fazio littizzetto

LITTIZZETTO’S GOT TALENT! "A ME HANNO SEMPRE FATTO MOLTO RIDERE STANLIO E OLLIO. I COMICI CINICI NON MI HANNO MAI DIVERTITO, CON L’ECCEZIONE DI RAIMONDO VIANELLO. - “IO CINICA? MACCHE’. FAZIO, LUI SÌ CHE LO E’ PER DAVVERO..”

fazio littizzettofazio littizzetto

Angelo Carotenuto per “la Repubblica”

 

Questa donna che fa colazione alle nove del mattino nella camera di un hotel romano in via Veneto non è “la Littizzetto”: non è la maschera del Walter, della Jolanda, di Ruini-Eminence, non è la guastatrice che invita Belén a “darla via in beneficenza”. Il vassoio è adagiato su un pouf in un angolo. «Un conto è far satira da Fazio, aggredire, essere caustica con i potenti; un altro è confrontarsi con le persone comuni».

luciana littizzetto   sabbriluciana littizzetto sabbri

 

Ballerini rock di settant’anni, un padre e un figlio giocolieri, i breakers, due ragazzini che cercano di battere il record di lunghezza di un bacio in tv, quelli che tagliano le zucchine con un drone, la band musicale che suona con le parti intime.

 

È il pezzo di Paese che cerca un’occasione, passato sotto i suoi occhi per le audizioni di Italia’s got talent (programma prodotto da FremantleMedia che dal 16 marzo va in prima serata per dieci mercoledì su Tv8). Giudici: Claudio Bisio, Frank Matano, Nina Zilli e lei, la donna italiana sulle cui spalle strette noi del pubblico abbiamo gettato come una condanna il dovere di dissacrare ogni cosa.

 

E invece eccola qui. Un letto a due piazze sfatto per metà, un piumone bianco, l’ultimo libro di Antonio Pascale sul cuscino: tra le pagine una matita gialla che lo taglia in due. I segnalibri sono armi letali. Non sai mai da cosa ti stanno separando. Quest’Italia che un tempo andava a prendersi fischi e ululati alla Corrida, adesso intenerisce Nostra Signora dello sberleffo.

 

«Credo di aver capito il motivo. Da giudice di un talent io non mi mostro e non fingo: io sono. Una specie di liberazione. Quando sei su un palco, non sei sempre te stesso. Sei un po’ come al servizio del tuo personaggio. Fare il giudice non sapevo cosa fosse. In genere mi trovo più spesso nei panni dell’imputata, è una dimensione che mi appartiene di più.

 

VOGLINO FAZIO LITTIZZETTOVOGLINO FAZIO LITTIZZETTO

Voglio dire: ti capita pure di imbatterti nei balenghi, ma finanche loro meritano un momento di attenzione. Sento molto la responsabilità di non ferire nessuno in questo mondo di energia e desiderio, mandato avanti da un motore positivo: gente che ci crede, che ha studiato, s’è esercitata. Mi piace poter mettere il mio percorso e la mia esperienza al servizio di qualcuno che chiede di avere un’opportunità» .

 

Va nella stessa direzione il senso del progetto che da qualche mese Luciana Littizzetto manda avanti sul web con il suo blog. L’ha chiamato Cicapui, parola piemontese che indica qualcuno o qualcosa di appiccicoso, «come il fiore della bardana, non hai bisogno di legarlo o di stringerlo: ti avvicini e si attacca a te» .

 

fabio fazio luciana littizzettofabio fazio luciana littizzetto

È la sua ultima impresa. Uno spazio aperto, un luogo di incontro fra le sue passioni e quelle di chi siede da quest’altra parte. «Mi spediscono soggetti per film, idee per romanzi, bozze di spettacoli. Mi scrivono artigiani che si inventano cose. Io leggo tutto, scelgo, decido cosa tenere in vetrina, cosa proporre. Mi piace l’idea di un posto in cui le cose belle per uno possano diventare bellissime per tanti».

 

Se una frase così la dicesse Fazio, lei se lo sbranerebbe. «Macché, lui è un cinico, ma proprio cinico. Meno male, sennò… Sto lavorando sul linguaggio della rete, sulle sue potenzialità. Quasi sempre ne parliamo in termini negativi. Io stessa ogni tanto finisco dentro un polverone di reazioni per ciò che dico in televisione.

 

Sandra Mondaini e Raimondo Vianello in Casa Mondaini Sandra Mondaini e Raimondo Vianello in Casa Mondaini

Ma in rete esiste un blocco sociale di cui non avevo colto per intero la potenza positiva, costruttrice. La rete può essere una fogna a cielo aperto o un campo fertile dove metti a far crescere delle cose, ma anche minime sensazioni: un incontro inaspettato, la sensazione degli alluci che affondano nella sabbia, un libro che hai scoperto per caso. Non sto sui social per mostrare me stessa, ma per raccontare che esistono ipotesi e possibilità. Come al Monopoli».

luciana littizzetto italias got talentluciana littizzetto italias got talent

 

Dare una chance. «A me, a suo tempo, non ne hanno regalate. Torino è una città che se ne sta un po’ per conto suo. Esisteva il gruppo dei romani, il gruppo dei fiorentini, e così via. Io non facevo parte di nulla. Quando ho iniziato, a Torino c’era Piero Chiambretti, c’era Bruno Gambarotta, c’era Arturo Brachetti: ma se oggi volessimo rivederci e celebrarci, al massimo potremmo andare a farci una pizza fuori» .

 

Questo segmento di Littizzetto esisteva già. Ma se ne stava al chiuso. Luciana coltivava il suo senso per la premura in privato, mentre noi eravamo concentrati sul suo tratto più esposto. «Credo di aver sempre avuto nella mia vita questo spirito di accoglienza». Nove anni fa, frequentando la comunità “La difesa del fanciullo”, matura l’idea di una maternità. Per la società ha un compagno, per le leggi dello Stato è single. L’affido è la sola via possibile. In casa arrivano Vanessa e Giordan, sorella e fratello la cui patria potestà appartiene al Comune di Torino.

stanlio olliostanlio ollio

 

«E poi son cresciuti e sono diventati ragazzi spiritosi. Lui compie diciannove anni a maggio, è all’ultima classe di scuole superiori, ha fatto una volta la comparsa in una fiction. Lei ne ha ventuno, è all’Accademia di belle arti, è più timida ma forte, determinata. Li portavo con me per musei, alle mostre, e mi odiavano. Andare al cinema era più facile, eppure oggi alle mostre ci vanno da soli. Forse è vero che se respiri un certo clima in casa finisci per assorbirlo. Ma ogni famiglia fa come gli pare, soprattutto fa come può».

luciana littizzetto luciana littizzetto

 

La sua mandò la piccola Luciana in collegio dalle suore. «Solo che ero spesso malata, mi si gonfiavano le tonsille e così ero costretta a starmene a casa, in compagnia della radio accesa. La radio, sì, non la televisione. Al mattino davano questi sceneggiati meravigliosi, oppure le fiabe dei Grimm, e allora ho cominciato a sognare che sarei diventata un’attrice della radio anch’io, consapevole già da bambina che era meglio se non avessi fatto vedere la faccia».

 

La libertà, diceva Hugo, comincia dall’ironia. «I miei erano lattai, gente normale. L’idea di un percorso artistico, per loro, era legata alla danza. Così un anno sono andata a ballare. Ma avevo un nonno che suonava la chitarra, mio padre la fisarmonica e uno zio il clarinetto nella banda. In quinta elementare ho cominciato a prendere lezioni di piano

e crescendo mi sono ritrovata al Conservatorio.

 

franca valeri littizzettofranca valeri littizzetto

Eppure sapevo che non sarebbe stata quella la mia strada, non mi vedevo concertista con queste mani da talpa. Il diploma mi ha però consentito di entrare a insegnare musica nelle scuole ». La professoressa Littizzetto. «Con i primi stipendi da supplente mi sono pagata un corso di dizione e di doppiaggio. Ma già a scuola avevo capito che sapevo far ridere. Prima con le imitazioni delle suore, poi quando mi invitavano a raccontare una storia, e io attaccavo con quelle che mi piacevano da morire, quelle sentite alla radio, ma rilette a modo mio» .

 

La comicità è un mare in cui si può nuotare con più stili. «A me hanno sempre fatto molto ridere Stanlio e Ollio. Mi piace la comicità che parte da una fragilità e si trasforma in tenerezza. Lo so che parrà strano, ma i comici cinici non mi hanno mai divertito, con l’eccezione di Raimondo Vianello, specialmente negli sketch con la Mondaini.

 

LUCIANA 
LITTIZZETTO
LUCIANA LITTIZZETTO

La comicità si allena leggendo, e non dico solo testi umoristici; si allena facendo grandi figuracce nella vita di ogni giorno, ma disponendosi all’ascolto, mettendosi in gioco, aprendo gli occhi sui mille modi in cui le altre persone leggono la vita, imparando dalla maniera in cui hanno risolto la loro, guardando da quale parte sono andati a cercarsi una porzione di verità.

 

L’altro giorno a Torino ero in strada per pagare una bolletta, ma l’ufficio postale era chiuso. Con me lì fuori c’era una signora anziana un po’ spiazzata dall’imprevisto. Cercava un’alternativa, s’informava, finché non le hanno detto che la bolletta a quel punto andava pagata via mail. Allora mi ferma e fa: scusi, ma dove si trova di preciso questa Via Meil? La realtà ti regala spunti che nessun autore potrebbe forse inventare» .

 

Rimane da chiedersi cos’altro possa fare “la Littizzetto” per spiazzarci. «Mi piacerebbe poter recuperare la mia competenza musicale e fare la regia di un’opera lirica, alla Franca Valeri. Oppure girare un film in cui non mi sia chiesto per forza di far ridere» . Essere, insomma. Smettere di sembrare.

luciana littizzettoluciana littizzetto

 

caschetto littizzetto caschetto littizzetto

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…