trans mondo

IN QUESTO MONDO DI TRANS - UOMINI CHE DIVENTANO DONNE, BIANCHE CHE DIVENTANO NERE, ROCKER CHE DIVENTANO TAYLOR SWIFT, DE NIRO CHE DIVENTA STAGISTA: NEL 2015 C'È GROSSA CRISI DI IDENTITÀ. E SARÀ SEMPRE PEGGIO

Enrico Franceschini per “la Repubblica

 

bruce e caitlyn jennerbruce e caitlyn jenner

 “Penso, dunque sono” è il manifesto dell’Homo Sapiens. Ma quando l’uomo e la donna d’oggi si chiedono “chi sono” esattamente, o meglio “cosa sono”, la risposta è più complicata. Caitlyn Jenner è una donna, una delle più popolari del web, con milioni di follower su Twitter, ma era un uomo, il campione olimpionico Bruce Jenner, fino a quando non ha annunciato di avere cambiato sesso.

 

Rachel Dolezal era un’attivista dei diritti dei neri, una fra le loro più note e determinante rappresentanti in America, fino a quando i suoi genitori non hanno mostrato al mondo il proprio volto di bianchi, smascherandola come una truffatrice o una mitomane: sebbene non manchino sostenitori secondo cui Rachel è semplicemente transracial , transrazziale, qualunque sia il significato del termine.

 

 rachel dolezal finta mulatta rachel dolezal finta mulatta rachel dolezal bionda e coi capelli lisci rachel dolezal bionda e coi capelli lisci

Un personaggio immaginario, Atticus Finch, era l’avvocato bianco protagonista del romanzo di Harper Lee Il buio oltre la siepe , un classico del ‘900 e uno dei più forti simboli della lotta contro il razzismo negli Stati Uniti: «In questo paese nelle aule dei tribunali gli uomini sono tutti uguali», la sua arringa per difendere un nero ingiustamente accusato di avere stuprato una donna bianca, è stata una fonte d’ispirazione per generazioni di giovani che hanno scelto di studiare giurisprudenza nella speranza di contribuire a creare un mondo migliore; ma nel sequel della Lee uscito pochi mesi fa, Va’, metti una sentinella , si scopre che Finch è diventato, o forse era sempre stato, un po’ razzista anche lui.

 

HARPER LEEHARPER LEE

Il crollo di un mito? O la riprova che tutti sono più contraddittori e complessi di quanto sembri? E che la confusione, invece di spaventarci, deve farci sentire più umani, se non anche più forti?

 

Il 2015 è stato l’anno della crisi di identità: l’anno in cui titoli dei giornali e avvenimenti culturali ci hanno messi a confronto con la flessibilità delle linee di confine in materia di genere, sesso, razza e perfino reputazione.

 

COVER LIBRO HARPER LEECOVER LIBRO HARPER LEE

Naturalmente le frontiere dell’identità, sessuale, razziale o personale, non sono mai state perfette neanche prima, ma negli ultimi tempi la questione è emersa con prepotenza in diverse circostanze e a differenti latitudini, portandola all’attenzione delle cronache e alle riflessioni di commentatori, sociologi, psicologi. «Chi crediamo di essere? », domanda provocatoriamente Wesley Morris, vincitore del premio Pulitzer, sul New York Times , per rispondersi che oggi non sempre corrispondiamo all’immagine che vediamo riflessa nello specchio delle nostre aspettative: siamo tutti, o quasi, un po’ “trans” qualcosa, un po’ “bi” qualcosa, “poli-ambi- omni”, in una fusione di ruoli, somma di parti, cocktail di ragioni ed emozioni.

 

Gli esempi vanno ben oltre i casi eclatanti di Caitlyn Jenner, Rachel Dolezal o del nuovo romanzo di Harper Lee. L’identità più fluida e malleabile affiora ovunque, dagli sketch di Amy Schumer alla tivù americana, che riconsiderano la confusione dei generi e dei comportamenti (la promiscuità ti rende macho o puttana?); a Robert De Niro che interpretando uno stagista 70enne nell’ultimo film di Nancy Meyers, The intern, incoraggia la sua giovane boss Anne Hattaway a non sacrificare la carriera per la famiglia, con una logica femminista degna di Lena Dunham, l’attrice-sceneggiatrice del serial cult Girls ;

 

rober de niro in the internrober de niro in the intern

a Ryan Adams che fa il remake di un album di Taylor Swift, voce maschile per una prospettiva femminile, seguendo il trend di cantanti androgini come Le1f, Stromae e Shamir, per tacere di Conchita Wurst, la drag queen con la barba, vincitrice dell’Eurovi- sion Song dell’anno scorso.

 

È un fenomeno che viene da lontano, cresciuto gradualmente nel corso di un decennio in cui le nuove tecnologie, digitali e non, ci hanno aiutati a costruire identità ausiliarie: una “second life”, un altro-io, un avatar di noi stessi, talvolta simile all’originale, altrimenti diverso o addirittura opposto. La chirurgia estetica altera forme e lineamenti. Photoshop cambia i nostri profili online facendoci più belli, più alti, più snelli.

taylor swift mick jagger 3taylor swift mick jagger 3

 

Facebook e Twitter generano identità fasulle, posticce, inesistenti, fanno rivivere Albert Einstein, Elvis Presley, Marylin Monroe, che cinguettano i propri pensieri sui social network come se non ci avessero mai lasciati. Gli hacker rubano identità reali per entrare nelle “vite degli altri”. Su Amazon ci sono scrittori che acquistano recensioni ipocrite, fabbricate su misura, per scalare le classifiche delle vendite.

 

I reality show televisivi danno fama agli anonimi, trasformano il banale in eccezionale. Oppure rivoluzionano opinioni di massa, come nel recente caso di The Great British Bake Off, gara di pasticceria, vinta da una giovane musulmana con il velo: il cui successo ha fatto di più per allargare il significato di “identità britannica”, hanno commentato i giornali, di quanto erano riuscite a ottenere finora le iniziative e le leggi governative. A colpi di torte, Nadya Hussain ha sdoganato l’Islam nel Regno Unito: nessuno dubita che possa giurare contemporaneamente fedeltà al Corano e alla regina.

 

E come giudicare l’assalto di un gruppo di anarchici a un caffè yuppie (anzi “hipster” come si dice ora) su Brick Lane, strada una volta disagiata dell’East End di Londra, ora imborghesita da commercio e turismo, quando salta fuori che i dimostranti erano ricercatori e studenti della middle-class mentre i due barbuti proprietari del caffè sono self-made men che hanno investito tutti i propri pochi risparmi nell’iniziativa?

 

Chi è yuppie e chi è hippie in questo scontro?

Provincia Autonoma di Bolzano Provincia Autonoma di Bolzano

Ma la confusione identitaria può anzi deve essere percepita come un vantaggio, non come problema. Quale soluzione per i curdi iracheni, siriani e turchi, il quotidiano Guardian suggerisce «la crisi di identità del Sud Tirolo », dove la gente «vive in Italia ma si sente austriaca», parafrasando la vecchia battuta di un ambasciatore argentino secondo cui gli abitanti di Buenos Aires in fondo sono «italiani che parlano spagnolo e pensano di essere inglesi».

 

Mentre la sociologa Francesca Conti dell’Università del Sussex studia l’atteggiamento mentale degli espatriati italiani in Inghilterra, che ormai si sentono stranieri quando tornano in Italia, italiani quando sono a Londra e non appartengono più del tutto né all’una né all’altra, figli di una cultura globale che ricicla valori e caratteristiche nel melting pot , il pentolone razziale delle grandi metropoli invase dai nuovi immigrati.

 

curdi siriani turchia curdi siriani turchia

«Da ragazzo mi chiedevo chi ero, quale era la mia identità nazionale, culturale, privata, e non sapevo rispondere alle domande di compagni di scuola, insegnanti, parenti », dice lo scrittore Tom Rachman, autore del bestseller Gli imperfezionisti , nato a Londra da madre ebraica, cresciuto a Vancouver, vissuto a Roma, tornato a Londra, in attesa di un figlio da un’italiana. «Adesso mi sento arricchito da ogni tassello della mia esperienza, mi considero un po’ ebreo, un po’ inglese, un po’ canadese, un po’ italiano, e mi va bene così».

Ultimi Dagoreport

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...