dolce roma -film barbareschi

“NON RINNEGO UNA PAROLA DELLA MIA INTERVISTA” – LUCA BARBARESCHI SCRIVE A DAGOSPIA E METTE LA PAROLA FINE SULLA FINTA POLEMICA NATA PER LE SUE DICHIARAZIONI SUL METOO ITALIANO: “DISPIACE E RATTRISTA CHE ALCUNI COLLEGHI DA ME STIMATI, COME ANDÒ, GIFUNI E MARTONE, SI SIANO LIMITATI A LEGGERE IL TITOLO. È OGGETTIVO CHE NEL NOSTRO AMBIENTE SIA USATA QUESTA PIAGA DELLE MOLESTIE PER OTTENERE VISIBILITÀ. COSÌ COME È VERO CHE CI SONO UOMINI E DONNE DI POTERE CHE SI APPROFITTANO DI PERSONE FRAGILI, È ANCHE VERO CHE CI SONO ATTRICI E ATTORI CHE SI FANNO POCHI SCRUPOLI PUR DI RAGGIUNGERE I LORO OBIETTIVI. ATTENZIONE PERÒ A..."

Riceviamo e pubblichiamo:

 

luca barbareschi

“Non rinnego una parola della mia intervista che è esaustiva e chiara, uscita su Repubblica martedì 9 maggio 2023. Non ho mai minimizzato l’importanza e il coraggio di chi denuncia molestie o violenze subite. Al contrario, sono profondamente solidale, oggi e da sempre. In nessun caso posso giustificare o trattare alla leggera gli abusi. Appartiene alla mia biografia personale e mi sono speso in prima persona per tutelare questo tipo di soprusi grazie alla mia Legge contro la pedofilia e al trattato europeo sulle violenze di Lanzarote.

 

Dispiace e rattrista che alcuni colleghi da me stimati, come Roberto Andò Fabrizio Gifuni e Mario Martone, si siano limitati a leggere il titolo dell’intervista. È oggettivo che nel nostro ambiente sia usata, in alcuni casi in modo strumentale, questa piaga delle molestie per ottenere visibilità (nella mia intervista dichiaro che “alcune di queste attrici non sono state molestate, o sono state approcciate in maniera blanda”). Intendo dire che, così come è vero che ci sono uomini e donne di potere che si approfittano di persone fragili, è anche vero che ci sono attrici e attori che si fanno pochi scrupoli pur di raggiungere i loro obiettivi.

 

protesta del collettivo campo innocente contro luca barbareschi al teatro eliseo di roma 4

Attenzione però a condannare senza prove o su illazioni. Sono stato il primo a parlare nel 1990 del pericolo della speculazione sulla parola molestie e violenze subite; si trattava del mio spettacolo Oleanna su testo di David Mamet. Non a caso la sceneggiatura di un Premio Oscar e Premio Pulitzer. In quel caso si parlava di uno stupro subito a causa di una carezza verbale. La mamma degli imbecilli partoriva il primo cretino.

 

Suggerisco quindi a tutte le numerose associazioni che difendono i diritti di donne e uomini molestati, abusati o bullizzati, di ampliare il raggio d’azione anche ad altre le categorie professionali: commesse, studentesse, segretarie, operaie, ecc.

luca barbareschi foto di bacco (3)

Ho sei figli, un maschio di 49 anni, quattro femmine tra i tredici e i quarant’anni e un altro maschio di 11 anni (più tanti nipoti), e desidero che ciascuno di loro cresca dignitoso, libero e non subisca mai censure e prevaricazioni. La prevaricazione è il primo passo verso la dittatura. Anche quella di un pensiero opposto al nostro. La prevaricazione è sempre sbagliata e se è vero che i ricatti li fanno i potenti, è anche vero che sedurre un potente può essere una scorciatoia.

 

protesta del collettivo campo innocente contro luca barbareschi al teatro eliseo di roma 6

Quello che mi preme sottolineare – e che è uno degli aspetti cardine del mio film “The Penitent – a rational man” di cui onestamente ho cercato di parlare a lungo – è che rispetto a certi temi spesso si incorre in una insidiosa semplificazione del pensiero, per cui si tende a omologarsi ad una visione unica. Nel film lo psichiatra protagonista viene linciato pubblicamente perché un giovane paziente gli annuncia una strage e poi uccide otto persone. L’assassino appartiene alla comunità LGBT e immigrato ispanico: per questo, paradossalmente, non viene più percepito come colpevole e diventa necessario - per l’opinione pubblica e la stampa – trovare qualcuno su cui scaricare la responsabilità di quella tragedia. Modificare la percezione di quanto avvenuto per ricondurlo ad un pensiero dominante. Io invece rivendico l’autonomia da questo pensiero dominante, la libertà di sviluppare un proprio pensiero critico e autonomo.

 

BARBARESCHI IN DOLCEROMA

Mi piace sviscerare le questioni, cogliere le sfumature e superare la tendenza al pensiero unico. Che è ben diverso da avvallare o sminuire le violenze che quotidianamente accadono, a prescindere dagli ambiti in cui si verificano.

 

Un’ultima precisazione: Eliseo Teatro è uno dei brand della holding ÈLISEO ENTERTAINMENT Moving Emotions insieme a Eliseo Fiction, Eliseo Doc & Light, Eliseo Cinema, Eliseo Cucina, Eliseo Musica, Eliseo Ragazzi… Il Teatro Eliseo non è fallito. Chi dice questa falsità verrà raggiunto dai miei legali. L’Eliseo apre per convegni, eventi e per affitti sala ma, senza le sovvenzioni come tutti gli altri teatri storici, non può produrre come una volta.”

 

Luca Barbareschi

 

 

 

 

 

 

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