i drink di james bond -7

UN BOND DA BERE - COME SI FA UN MARTINI VODKA (SHAKERATO NON AGITATO), COME SI TIENE IL BICCHIERE, COM’È IL SESSO CON L’ALCOL: L’AGENTE SEGRETO DI FLEMING, CHE NON AMA LO SPRITZ, SALE IN CATTEDRA - DOROTHY PARKER? ''AMO I MARTINI, MA AL MASSIMO DUE. TRE E SONO SOTTO IL TAVOLO. QUATTRO E SONO SOTTO IL CAMERIERE''

 

Andrea Ballarini per “il Foglio

 

BOND DRINKBOND DRINK

Il vaporetto numero 1 è detto dai veneziani pisacan - con la esse sibilante, non sorda - perché si ferma a ogni cantone. Infatti dalla fermata alla mia meta ci saranno sì e no centocinquanta metri. Un uomo mi aspetta davanti alla chiesa di San Marcuola.
"Ha un fiammifero?".
Ho l' accendino.
"Anche meglio".
 

Finché non si rompe.
"James Bond, molto lieto".
Molto lieto anch' io. Ma la gente lei l' incontra sempre così, con le parole d' ordine, le controparole...?
"Nel mio mestiere la pedanteria allunga la vita".
 

i drink di james bond  1i drink di james bond 1

Capisco. Vogliamo andare?
"Purtroppo il casinò è chiuso. Sciopero".
Eh, l' Amministrazione autonoma dei Monopoli di stato...
"Avete la bizzarra abitudine di scioperare a tradimento in questo paese".
Mi verrebbe una replica sulla bizzarra abitudine di andare al casinò a mezzogiorno, ma lascio perdere.
"Ho un amico qui vicino. Venga: facciamoci un giro in gondola".
Non ero preparato a questo.
"Non si faccia strane idee. Intendevo quella gondola".
 

E ci mettiamo in fila con una mezza dozzina di veneziani allo stazio di San Marcuola, dove due gondolieri ci portano al Fondaco dei Turchi. Cinquanta centesimi per evitare un lungo vagabondaggio tra ponti e calli: un ottimo investimento. In piedi, pressato tra una Ester e una Noemi che tornano dalla spesa con le loro borse rigurgitanti, ammiro la disinvoltura con cui l' agente inglese si destreggia tra le usanze veneziane.

i drink di james bond  10i drink di james bond 10

 

Del resto, c' è stato più volte in laguna; ha perfino attraversato piazza San Marco con una gondola a motore: non uno dei suoi exploit migliori, per la verità. La cosa che più salta agli occhi però, è che non assomiglia per nulla al cinico battutista tramandato dai film: è quasi chiacchierone. Dopo una rapida passeggiata ci fermiamo davanti a un bacaro scalcagnato nascosto in una calle dietro l' Erbaria.
 

i drink di james bond  12i drink di james bond 12

"Moro è un amico". mi dice per rassicurarmi. Lo seguo. Bond e l' oste si abbracciano come vecchi amici. Terminati i convenevoli il proprietario ci fa accomodare: Fioi, sentéve let e senza chiedere nulla ci piazza davanti due bicchieri. Da sotto il bancone prende una bottiglia di vino bianco senza etichetta e ci riempie i gotti. Nel frattempo stappa un Campari Soda e spruzza di rosso i bianchini trasformandoli in serenissimi cocktail. Bond trangugia metà del suo e Moro - realizzo ora la sottile allusione shakespeariana - mi guarda con un' espressione che non ammette dissenso. Mi affretto a buttare giù il bianco corretto.
 

i drink di james bond  13i drink di james bond 13

Bond, ma lei non andava solo a Martini Vodka, shakerato non agitato?
"Mi ci vede a chiederlo qui? Già non si può più ordinare il Martini Vodka shaken not stirred, perché il trash è dietro l' angolo, ma provi a immaginare l' effetto qui dentro".
Giacché il trash è l' imitazione fallita di un modello alto e che, in questo caso, il modello è lui stesso, non vedo il rischio, ma preferisco non discutere.
 

i drink di james bond  14i drink di james bond 14

Il suo primo libro è del '53, quindi lei è su piazza da sessantadue anni; com' è cambiato il modo di bere?
Innanzitutto si beve di meno. Si beve ancora, intendiamoci, ma negli anni Cinquanta e Sessanta bere era un fatto identitario. Si beveva per appartenere alla parte cool della nazione. Oggi si beve per socializzare. Lei è troppo giova ne per ricordarsene, ma avrà visto la serie 'Mad Men'. Quei pubblicitari newyorkesi illustrano perfettamente il rapporto che si aveva col whisky e il tabacco a quei tempi. Il whisky era onnipresente - ancorché on the rocks per diluire l' alcol e i timidi sensi di colpa - e le sigarette erano incorporate nelle mani.

 

Oggi il politically correct ha reso impossibile tutto. Fumare è riprovato socialmente e accendere una sigaretta in un film è quasi impossibile. Forse è più salutare, ma sicuramente meno estetico. Quelli erano tempi ingenui in cui ci si poteva concedere dei piaceri senza preoccuparsi di essere malgiudicati e l' alcol era il naturale lubrificante delle relazioni sociali".
 

i drink di james bond  15i drink di james bond 15

Frequentava un bar preferito all' epoca? O ne frequenta uno oggi?
"No. Sono sempre stato ecumenico, anche se a Londra ci sono dei posti che dimostrano una certa competenza. E' pratico di Londra?
" Un po', mento.
"Be' il Nightjar è un bar che si trova in City Road, invece a Mayfar il Connaught è imperdibile. Ma credo nel carpe drink".


Stava accennando al fatto che l' alcol facilitava le relazioni. Si chiacchierava meglio con un tumbler di whisky in mano?
"Senza dubbio. Per quanto il tumbler sia all' origine di un penoso fraintendimento che ha avuto ripercussioni fino quasi ai nostri giorni".
Potrebbe essere più esplicito?
 

"Potrebbe volerci un po'. Si guardi bene dal finire il bianco spruzzato, altrimenti Moro gliene fa un altro. Cerchi di seguirmi: tutto ebbe inizio una sera del marzo 1957. Il mio primo libro, 'Casino Royale', era uscito quattro anni prima e Fleming aveva già scritto parecchio su di me, per cui ricordo perfettamente quei giorni. Ero a Las Vegas con una collega della Cia di cui volevo approfondire la conoscenza, così andammo al Sands. In programma c' era il nuovo show di Dean Martin.

i drink di james bond  16i drink di james bond 16

 

A dicembre era uscito 'Hollywood o morte', l' ultimo film della coppia Martin e Lewis, ufficialmente separatasi sei mesi prima. I due erano molto popolari all' epoca e quindi la curiosità di vedere cosa avrebbe fatto quel belloccio italoamericano senza Lewis era palpabile. L' acciottolio delle stoviglie della sala Copa si tacque di colpo quando la voce del presentatore disse: 'Signore e signori, l' hotel Sands è orgoglioso di presentarvi la stella del nuovo spettacolo: direttamente dal bar, Dean Martin!'.

 

Dalle quinte emerse un Martin barcollante. Uno choc enorme, perché sovvertiva tutte le regole dell' educazione e dello show business di allora. Ma, per uno di quei fatali incantesimi del palco, nel giro di pochi secondi l' ubriacone che raccontava brevi monologhi divertenti e modificava i testi delle canzoni ('Cara, se ti ho amato, perdonami' diventò 'Cara, se ti ho sposato, perdonami') divenne la quintessenza del cool. Le donne impazzivano per quella simpatica canaglia e gli uomini avrebbero voluto essere come lui. E tutta quell' eleganza, fascinazione e classe erano riassunte in un tumbler con succo di mela e ghiaccio che dalla platea sembrava whisky on the rocks. Whisky e sigaretta: la cifra stilistica del Rat Pack.

i drink di james bond  17i drink di james bond 17


Quello stesso modo di portare in giro il bicchiere impugnandolo disinvoltamente con due dita per il bordo, l' ho visto poi imitare per decenni sorseggiando le bevande più varie, persino dei Chianti Putto. Una volta ho addirittura colto M a bere così al Blades club. Nessuno voleva rinunciare a dimostrare la propria coolness con un semplice accessorio. Quel modo di indossare il bicchiere era un concentrato ideologico che neppure il libretto rosso di Mao".
 

Avrebbe potuto fare il sociologo se non avesse avuto successo con l' MI6.
"Anni e anni di marciapiede non passano invano per nessuno. Ma sul maneggiare i bicchieri avrei altro da dire".
Siamo qui per questo.

i drink di james bond  18i drink di james bond 18


"Forse lei ricorderà che negli anni Sessanta e Settanta nel suo paese, dove per il mio mestiere mi sono trovato a venire spesso, aveva grande successo un liquore: il Vecchia Romagna Etichetta nera, il brandy che crea un' atmosfera, per usare le parole di un vostro grande scrittore prestato alla pubblicità. In uno spot si vedeva un gruppo di amici riuniti intorno a un caminetto acceso, mentre bevevano il loro brandy in completo relax. Quello spot è responsabile di due misfatti che hanno devastato il costume italiano per anni: l' abbraccio al bicchiere e il roteamento".


Cioè?
"L' abbraccio era quel modo di impugnare il bicchiere circondandone la coppa panciuta con la mano e collocando il corto stelo tra il medio e l' anulare.
Per il brandy, capisco, ma per il vino...
 

i drink di james bond  19i drink di james bond 19

Ci sono voluti decenni per recuperare l' uso corretto dello stelo, che ha la funzione di tenere lontano l' odore delle mani. Ma era nata un' ancor più grave perversione: la rotazione. I suddetti amici facevano mollemente roteare il liquore nel bicchiere; in questo modo l' alcool agitato libera nell' aria alcune molecole che ne diffondono l' aroma. Ma la televisione è cattiva maestra e così quel gesto, sganciato dal suo significato e ripetuto a pappagallo, negli anni ha dato origine a legioni di rotatori che, vuoi per ignoranza, vuoi per imperizia manuale, si trasformavano in scuotitori continui che sottoponevano le loro bevande a bradisismi, tremori e spasmi sussultori.
 

E questa stessa attitudine rotatoria è stata esportata con effetti esilaranti dal mondo dei superalcolici a quello del vino, che però conosco meno".
Già, lei si limita a champagne millesimati e Bordeaux Grand Cru.


"E' vero, non sono mai stato a misurare le note spese; il governo però non se ne è mai lamentato. Ma dicevamo degli scuotitori. Gli ultimi sono stati debellati solo negli anni Duemila da due fattori concomitanti. Il primo è stato un attore, autore di una pantomima in cui metteva alla berlina il repertorio coreografico di annusate, rotazioni, sciacqui, scrutamenti di un sommelier che poi concludeva con un sublime: 'E' rosso'. Il secondo: gli smartphone. Ora scuotono di meno perché controllano a ripetizione la posta e i social".
Mi complimento per la conoscenza, quella sì molecolare, della nostra cultura. Si direbbe abbia vissuto più in Italia che a Londra.

i drink di james bond  2i drink di james bond 2


"Uno dei vantaggi del mio mestiere è stare lontano dal clima della nostra isola per gran parte del tempo. In Italia sono venuto ben più spesso di quanto si potrebbe pensare guardando i film, nei quali ho passato metà del tempo ai Caraibi. Ma il cinema è finzione, si sa".
Parlando di comportamenti trash, però, deve ammettere che anche lei ha qualche responsabilità. Come si diceva all' inizio, è diventato impossibile ordinare un Vodka Martini shaken not stirred senza fare la figura del pirla che si crede 007.


"Definitely. Come dicono i primi ministri, sono lieto che abbia toccato que sto argomento che mi dà modo di chiarire la mia posizione. Io amo il Martini Vodka agitato e non mescolato perché, come potrà spiegarle qualunque barman professionista, nello shaker le molecole della vodka e del vermouth, urtando con violenza le pareti d' acciaio si fondono, cosa che con la semplice mescolata non avviene. Lo shaker ha la funzione di unire liquidi di densità diverse; il che conferisce al cocktail una morbidezza incomparabile.

i drink di james bond  9i drink di james bond 9

 

 Eppure, provi a chiedere a cosa serve lo shaker e otterrà le risposte più fantasiose: perché fa un bel rumore; per cambiare sapore ai liquori o per mescolarli! Nonsense. Peraltro, il direttore della New York Bartending School sostiene che con la vodka non cambi nulla se lo si agita o lo si mescola, ma Fleming non lo sapeva. In ogni caso ciò non ha impedito al Vodka Martini skahen not stirred di schizzare in cima alla classifica delle ordinazioni preferite.

 

Pensi che ai tempi di 'Goldfinger', il film, vendevano dei kit per prepararlo, con tanto di shaker telescopico dissimulabile sotto la giacca, dove di solito portavo la mia Walther Ppk. Q avrebbe dato la mia testa per averlo. Ma la verità è che io preferivo il Vesper: tre parti di Gordon' s gin, una parte di vodka, mezza parte di Kina Lillet, che oggi non fanno più e quindi ci si deve mettere il Lillet Blanc; shakerare con ghiaccio e servire in una coppa da champagne larga e profonda con una fetta lunga e sottile di scorza di limone. Se lo si beve thrown è straordinario: alcol puro e non lo sembra. Una magia".

i drink di james bond  4i drink di james bond 4


Come lo si dovrebbe bere, scusi?
"Thrown. Sa quella tecnica per cui si fanno delle fontane versando il liquido da una metà all' altra dello shaker? Il throwing?".
Faccio segno di sì, ma fingo.
"Un' altra di quelle faccende molecolari con cui si incorporano microbolle d' aria nel liquido".
Però dopo la morte della signorina Lynd non l' ha più bevuto.
"Non esattamente. In 'Quantum of Solace' me ne hanno fatti bere sei durante un viaggio in treno, ma non lo hanno nominato, si sono limitati a elencar ne gli ingredienti. Un private joke per bondologi".


Nel suo prossimo film, in uscita a giorni, mi dicono che berrà un Dirty Martini. Una cosa con le olive, vero?
"Con la salamoia di olive, non solo con le olive. Un po' eccessivo, ma una volta ogni sessantadue anni si può fare".
Quanto mi sarebbe piaciuto ordinare un cocktail con la sua strafottenza: due parti di questo, una di quello e un' oliva: servire con ghiaccio, non tritato. Impossibile: il barman mi avrebbe sputato in un occhio.

i drink di james bond  5i drink di james bond 5


E della mixology che va tanto di moda da tre o quattro anni cos' ha da dire?
"Quel che aumenta la consapevolezza del bevitore mi piace. Del resto dopo anni di totalitarismo dello Spritz... A questo proposito mi faccia dire chiara mente una cosa: lo Spritz è il male. E' come la Spectre. Nella classifica dei crimini ha eguagliato il prosecco nei bicchieri di plastica che volano via al primo colpo di vento: i fuori salone del Salone del mobile di Milano ne sono stati infestati per anni. Nemmeno i negozi di mutande volevano rinunciarvi. Per fortuna, bevo solo in servizio".
Ah, come vorrei avere la sua battuta pronta.


"Please, don' t".
Ma restiamo sullo Spritz.
"Lo Spritz era destinato a una mogia sopravvivenza nella sua zona endemica, l' irriducibile Patreve: Padova -Treviso Venezia. Ma all' inizio degli anni Duemila la Campari ha comprato l' Aperol e ha rilanciato il marchio abbinandolo allo Spritz. Un enorme successo, ma un' operazione semplificatoria. Da un giorno all' altro sono scomparse tutte le varianti di cui per anni si era nutrito quel cocktail di origine austriaca, che rari intenditori prendevano addirittura al Cynar, o al Select, in favore della ferrea dittatura dell' Aperol.

i drink di james bond  6i drink di james bond 6

 

Per la verità è sopravvissuta un' eroica resistenza che lo prende al Campari, ma minoritaria. Potenza della pubblicità, lo Spritz divenne il monarca degli aperitivi e delle apericene con salumi ossidati, tagliati sei ore prima. Ricorda cosa diceva il dottor Lecter a Clarice? Si desidera quel che si vede. Aveva ragione: si beve anche quel che si vede".
Quindi con l' avvento della mixology lei sarà contento?


"Studiare gli ingredienti e capire come si possa rendere buona da bere una rapa è un' iniziativa meritoria. Sapere è potere e se il potere è diffuso, si corrono meno rischi".
Bond, lei mi sorprende: questa è una dichiarazione di fede nella democrazia.
Lo sa che a lungo è stato ritenuto un relitto fascistoide e sessista.
"Vivi e lascia dire".

i drink di james bond  7i drink di james bond 7


Avrà notato che non ho sfiorato l' argomento sesso.
"Gliene sono grato. Alcol e sesso non vanno d' accordo".
Non parlavo degli aspetti fisiologici. Lei è noto per avere tenuto negli anni un' attività erotica da Guinness. E non nel senso della birra.


"Dice? Non ho mai fatto ubriacare una donna per convincerla a far l' amore. Magari giusto un bicchiere per sciogliere l' atmosfera, soprattutto alle nostre latitudini nordiche, ma mai di più.
Non sarebbe stato fair. Sa cosa diceva Dorothy Parker? 'Amo i Martini, ma al massimo due. Tre e sono sotto il tavolo. Quattro e sono sotto il cameriere'".

i drink di james bond  11i drink di james bond 11


Bond, temo si debba chiudere perché abbiamo finito la pagina. Se volesse fare una della sue famose battute...
"Allora ordino quello che ha ordinato una signora elegante in un bar alla moda di Roma, e vediamo che faccia fa il nostro anfitrione. 'Moro, fammi una tachipirinha'".

i drink di james bond  8i drink di james bond 8

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…