite. C'è pure Bob Balaban che appare come avvocato di Allen.

In una delle scene iniziali un signore, dopo essersi scontrato in auto con un ebreo ortodosso su un camioncino, di fronte a questo che parla in ebraico con Liev Schreiber, urla un violentissimo "Ma come parlate? Siamo a Brooklyn!". La vedova del rabbino sa tutto di regole ebraiche, ma non sa chi sia Robin Hood, mentre qualcuno confonde "acido" con "chassidico".

Rivedere Woody Allen in questo modo e con questo divertimento è cosa del tutto rara. Certo, la storia è un po' leggera, ma è il miglior film che ha diretto John Turturro, che ci porta dentro un po' d'Italia, la fotografia di Marco Pontecorvo, il montaggio di Simona Paggi, le canzoni napoletane, c'è pure "Luna Rossa" cantata in francese, una rediviva e spiritosa Vanessa Paradis, una Sharon Stone che osa pure un nudo, Sofia Vergara assolutamente strepitosa che prima di portarsi a letto Turturro gli spiega che a lei piace anche "mettersi la pistola e fare l'uomo". Molto divertente. In sala dal 17 aprile.

 

Gigol per caso Woody Allena e John Turturro Gigol per caso Woody Allena e John Turturro Gigol per caso Sofia Vergara Gigol per caso Sharon Stone e Sofia Vergara Gigol per caso Sharon Stone e Sofia Vergara Gigol per caso Sharon Stone

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