1. “CARMELO BENE MI ACCOGLIE NEL SUO LETTO. AL BUIO LA SUA MANO CERCA IL MIO SESSO. IO DOVEROSAMENTE CERCO IL SUO. ATTIMI DI SILENZIO. LUI: “NON SAPPIAMO PIU CHI SIAMO”....IO: “DUE BELLE OCHE MORTE”. FINISCE COSÌ PLATONICAMENTE” 2. ''AMANDA LEAR NASCE FURBA... CAMILLA CEDERNA, GRAZIE A UN PORTIERE D’ALBERGO, SBIRCIO’ IL DOCUMENTO DI AMANDA E SCOPRÌ CHE NACQUE MAURICE, MAURIZIO” 3. “HO AVUTO TRE STORIE IMPORTANTI CON DONNE. UNA È DURATA OTTO ANNI. FARE SESSO CON LORO MI CAUSA UN IMBARAZZO TOTALE, PER VIA DELL’ANSIA DA PRESTAZIONE”

di Giancarlo Dotto per Diva & Donna

Meraviglioso enigma all'altro capo del filo e non solo perche viene al mondo come Roberto Maurizio Coatti e tutti la conoscono come Eva Robin's. Uomo solo per l'anagrafe e per una minuscola appendice che le insiste tra le gambe e che lei chiama affettuosamente "Robertino", tanto per dare un nome all'equivoco di cui non sa che farsene.

Eva, bolognese, 54 anni, non ha mai sentito il bisogno di liberarsi di Robertino. Là dove la natura non arriva, la farmacia soccorre, ormoni femminili a pioggia, via la barba, via libera, via col vento.

Eva a 15 anni è già più donna di qualunque donna, conturbante montaggio onirico per uomini d'ogni razza e ogni età, quelli che la desiderano come donna e quelli, molti di più, che la desiderano in quanto donna mancata e dunque donna che più non si può.

Lei stessa, Eva, donna fumetto, inafferrabile miraggio in carne, ossa e rossetto. Molti possono dire di averla stretta tra le braccia, nessuno può dire di averla mai veramente avuta. Poichè non la vedo, lei mi aiuta a immaginarla. "Sono appena tornata dalla spesa, mi sono tolta le calze di lana e mi sono messa una felpa militare sdrucita, niente altro sulle gambe nude".

L'ambiente?
"La stanza da letto affrescata da me. Quando non lavoro e non so chi torturare, torturo i muri di casa, ricoperti di finta tappezzeria che poi strappo con le mie unghie. C'è poi l'enorme sipario montato con vecchie coperte cinesi trovate a Parigi, a destra la vetrata col piombo ad arco, come nelle chiese...".

Una casa da visita guidata.
"Vivo qui dall'81. Non c'è una vera porta ma solo vetri colorati. Non ti ho detto poi dell'enorme tavolo Luigi XV che è la mia toletta dei balocchi e profumi con il Cristo gotico dove appendo i miei bijoux...".

Sdraiata come Paolina sul canapè...
"Ho tolto tutti i divani, i miei gatti si sfogavano piscettandoci sopra tutte le volte che stavo lontana".

E ora che fai?
"Mi cucinerò un piatto di spaghettini con i fiori di zucca e una spolverata di bottarga. La sera poi vado su Sky. La mia depravazione di questi tempi è andare a letto con le galline. Siamo al declino ghiandolare".

Letture?
"Ho un'età, mi sciupo la vista a leggere. Mi sono letta recentemente cinquanta pagine tutte d'un fiato de "La versione di Barney".

Perché Eva?
"Perché somigliavo a Eva Kant, la compagna di Diabolik. Ma le mie letture erotiche dell'epoca erano altre, Jacula e Zora le vampire. Mia madre, donna guerriera della campagna di Lugo, leggeva "Cronaca Vera".

Tuo padre?
"Non lo perdonerò mai. Ha abbandonato mia madre quando ha saputo che era incinta. E' dovuta andare a vivere in un sottoscala".

Tu, madre di tutte le travestite dal destino mediatico. Mai troppo rassicurante come Platinette e nemmeno così calata nelle mischie mondane come la tua amica Vladimir Luxuria.
"Lei ha più cose di me da dire, io a volte non so proprio cosa dire. Con Vladimir abbiamo allegramente condiviso le campagne contro la transfobia. Ora stiamo preparando un video per un festival transessuale".

Non ha mai cercato di trascinarti in politica?
"Ci provarono i radicali ma rifiutai. L'unica cosa che mi ha detto Vladimir è che, a causa della politica, si è giocata la sessualità. Quando diventi troppo pubblica, il sesso va in malora".

Ne hai fatta di strada da quando, bambino, frequentavi le suore e poi dai monaci impeccabile chierichetto.
"Servivo messa in latino. Furono le mie prime sottane. Me le sentivo bene addosso. I preti mi menavano per correggermi. Avevano capito che ero deviato".

La prima esperienza morbosa?
"In collegio da ragazzino".

Debutti nello spettacolo come corista di Amanda Lear.
"Donna rara, arguta come poche".

Voi due insieme, l'ambiguità al potere. Di te sappiamo, nasci Roberto, come nasce Amanda?
"Nasce furba... Fu lo scoop di Camilla Cederna quando, grazie a un portiere d'albergo compiacente, riuscì a sbirciare il documento di Amanda e scoprì che nacque Maurice, Maurizio".

Negli anni '80 diventi l'icona più gettonata nei salotti buoni delle case romane e delle megaville in sardegna, la bambola da baraccone da esibire per lo stupore degli astanti.
"Una leggenda quella dei salotti. Fu il fotografo Roberto Granata, mio pigmalione, a portarmi in certe case altolocate dove conobbi gente come Antonioni. Io me ne stavo zitta, ascoltavo sbigottita quei monumenti. Una cosa che ho capito è che il salame è di destra, la mortadella di sinistra".

Sei stata la pupilla di uomini diversamente geniali. Gianni Boncompagni.
"Uomo sfuggente come pochi. Posso sfatare una cosa su di lui? Non è vero che insidiava le ragazzine, era il contrario. Ho visto madri prendere a ceffoni le figlie se non correvano da lui".

Carmelo Bene.
"Morivo dalla voglia di fare teatro con lui. Una notte mi fa bussare nella mia camera d'albergo. "Carmelo ti vuole". Vado rassegnata come una bestiolina verso il mio destino. Il maestro mi accoglie nel suo letto a lume di candela. Al buio la sua mano cerca il mio sesso. Io doverosamente cerco il suo. Attimi di silenzio. Lui: "Non sappiamo piu chi siamo"....Io: "Due belle oche morte".
Finisce così platonicamente".

Paolo Villaggio.
"Intelligenza mostruosa. La sensibilità sconfinata di Paolo non emerge nelle sue interviste pubbliche. Fu a casa sua in Sardegna che mi svelai androgino con il famoso spogliarello".

Corre voce che sei stata l'amante di Bettino Craxi.
"Una leggenda. Bettino non l'ho mai incontrato".

Il tuo talento di attrice si è affermato da qualche anno imperioso a teatro.
"E' un momento molto prolifico, ho tre spettacoli in repertorio. Adesso mi sono messa a dipingere. Oli molto curiosi che s'ispirano al macabro di Francis Bacon. E' il lato oscuro della mia formazione cattolica che esce nel quadri. Lavoro su materiali di recupero che prendo dalle strade, cassetti abbandonati, legni, cose così. La tela bianca m'intimorisce".

Dimmi, che sarà di te dopo gli spaghettini alla bottarga?
"Spero in bellissime fasi oniriche condite da sfrenatissimi amori, quelli che non mi concedo più nella vita reale".

Hai chiuso con il genere maschile?
"Sono timorosa. Vivo gli uomini come minacce, nessuno escluso. I sentimenti sono un rischio spaventoso, li relego agli amici, alle cose o agli animali. Impensabile destinarli a una sola persona".

Delusioni cocenti?
"Ustioni dell'anima... Sono diventata una fifona in amore, ma questo non influisce sul resto. Grazie alla pratica dei cinque tibetani conservo un fisico adolescenziale e un'energia sessuale potente che mi limito a esplicare concedendomi qualche sveltina occasionale da animaletto".

La sveltina da manuale secondo Eva.
"Pochi numeri di telefono, incontro spiccio, l'attrazione irresistibile, precauzioni poche, il preambolo d'estate, meglio se al mare nella mia casa sull'Adriatico.Il caldo torrido favorisce le storie brevi".

Dopo la sveltina niente.
"Ho talmente dato in passato che potrei vivere di rendita".

Ti concedi anche al femminile?
"Ho avuto tre storie importanti con donne. Una è durata otto anni, la più lunga in assoluto. Ma oggi è sempre più raro. Fare sesso con loro mi causa ormai un imbarazzo totale, per via dell'ansia da prestazione. Che non c'è invece a livello umano. Le donne sono le mie complici assolute".

Insomma, sessualmente univoca.
"Io non ho proprio dubbi, sono completamente omosessuale e, se facessi un giorno cambio di sesso, diventerei probabilmente lesbica".

L'autoerotismo?
"Determinante. Ma non ho bisogno di toccarmi per toccare il paradiso. Gli estrogeni che prendo mi danno un'euforia sessuale. Posso raggiungere un orgasmo anche soltanto abbracciando un uomo che mi piace".

Riesci a dissimularli questi orgasmi?
"Dissimulo benissimo, guardo un punto indefinito della stanza, l'altro non si accorge mai di nulla".

E quando arrivate al dunque?
"Non accade nulla perché è già accaduto tutto. L'altro? Non capisce".

Sei strana forte.
"Una cosa strana mi succede di questi tempi...Mi commuove Papa Francesco. Piango quando lo sento parlare. E il pianto è, a modo suo, anche lui un orgasmo, qualcosa che sgorga a tradimento. Io non piango quasi mai di dolore. Non capisco cosa mi tocca del nuovo Papa, è qualcosa di potente. L'altro, Ratzinger, mi ha commosso solo quando se ne'è andato".

Piangere fa bene. Piangi anche per Berlusconi perseguitato?
"Ha una salute di ferro quest'uomo, con tutto quello che gli dicono contro. Si mantiene benissimo. Mi ha confidato una sua amante che ad Arcore c'è un fondo tinta in ogni bagno e non è per le ragazze".

La donna più importante della tua vita.
"Le mie compagne, Monica che non c'è piu, Jenny la Rossa. Le donne sono state fondamentali per la mia formazione, gli uomini per la mia distruzione".

La persona piu interessante.
"Ornella Vanoni, donna intelligentissima, feroce anche con se stessa. Poi, Drusilla Foer. Una drag fiorentina si è inventata questo personaggio geniale. L'ho sognata l'altra notte che praticava depilazioni a uomini con un rastrello".

Sogni che farebbero la felicità di qualunque psicoanalista.
"Ci sono stata per un periodo quando il mio povero cuore è andato in combustione per un ragazzino. Lui aveva 20 anni, io 43. La mia psicoanalista arrossiva quando le raccontavo dei nostri atti sessuali. Un giorno mi disse che "basta, non ne poteva più...".

Passaggi a vuoto di Eva, a parte l'amore assassino?
"Quando piove o nevica me sto tramortita a casa, abbracciata al mio gattino pelato, Dana. Amoreggio con lui e con Caifa, l'altro mio gattino leopardato, gli unici di questi tempi che ospito nel mio letto".

La solitudine non è poi questa gran disgrazia.
"La solitudine mi fa un gran piacere. Se voglio stordirmi scendo tra la gente. La solitudine mi è indispensabile per ascoltarmi e immalincolirmi. Preferisco mille volte il silenzio al rumore".

 

 

 

5- Eva Robins - Playmen - gennaio 19824- Eva Robins - Playmen - gennaio 19823- Eva Robins - Playmen - gennaio 19821- Eva Robins - Playmen - gennaio 19822- Eva Robins - Playmen - gennaio 1982Eva Robins - Playmen - gennaio 1982eva robins nuda007 eva robins006 eva robins004 eva robins002 eva robins008 eva robins003 eva robins001 eva robins005 eva robinsrbn01 eva robins da gattinoniEva Robins

Ultimi Dagoreport

donald trump va in pezzi

DAGOREPORT - COSA HA SPINTO TRUMP AD “ANNULLARE” LA PARTECIPAZIONE DEL SUO VICE PRESIDENTE JD VANCE ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA, MANDANDO A MONACO IL MASSIMO AVVERSARIO DEL MOVIMENTO MAGA, IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO, “COLOMBA” DEI REPUBBLICANI? - I FATTI E I FATTACCI INANELLATI DURANTE L’ULTIMO ANNO DAL TRUMPISMO SONO ARRIVATI AL PETTINE. DAL DAZISMO GLOBALE CHE HA TRAFITTO LE TASCHE DEI CONSUMATORI AMERICANI AL PIANO DI DEPORTARE I PALESTINESI TRASFORMANDO GAZA IN UN “RESORT”, DAL DELIRIO DI COMPRARE LA GROENLANDIA AL PESTAGGIO DEL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY, DALLE TRATTATIVE-FARSA CON PUTIN ALLA ROTTURA CON LA GRAN BRETAGNA, DALL'UNIONE EUROPEA "SCROCCONA" E ''PARASSITA'' ALLA SEPOLTURA DELLA NATO E DELL'ONU, GLI STATI UNITI INCOMINCIANO AD ESSERE PERCEPITI COME LA PRINCIPALE MINACCIA ALL'ORDINE GLOBALE, BEN PRIMA DELLA CINA – A NOVEMBRE LE ELEZIONI DI MIDTERM PREVEDONO TEMPI CUPI PER TRUMP…

alberto arbasino fratelli d italia moravia bassani agosti

DAGOREPORT ARBASINIANO – A PROPOSITO DELL’EGEMONIA CULTURALE DELLA SINISTRA: COME FU MASSACRATO NEL 1963 IL CAPOLAVORO DI ALBERTO ARBASINO, “FRATELLI D’ITALIA” (ORA RIPUBBLICATO CON BELLA POSTFAZIONE DI GIOVANNI AGOSTI) – PER FARLO A PEZZI BASTÒ ALLA MAFIETTA DEI MORAVIA, VITTORINI, MONTALE, LEGGERE QUESTE RIGHE: “LA PENNA SINISTRA VIENE USATA PER PROTESTARE CONTRO GLI STESSI PADRONI DEL VAPORE CHE LA PENNA DESTRA STA BENE ATTENTA A NON DISTURBARE COLLABORANDO IN TUTTA APOLITICITÀ AI LORO FOGLI BENPENSANTI” – UN SISTEMA DI POTERE CHE SOPRAVVIVE IN UNIVERSITÀ, CASE EDITRICI, GIORNALI, SI STRINGE A COORTE CON CONTROFIGURE WOKE EMULI DI MURGIA: I VERONESI, I GENOVESI, I GIORDANO, I LAGIOIA, LE CHIARA VALERIO, LE CHIARA GAMBERALE…

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT – SUL CASO BEATRICE VENEZI, NESSUNO ERA ANCORA SCESO ALLE PROFONDITÀ DI BECERA VOLGARITÀ E IGNORANZA RAGGIUNTI DAL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI. IN UN VIDEO INCREDIBILE, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO, RUGGIERI PRESENTA UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI VENEZI INFORMANDO CHE È “ACCLAMATA IN TUTTO IL MONDO COME UN FENOMENO”. PER LA VERITÀ, QUALSIASI GIORNALE STRANIERO CHE SI SIA OCCUPATO DELLE SUE DISAVVENTURE VENEZIANE HA SCRITTO ESATTAMENTE L’OPPOSTO. MA, “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI”, SECONDO IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI, “BEATRICE VENEZI È UNA FIGA BESTIALE” - DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO