CARBONI DI NUOVO ARDENTI! DOPO IL TUMORE AI POLMONI DIAGNOSTICATO NEL 2022, LUCA CARBONI TORNA A CANTARE NELLA SUA CITTA' BOLOGNA (CON CESARE CREMONINI ED ELISA) DAVANTI A DIECIMILA FAN – “DOPO TUTTO QUELLO CHE HO PASSATO, MI ERO RIPROMESSO CHE IN QUALUNQUE STAGIONE FOSSI TORNATO, SAREI PARTITO DA QUI” - IL DUETTO CON CREMONINI SULLE NOTE DI “SAN LUCA” – “SUPERARE LA MALATTIA MI HA CAMBIATO DAVVERO. NON VOGLIO PIÙ CORRERE, VOGLIO CAPIRE. E LA MUSICA È TORNATA AD ESSERE QUELLO CHE ERA ALL’INIZIO: LIBERTÀ, CURIOSITÀ, VOGLIA DI SCOPRIRE” – VIDEO
Estratti da corrieredibologna.corriere.it
Luca, Bologna, la gioia di ritrovarsi. La voce impastata di emozione che si scioglie con il passare delle canzoni, fino alla chiusura in grande con Cesare Cremonini ed Elisa, accolti da un'ovazione. Il ritorno di Luca Carboni ai live è stato festeggiato da diecimila bolognesi che sabato 24 gennaio hanno assiepato l’Unipol Arena.
Si parte con «Primavera» che un Carboni commosso spiega così dal palco: «Dopo tutto quello che ho passato, mi ero ripromesso che in qualunque stagione fossi tornato, sarei partito da li. Grazie Bologna, vi voglio bene, sono commosso».
La rinascita. Il live è un crescendo che tocca il culmine con l’ingresso sul palco di Cremonini per il duetto su San Luca, seguito da quello di Elisa che infiamma l’atmosfera con la sua voce potente. «Mare mare mare» è l’apoteosi finale. In mezzo, tutti successi nuovi e vecchi di una carriera straordinaria che con il tempo ha guadagnato valore e affetto da parte del pubblico.
LUCA CARBONI
Stefania Saltalamacchia per vanityfair.it - Estratti
«Avevo paura di farlo. Mi hanno convinto i miei collaboratori», ha spiegato a spettacolo finito, «La malattia mi ha portato in una dimensione nuova, non per forza negativa, ma più distaccata da certe logiche: il marketing, la promozione, gli orpelli. Mi interessava solo fare qualcosa di vero».
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C'era, però, molta paura: «Di non farcela fisicamente, di non reggere», continua, «Mi ero preso una lunga pausa dal canto. Ho dovuto lavorare tanto sulla respirazione, sul diaframma, perché dopo l’operazione era cambiato tutto. Non sapevo se ce l’avrei fatta. Mi ero quasi abituato a restare defilato, in silenzio. E invece sì: quando ho visto il Forum pieno, esaurito in pochi giorni, ho pensato che forse dovevo fidarmi ancora della musica».
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(..) «All’inizio, quando mi hanno dato la diagnosi, non mi avevano quasi dato speranza. È stato un trauma, una botta fortissima. Ma uscirne mi ha cambiato davvero: cambiano i pesi, i valori, le priorità. È tutto diverso. Adesso vivo in modo più essenziale, guardo le cose con altri occhi. Non voglio più correre, voglio capire. E la musica è tornata ad essere quello che era all’inizio: libertà, curiosità, voglia di scoprire».
LUCA CARBONI
luca carboni
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