CARO ERNEST TI SCRIVO, PER DISTRARMI UN PO’ - LA LETTERA DEL ’46 DI SALINGER A HEMINGWAY: “IO SONO UN IDIOTA MA NON VOGLIO CHE LA GENTE SBAGLIATA LO SAPPIA” - IL GIOVANE HOLDEN DA UN LETTO D’OSPEDALE DOPO L’ESAURIMENTO NERVOSO CAUSATO DAI DUE ANNI PASSATI AL FRONTE: “DAREI IL MIO BRACCIO DESTRO PER ANDARMENE DALL’ESERCITO, MA NON CON UN BIGLIETTO PSICHIATRICO” - “SEI RICCO, NON VENDERE IL TUO ROMANZO AL CINEMA, ABBASSO GARY COOPER!”…

Masolino D'amico per "la Stampa"

"Caro Papa, Ti scrivo da un ospedale di Wurmberg. Qui c'è una certa carenza di Catherine Barkley, devo dire. Mi aspetto di essere dimesso domani o dopodomani. Non avevo niente di grave, ma ero in uno stato di avvilimento quasi costante e mi sono detto che mi avrebbe fatto bene parlare con qualcuno di sano. Mi hanno chiesto della mia vita sessuale (che non potrebbe essere più normale - per fortuna) e della mia infanzia (normalissima: mia madre mi ha accompagnato a scuola fino ai ventiquattro anni - ma conosci le strade di New York), e alla fine mi hanno domandato se mi piaceva o no l'Esercito. Mi è sempre piaciuto l'Esercito.

Ho conosciuto Lester Hemingway prima che la Quarta Divisione tornasse negli States. È venuto nella nostra casa di Weissenburg e ha bevuto e chiacchierato con me. È un tipo a posto.

Rimangono pochissimi arresti da fare, nella nostra divisione. Adesso stiamo prendendo tutti i bambini sotto i dieci anni che hanno un'aria sprezzante. Bisogna concedere all'Esercito i suoi arresti vecchio stampo, bisogna gonfiare il Rapporto.

Il Capitano Ollie Appletton, il precedente CO del reparto, ha ottenuto il Congedo attraverso la Croce Rossa, tornando negli Stati Uniti sotto una pioggia di stelle di bronzo. Prima di andarsene, in nome dei vecchi tempi, ha passeggiato intorno alle foto dei suoi possedimenti in Scarsdale. Per molti di noi è stato un momento maledettamente toccante.

Come sta venendo il tuo romanzo? Spero che tu ci stia lavorando sodo. Non venderlo al cinema. Sei un tipo ricco. Come Presidente dei tuoi tanti fan club, so di parlare a nome di tutti quando dico Abbasso Gary Cooper. Perché stai davvero lavorando a un nuovo romanzo, no? Mi rendo conto che a Cuba le macchine non sono sicure.

Ho chiesto al CIC di mandarmi a Vienna, finora senza successo. Nel 1937 ci sono stato quasi per un anno intero, e ho voglia di mettere di nuovo un pattino da ghiaccio al piede di qualche bella ragazza viennese. Non mi sembra di chiedere troppo all'Esercito.

Ho scritto un altro paio di racconti incestuosi, diverse poesie e parte di una commedia. Se riuscirò a uscire dall'Esercito, potrei finire la commedia e chiedere a Margaret O'Brien di interpretarla con me. Con un taglio di capelli militaresco e una fossetta di Max Factor sull'ombelico, potrei recitare io stesso la parte di Holden Caul".

Coppia improbabile nella Parigi del 1944 appena liberata dagli Alleati, quella del celebre scrittore Ernest Hemingway che offriva champagne al Ritz e si pavoneggiava come se la guerra l'avesse vinta lui, e lo schivo soldatino J. D. Salinger, scrittore anche lui ma semisconosciuto, e reduce da due durissimi anni di guerra combattuta davvero, durante i quali aveva partecipato allo sbarco in Normandia ed era stato tra i primi a subire lo shock di entrare in un campo di concentramento.

Queste esperienze gli avrebbero procurato un forte esaurimento nervoso e il ricovero in un ospedale militare in Germania. Da qui il futuro autore del Giovane Holden (nome che aveva già usato in un racconto) scrisse nell'estate del 1946 la lettera ora riemersa a «Papa», il quale era stato generoso con lui, tra l'altro leggendo i suoi scritti ed essendogli prodigo di lodi, nonché certo incoraggiandolo a adottare nella corrispondenza con lui un tono amichevole se non addirittura confidenziale.

Anche Salinger ovviamente ammirava Hemingway e conosceva bene i suoi libri, vedi l'allusione a Catherine Barkley, che è l'infermiera di cui si innamora il protagonista di Addio alle armi. Tra gli altri punti della lettera che possono richiedere un'illustrazione: la madre iperprotettiva che accompagnò a scuola Salinger fino a ventiquattro anni (ma è un'ovvia esagerazione) non era ebrea di nascita come Salinger padre, però si era convertita alla religione ebraica e aveva abbracciato le tradizioni dell'etnia.

Gli arresti a cui Salinger allude hanno a che fare con il suo impiego negli interrogatori durante il processo di denazificazione messo in atto dagli alleati nella Germania occupata, attività alla quale lo qualificava la sua ottima conoscenza del tedesco. Gary Cooper aveva interpretato Per chi suona la campana, discussa trasposizione del romanzo di Hemingway, il quale a differenza di altri scrittori aveva l'abitudine di disinteressarsi degli adattamenti dei suoi libri.

A Vienna Salinger era stato mandato dal padre nel quadro delle attività della sua ditta di importatore di carne; era ripartito subito prima dell'annessione dell'Austria da parte di Hitler. L'interesse di Salinger per il teatro può essere messo in rapporto anche con la sua infatuazione per Oona, la giovane figlia di Eugene O'Neill, che poi scandalosamente sposò Charlie Chaplin; Salinger le scrisse molte lunghissime lettere nel 1941.

Journey's End è la commedia dell'inglese R. C. Sheriff, probabilmente la più famosa di quelle ispirate dalla Grande Guerra. Il genuino e ben motivato giudizio su Scott Fitzgerald da parte di Salinger, e indubbiamente condiviso dal suo interlocutore, infine, mostra come due grandi scrittori americani sapessero apprezzare l'autore del Grande Gatsby, da poco scomparso, in un momento in cui le sue fortune presso la critica e il pubblico sembravano in declino.

"Una volta ho fatto un'interpretazione molto sensibile di Raleigh, in Journey's End . Molto sensibile.

Darei il mio braccio destro per andarmene dall'Esercito, ma non con un biglietto psichiatrico del tipo quest'uomo non è adatto alla vita militare. Ho in mente un romanzo molto sensibile, e non permetterò che l'autore passi per un idiota nel 1950. Io sono un idiota, ma non voglio che la gente sbagliata lo sappia.

Mi piacerebbe che mi mandassi due righe, se ci riesci. Lontano dalla scena, è molto più facile pensare chiaramente. Con il tuo lavoro, voglio dire.

La prossima volta che sarai a New York, spero di essere in giro e riuscire a vederti, se avrai tempo. I discorsi che abbiamo fatto qui sono stati gli unici momenti di speranza in tutta la faccenda.

Sinceramente, JERRY SALINGER

P.S. Se c'è qualcosa che possa fare per te, qualche messaggio da portare a qualcuno, ne sarei lieto.

Il progetto del mio libro di racconti è andato a pezzi. Il che è un gran bene, e non sto indorando la pillola. In questo momento sono ancora troppo legato da bugie e affetti, e vedere il mio nome stampato su una copertina polverosa rimanderebbe qualsiasi vero miglioramento di svariati anni.

Edmund Wilson ha pubblicato una specie di album di ritagli su F. Scott Fitzgerald (che cosa sporca), chiamandolo The Crack Up . Malcolm Cowley lo ha recensito per il New Yorker , o ha recensito Fitzgerald stesso in maniera dannatamente superiore rispetto ai critici medi che recensiscono uomini morti. È così facile scrivere una «buona» recensione di Fitzgerald. Le sue imperfezioni saltano agli occhi, e se un paio non lo fanno, è Fitzgerald stesso a puntarle col dito.

È stupido da parte dei critici lamentarsi del fallimento di Fitzgerald di «sviluppare» le sue storie. Mi sembra ovvio che chiunque scriva un libro come Gatsby non potrebbe mai «sviluppare» un bel niente. La sua arte, o la sua bellezza, era applicabile soltanto alle sue debolezze, non ti sembra? Diversamente da molti critici, non penso che Gli ultimi fuochi sarebbe stato il suo libro migliore. Era lì lì per incasinare tutto. Lì lì per dare al libro un twist alla Gatsby. In effetti, è meglio che non l'abbia finito, credo.

Buone cose".

 

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