jose carreras

“IO, DOMINGO E PAVAROTTI LITIGAVAMO SOLO SUL CALCIO” – JOSE’ CARRERAS SARA’ TRA I PROTAGONISTI DEL CONCERTO LIRICO -POP ALL’ARENA CHE CELEBRA I 90 ANNI DI “BIG LUCIANO”: “LUI ERA TIFOSISSIMO DELLA JUVE, PLACIDO DEL REAL E IO DEL BARCELLONA” – “C'È OGGI UN NUOVO PAVAROTTI O UN NUOVO CARRERAS? E CHI LO SA? È COME SE MI CHIEDESSERO SE CI SARÀ UN NUOVO MESSI. FORSE SÌ" – "RICCIARELLI O CABALLE’? PUR AVENDO KATIA UNA VOCE BELLISSIMA, DICO CABALLÉ” – “IL RITIRO? A 68 ANNI È UN PENSIERO CHE FACCIO OGNI GIORNO. MA COME VEDETE SONO QUI…” - VIDEO

 

Alberto Mattioli per “la Stampa” - Estratti

 

«Aveva il sole nella voce», dice José Carreras di Luciano Pavarotti. La definizione non è nuova, ma rimane fra le più azzeccate per il timbro tenorile tuttora più bello che si possa ascoltare (non che quello di Carreras lo fosse molto meno).

jose carreras 2

 

Carreras è nel cast lirico-pop che questa sera all'Arena celebra (in anticipo: sarebbe stato il 12 ottobre) il novantesimo compleanno di Big Luciano. Con lui, l'altro reduce dei tre tenori, Plácido Domingo, i tenori attuali Vittorio Grigolo, Marcelo Álvarez, Francesco Meli, Fabio Sartori, Jonathan Tetelman, Yusif Eyvazov e poi, fra gli altri, Andrea Bocelli, Laura Pausini, Biagio Antonacci, Ligabue, Mahmood, Il Volo, Giuliano Sangiorgi e l'Orchestra della Fondazione Pavarotti. Il concertone sarà trasmesso da Mediaset; quando, ancora non si sa. 

 

Maestro Carreras, ricorda qual è la prima volta che ha ascoltato Pavarotti e che impressione le fece? 

«Ricordo benissimo. Fu a Barcellona, la mia città, nel nostro bellissimo teatro del Liceu. Io ero ancora uno studente. L'ho sentito cantare La traviata, e poi Lucia di Lammermoor e La Bohème con Montserrat Caballé. Io muovevo i primi passi nella carriera, e lui mi ha ascoltato quando facevo Siebel nel Faust (che di regola è un mezzosoprano ma veniva talvolta passato ai tenori, ndr). Da subito, ho provato un'ammirazione straordinaria per Luciano». 

 

Dal 1990 al 2007, con il concerto dei Tre tenori, lei ha girato il mondo con Pavarotti e Domingo. Come venne l'idea? 

domingo pavarotti carreras

«Il progetto nacque perché io avevo avuto un serio problema di salute. Rimasi undici mesi ricoverato in ospedale e i miei colleghi furono pronti a darmi sostegno, chiamarmi, farmi gli auguri. Luciano mi diceva: dai, guarisci subito che se no non ho più concorrenza. Volevamo festeggiare il mio ritorno alla vita». 

 

Di cosa parlavate fra un concerto e l'altro? 

«Molto di calcio, e del resto il primo concerto si fece alla Terme di Caracalla per celebrare i Mondiali del 1990. Si parlava e anche si litigava, perché Luciano era tifosissimo della Juve, Placido lo è del Real Madrid e io, naturalmente, del Barcellona». 

 

Secondo lei i Tre tenori hanno davvero contribuito a rendere più popolare l'opera o si è trattato solo di business? 

jose carreras luciano pavarotti placido domingo

«Penso che con quei concerti siamo arrivati anche a un tipo di pubblico che non aveva familiarità con l'opera o la musica classica o il canto impostato. E penso anche che questo sia stato molto positivo». 

 

C'è oggi un nuovo Pavarotti o, meglio, ci potrà mai essere? E un nuovo Carreras? 

«E chi lo sa? Per restare al calcio, è come se mi chiedessero se ci sarà un nuovo Messi. Forse sì, ma in questo momento è difficile da dire. Vedremo. Ognuno di noi ha la sua personalità, il suo modo di cantare, di "spendere" la sua arte. Spero che ci siano sempre più giovani di talento, questo sì». 

placido domingo luciano pavarotti jose carreras

 

Qual è il più grande soprano con cui ha duettato? 

«Senza dubbio, Montserrat Caballé». 

 

Era più bella la voce della Montse (catalana come lui, con cui Carreras ha iniziato) o quella di Katia Ricciarelli (con cui Carreras ha avuto una lunghissima relazione, ndr)? 

«Pur avendo Katia una voce bellissima, se io dovessi scegliere, e parlando solo della bellezza della voce, dico senz'altro Caballé». 

 

Lei ha cantato per la prima volta in pubblico a 8 anni e in teatro a 11. In questa lunghissima carriera, c'è qualcosa che avrebbe voluto fare e non ha mai fatto? Ha qualche rimpianto? 

«Certamente, c'è sempre qualcosa che uno avrebbe voluto fare e per qualche motivo non ha fatto. Ma io sono soddisfatto perché, alla fine, ho potuto cantare quasi tutto quello che avevo voglia di cantare». 

JOSE CARRERAS

 

Ha mai pensato di ritirarsi e chiudere la carriera? 

«A settantotto anni è un pensiero che faccio ogni giorno. Ma come vede sono qui». 

 

(...)

 

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