BRUXELLES COSTRINGE MELONI A LIMITARE LE CAUSE-BAVAGLIO CONTRO I GIORNALISTI – CON LA LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2025, IL GOVERNO È TENUTO AD ATTUARE LA DIRETTIVA UE ANTI-SLAPP (STRATEGIC LAWSUITS AGAINST PUBLIC PARTICIPATION) CHE PROTEGGE MEDIA E ATTIVISTI DA LITI TEMERARIE, DI NATURA CIVILE E COMMERCIALE: PREVEDE MECCANISMI PER BLOCCARE SUBITO CAUSE INFONDATE, OBBLIGARE CHI CITA IN GIUDIZIO A VERSARE UNA CAUZIONE E SANZIONARE CHI ABUSA DEL PROCESSO PER INTIMIDIRE – QUESTA DIRETTIVA VALE SOLO PER LE CONTROVERSIE CON IMPLICAZIONI TRANSFRONTALIERE, CIOÈ QUANDO LA CAUSA RIGUARDA PIÙ STATI MEMBRI UE - DAL 2006 A OGGI, IN ITALIA, SONO STATE INTENTATE OTTOMILA QUERELE TEMERARIE CONTRO GIORNALISTI…
Estratto dell’articolo di “ItaliaOggi”
QUERELE TEMERARIE AI GIORNALISTI
Stop alle cause-bavaglio contro i giornalisti. Con la legge di delegazione europea 2025, infatti, il Governo è delegato a dare attuazione anche alla direttiva Ue 2024/1069 anti-Slapp (strategic lawsuits against public participation) che protegge da liti temerarie, di natura civile e commerciale, i soggetti che hanno un ruolo nel dibattito pubblico.
Ma vale soltanto per le controversie con implicazioni transfrontaliere, cioè quando la lite riguarda più Stati membri dell’Unione europea e non quando la vicenda resta interamente interna all’ordinamento italiano.
QUERELE TEMERARIE AI GIORNALISTI
La tutela per giornalisti e attivisti prevede meccanismi per bloccare subito cause infondate, obbligare chi cita in giudizio a versare una cauzione e sanzionare chi abusa del processo per intimidire.
[…] Grazie alle le garanzie procedurali, il convenuto, ad esempio il cronista o il titolare del blog, può dunque chiedere: il rigetto anticipato delle domande manifestamente infondate; la costituzione di una cauzione a carico dell’attore per coprire le spese processuali; rimedi specifici contro l’abuso del processo, come il risarcimento dei danni.
È prevista poi l’inversione dell’onere della prova: spetta all’attore dimostrare la fondatezza della propria azione legale, non al giornalista di dimostrare la propria estraneità.
Il criterio principale per definire la transnazionalità, che il Governo dovrà seguire nell’attuare la direttiva Ue, è che la causa non può essere considerata puramente interna se le parti non sono domiciliate nello stesso Stato membro o se altri elementi del caso coinvolgono più Paesi. […]
Dal 2006 a oggi, in Italia, sono state intentate circa 8 mila querele temerarie in Italia contro giornalisti, attivisti e difensori dei diritti: un vero e proprio record nazionale, che va a scapito soprattutto di cronisti locali, piccole testate e attivisti.

