odissea donald trump 1

L’ODISSEA DI CHRISTOPHER NOLAN E’ UN GRANDE ATTO DI ACCUSA CONTRO TRUMP - CORRADO AUGIAS: “C’È UN MOTIVO SOLLEVATO DAL FILM CHE È FORSE IL PIÙ IMPORTANTE NELLA TORMENTATA COSCIENZA DELL’ULISSE DI MATT DAMON. AVERE DISTRUTTO CON L’INGANNO LA GRANDE CIVILTÀ TROIANA” - “IL FILM CONTIENE TRASPARENTI RIFERIMENTI ALL’ATTUALITÀ AMERICANA E MONDIALE (CI SONO ANCHE DA NOI LE TENTAZIONI DI VIOLENZA VENDICATRICE): QUESTA ODISSEA SI CONFERMA LONTANA DAL POEMA OMERICO, TROVANDO LA SUA VERA FORZA IN UN ATTO D’ACCUSA CONTRO LA CULTURA MAGA E IL FORSENNATO PRESIDENTE CHE LA INCARNA...” 

Estratto dall’articolo di Corrado Augias per “la Repubblica”

 

Odissea 2

Sono sostanzialmente d’accordo con il giudizio espresso da Francesco Piccolo su questo giornale: l’Odissea, il nuovo film di Christopher Nolan, è nello stesso tempo “bellissimo e una cazzata”. Con una riserva però, di cui dirò più avanti. Come possono convivere la bellezza e la “cazzaggine”, due giudizi così lontani? Qualunque poema, dall’antichità al Seicento, tradotto in immagini, corre questo pericolo. [...]

 

È inutile per conseguenza impegnarsi in un confronto con Omero perché ogni confronto è escluso in partenza. Rimane la bellezza cinematografica che vuol dire un insieme di cose, gli ambienti, i costumi, il trucco, la manovra delle masse che devono per l’appunto essere masse (o sembrarlo) purché i mezzi lo consentano, l’alternanza di scene intime o domestiche con altre di pura avventura: il mare con i suoi gorghi, le insidie di un conflitto, le armature, gli elmi, le luci che drammatizzano il clima d’una situazione, eccetera. [...]

 

Qui s’introduce la riserva di cui dicevo all’inizio ovvero la dimensione politica del film che è di grande, esplicita attualità. Subito un elemento, forse il più appariscente, aver fatto interpretare il ruolo di Elena, eterno canone di bellezza, all’attrice nera Lupita Nyong’o. Da un punto di vista strettamente filologico è una forzatura, perché Elena è la regina di Sparta, dunque appartiene a quel popolo greco che ha fondato la civiltà occidentale. Forzatura voluta però, anzi esibita. Infatti, Elon Musk ne ha colto le intenzioni e ha violentemente polemizzato con il regista. 

 

Corrado Augias 22

Torna poi con molta insistenza nella vicenda il tema dell’accoglienza da riservare allo straniero. È un vero e proprio fondamento politico dell’intero film. Bisogna ricordare che nel basamento della Statua della Libertà nella baia di New York è affissa una targa di bronzo con i versi della poetessa Emma Lazarus. Vi si legge: «Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare libere, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate.

 

Mandatemi gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata». L’accoglienza come mito fondatore degli Stati Uniti, non credo sia necessario un commento se si pensa agli sgherri dell’Ice sguinzagliati da Trump armi in pugno a caccia di immigrati. Infatti, nemmeno questo tema è sfuggito alle polemiche.

 

C’è ancora un altro motivo sollevato dal film che è forse il più importante nella tormentata coscienza dell’Ulisse di Matt Damon. Avere distrutto con l’inganno la grande civiltà troiana che, non a caso, Virgilio indica come progenitrice di quella romana. Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà.

LUPITA NYONG'O IN ODISSEA DI CHRISTOPHER NOLAN

 

Non credo che, in un’opera d’arte, ci sia condanna più esplicita dell’attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. Coerentemente, la conquista di Troia dopo l’inganno del cavallo e l’apertura delle porte diventa, cinematograficamente, un’orda barbarica che irrompe urlando mulinando le lame, distruggendo tutto, dando alle fiamme una città. Gli invasori sono i greci, quelle belve scatenate sono le stesse che, nel V secolo, daranno al mondo, a noi, l’Atene di Pericle. A questo può arrivare la maledizione d’una guerra dissennata.

 

Donald Trump

Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all’attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa Odissea si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d’accusa contro la cultura Maga e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.

matt damon e charlize theron in odissea di christopher nolanCorrado Augias 21anne hathaway in odissea di christopher nolanproiezione di odissea in una sala Imax-70mm in america

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…