luciana littizzetto

“LA MENOPAUSA HA 72 SINTOMI E ANNEBBIA LA MENTE. IO NON RICORDO NEANCHE DOVE HO MESSO L’AUTO” – LA 60ENNE LUCIANA LITTIZZETTO: “SONO STATA QUERELATA DALL’ESERCITO. AVEVO DETTO CHE NOI ITALIANI NON SIAMO BRAVI A FARE LA GUERRA E UN GENERALE CI HA LETTO UN’OFFESA ALLE FAMIGLIE DELLE VITTIME CADUTE IN GUERRA. COME DICEVA TROISI: SONO RESPONSABILE DI CIÒ CHE DICO, NON DI QUELLO CHE CAPISCI" - "UNA BATTUTA VENUTA MALE? AVEVO PRESO IN GIRO CARMEN RUSSO PER LA SUA GRAVIDANZA ADULTA. AVREI POTUTO RISPARMIARMELA, MI È DISPIACIUTO - I SOLDI CHE GUADAGNO? NE DISTRIBUISCO MOLTI" - LA GAG CON PAPA FRANCESCO A CUI CHIESE SE COME COMICA SAREBBE ANDATA ALL’INFERNO. LUI RISPOSE... - VIDEO!

 

Elvira Serra per il Corriere della Sera - Estratti

 

Ha scelto lei il titolo? 

«Sì. È quel momento della vita in cui ti fermi e non sai più da che parte andare. Come in certe canzoni, quando l’autore perde l’ispirazione, non trova più le parole e va avanti con un la la la». 

 

luciana littizzetto

Luciana Littizzetto debutta da romanziera. Dopo il memoir Io mi fido di te , nel quale aveva raccontato la storia dei figli nati dal cuore misurandosi in una scrittura più matura rispetto ai suoi bestseller ironici, torna in libreria per Mondadori con Il tempo del la la la. Qui asseconda un’altra urgenza: la scoperta dei 60 anni e la difficile convivenza con la menopausa, inevitabile compagna di viaggio di ogni donna. C’è l’ironia caustica, che è il suo marchio di fabbrica.

 

Ma il registro si arricchisce dei percorsi umani delle protagoniste — Lola, Maura e Ida — tre amiche che si sono scelte e hanno fatto della sorellanza una regola di vita. C’è poi Torino, un personaggio a parte, tinteggiato nei tratti più autentici (con una mappa che aiuta il lettore a camminare per le sue strade accanto alla voce narrante). 

 

La menopausa ha 72 sintomi. Quale le dà più noia? 

«La brain fog, la nebbia mentale: ricordi a memoria “La nebbia agli irti colli” nella versione di Carducci e di Fiorello, ma non ricordi più come si chiama il tuo amministratore di condominio o dove hai parcheggiato l’auto». 

 

 

Il libro è dedicato alla sua «maman». Lo ha già letto? 

«Solo le prime pagine, ma non è una da entusiasmi fortissimi. Quando le abbiamo organizzato la festa a sorpresa dei 93 anni, oltre a lamentarsi con me perché eravamo in ritardo, ha protestato quando i nostri parenti sono sbucati fuori dalla tavernetta gridando: sorpresa! “Se lo sapevo, non venivo”, ci ha gelati». 

luciana littizzetto cover

 

(...). 

 

Di quale film è più fiera? 

«Forse di Genitori & figli - Agitare bene prima dell’uso, di Veronesi: una commedia con una bella sceneggiatura. E poi anche della serie tv Fuoriclasse: raccontava la scuola come l’avevo vissuta io». 

 

La seconda impresa? 

«I figli in affido. Quando sono arrivati a casa, Vanessa e Jordan avevano 11 e 9 anni. Oggi ne hanno 31 e quasi 29. Lei è social media manager e lui lavora nelle produzioni cinematografiche».

Ai tempi del memoir si sentiva una mamma giraffa. Oggi che mamma è? 

«Più alla loro altezza, il confronto è sullo stesso piano. Cerco di non essere sfinente, non sempre ci riesco». 

 

Ora la chiamano mamma? 

«No, per loro resto “Lu”. Ma hanno espresso il desiderio di avere il mio cognome. Stiamo aspettando che la burocrazia faccia il suo corso». 

(…)

LUCIANA LITTIZZETTO

 

In una pagina struggente dice che la vita procede per sottrazioni. Un’amica della protagonista, dopo la morte del marito, «si è rincollata, pezzo per pezzo, come i minuscoli collage che popolano i suoi quadri». Parlava di sé? 

«No, era un omaggio a Nicola, mio vicino di casa mancato in modo repentino. Sua moglie è l’artista Marzia Migliora: io ero la loro testimone di nozze. La sua scomparsa è stata uno strappo». 

 

Scrive anche che i bei film ti cambiano l’umore. Quale ha visto più volte in famiglia? 

«Davide (Graziano, l’ex compagno, ndr ) era appassionato di Brazil e ce l’ha fatto vedere sette milioni di volte. Lui quando si appassionava di una cosa, la rivedeva, la risentiva, la rileggeva allo spasmo. Io non sono così». 

 

Chiese a Papa Francesco se come comica sarebbe andata all’inferno. Lui le rispose: meglio comica che tragica. Che ricordo ne ha? 

«Mi ha fatto morire! L’ho incontrato pure in Vaticano, nel 2024, durante l’udienza con i comici italiani e stranieri. Mi ritrovai in prima fila e un suo assistente mi chiese di leggere la Preghiera del buonumore di San Tommaso Moro. Ero emozionatissima». 

 

Ha conosciuto anche Moana! Com’era? 

fabio fazio luciana littizzetto

«Conduceva con Fabio Fazio e Bruno Gambarotta l’edizione di BravoGrazie che vinsi io nel 2001. Ero andata a salutarla in camerino: bellissima, charmant, discinta». 

 

Quel festival fu la svolta? 

«Sì. In giuria c’era Bruno Voglino, il primo ad accorgersi di me. In questo mestiere contano il talento, la tenacia, il carattere. Ma serve che qualcuno se ne accorga. Devo a lui il primo grazie». 

 

E gli altri? 

«Uno a Davide. È stato presente nella mia vita da musicista, quindi sapeva cosa voleva dire essere sul palco, e non c’è mai stata competizione tra di noi. Lui era rilassato, contento del mestiere di batterista, mi ha sempre protetto e supportato». 

 

Il terzo grazie per chi è? 

«Per i miei genitori: dandomi contro, mi hanno indurito la scorza. Alla fine volevo riuscire a tutti i costi». 

 

Che regalo gli ha fatto con i primi guadagni importanti? 

gemelle kessler con fabio fazio e luciana littizzetto a sanremo 2014

«Un appartamento vicino a dove vivo io, a Borgo Po. Mio papà non voleva assolutamente perché significava trasferirsi. Invece ho fatto bene. Mamma sta a pochi numeri civici da me e vado da lei ogni giorno, dalle 16.30 alle 18, cascasse il mondo». 

 

Perché Madonna ha voluto che lei rimanesse nel suo camerino quando è venuta a «Che tempo che fa»? 

«Aveva fatto una serie di richieste: tappeti neri ovunque, nessuno poteva incontrarla. Più che lei, mi sa che era preoccupato Fabio (Fazio, ndr )». 

 

Come va con le querele? 

«Ne ho una in ballo con l’Esercito. Avevo detto che noi italiani non siamo bravi a fare la guerra e un generale ci ha letto un’offesa alle famiglie delle vittime cadute in guerra. Come diceva Troisi: sono responsabile di ciò che dico, non di quello che capisci». 

 

Una battuta venuta male? 

«Avevo preso in giro Carmen Russo per la sua gravidanza adulta. Ci rimase malissimo. 

littizzetto bonolis tu si que vales

Avrei potuto risparmiarmela, mi è dispiaciuto». 

 

«Sola come un gambo di sedano» ha venduto un milione di copie. Cosa fa con i soldi? 

«Ne distribuisco molti. Non ho sfizi particolari. Ho ancora una vecchia Suzuki Splash che va benissimo». 

 

Ha sempre una casa a disposizione di chi ha bisogno? 

«Sì, adesso ci vive una curda con suo figlio». 

 

Un anno fa è stata ricoverata per pancreatite. Perché ha detto di essersi sentita sola? 

luciana littizzetto

«Ho avuto tante persone intorno a me, a cominciare da mio figlio che ha voluto dormire nella mia stanza in ospedale. Però in quei momenti ti manca un compagno, quell’intimità che ti permette di piangere, di dire: ho paura». 

 

È della Vanoni l’esergo del suo romanzo. 

«Ornella era curiosa, acutissima, amante dell’arte, del bello, della musica, delle bollicine, delle canne. Ha masticato la vita a bocconi grossi». 

 

Cosa le manca? 

«Il tempo. Vorrei fare lezioni di conversazione francese, per esempio. E mi manca pensare meno. Ma la mia testa va veloce: ho il pensiero scimmia che salta da un lato all’altro del cervello». 

 

Chi vorrebbe conoscere, che non le è ancora riuscito? 

«Mattarella non l’ho mai incontrato di persona. Lui mi piacerebbe davvero». 

luciana littizzettoluciana littizzetto pippo baudo foto lapresse LUCIANA LITTIZZETTO - CHE TEMPO CHE FA luciana littizzetto a casa col covid 6fabio fazio roberto bolle luciana littizzetto luciana littizzetto e sabrina ferilli eccitate per i messoudi brothers luciana littizzetto e sabrina ferilli eccitate per i messoudi brothers fabio fazio whoopi goldberg luciana littizzetto

 

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