“LE DICERIE SULLA SFORTUNA? CI SONO STATO MALE MA ANDÒ PEGGIO A MIA MARTINI" – CADUTA E RINASCITA DI MARCO MASINI CHE SI GODE LA TOP 5 A SANREMO, IL NUOVO ALBUM E IL TOUR: “IL MOMENTO PIÙ BASSO È STATO QUANDO HO RAGGIUNTO IL MASSIMO DEL SUCCESSO: HO PERSO LA BUSSOLA” - “BELLA STRONZA? OGGI NON LA SCRIVEREI. SONO CAMBIATI I TEMPI E IL LINGUAGGIO. MA IL TESTO NON LO RINNEGO. NON CREDO CI SIA NESSUN MESSAGGIO VIOLENTO, C’È LA DISPERAZIONE DI UN UOMO CHE AMA UNA DONNA” - FEDEZ? SPESSO IN LUI RIVEDO UN MASINI GIOVANE, SUPERFICIALE, CHE A VOLTE SI LASCIA ANDARE ALL’ISTINTO” – VIDEO
BARBARA VISENTIN per corriere.it - Estratti
A Sanremo «Male necessario» era data fra i brani favoriti, ma non c’è traccia di delusione nella voce di Marco Masini, quinto classificato con Fedez, che anzi racconta di aver accumulato «energia, gioia e forza» durante il Festival.
Non speravate nel podio?
«Essere nei top 5 ci sembra clamoroso. È lo scambio di energia fra me e Federico che ci ha reso felici».
Come funziona il rapporto fra lei e Fedez?
«Spesso in lui rivedo un Masini giovane, superficiale, che a volte si lascia andare all’istinto, alla voglia di spaccare e cambiare il mondo. Forse lui rivede in me quel che potrebbe essere fra 30 anni, cioè un uomo che come tutti non è riuscito a cambiare il mondo e vi si è adeguato, cercando di rimanere coerente».
Cosa ha imparato da lui?
«Il modo di comunicare: è molto più veloce di me a immortalare un momento, ovviamente. Ma ho apprezzato che si confrontasse sempre prima di condividerlo. E poi in studio ha sintesi e pragmatismo. Noi cantautori avevamo bisogno di 5 minuti e 40 per dire qualcosa, i rapper in 15 secondi riescono a esprimere tutti i concetti».
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Questo Sanremo ha il sapore di una rivincita?
«Non ho mai avuto rivincite, non servono. Quel che ci ha fatto star bene è essercelo goduto ed essere arrivati a una nuova generazione».
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Qual è stato il suo abisso più nero?
«Il momento più basso è stato proprio quando ho raggiunto il massimo del successo: ho perso la bussola».
Quindi non il periodo in cui è stato il resto del mondo a non comportarsi bene con lei, con le dicerie secondo cui portava sfortuna?
«Il resto del mondo fa quel che vuole, ma puoi correggere solo te stesso, gli altri non li correggi. E quelli sono stati i momenti in cui ho ritrovato la forza e la fame degli inizi».
Non tutti ci riescono.
«È successo a Mia Martini. Quando capitò a me ci sono stato male, ma ho avuto più responsabilità: ho scritto brani che portavano a una riflessione, mentre un certo tipo di generazione voleva riflettere meno. Lei non è riuscita a difendersi da una cosa molto più cattiva di quella successa a me. Ci fossero stati i social...».
I social non tendono a peggiorare le cose?
«Era una grande artista e avrebbe avuto un’arma in più per difendersi».
In «Male necessario» dice «ringrazierò il passato e chi mi ha condannato». Non prova rabbia?
«No, sono più arrabbiato con chi ha ignorato che Mimì stava male. L’ho vista con i miei occhi e purtroppo ero l’ultima persona capace di aiutarla perché le stesse cose stavano iniziando ad accadere anche a me».
Il passato torna spesso nel nuovo disco «Perfetto imperfetto». Oggi chi è Masini?
«Un uomo normale che fa il cantautore, forse ancora egoista perché rinuncio a un po’ della mia vita per la musica, ma l’ho promesso a mia madre che cantava nelle feste di paese. La sola colpa che do alla musica è non esserle stato vicino la notte in cui morì, perché ero a suonare».
marco masini carlo conti panariello pieraccioni
Da «L’uomo volante», con cui ha vinto Sanremo 2004, torna anche il rimpianto di non essere padre?
«Quella era una lettera a un figlio mai nato e ora che vedo una mia canzone insieme a quelle di Sayf, Samurai Jay e tanti ragazzi che potrebbero essere miei figli, sarebbe bello condividere questa soddisfazione con un figlio. Però molti dal pubblico mi hanno detto “siamo noi i tuoi figli e siamo orgogliosi”».
Come vede «Bella stronza» con gli occhi di oggi?
«Oggi non scriverei “Bella stronza” perché è una canzone di 30 anni fa. Sarebbe anacronistico. Sono cambiati i tempi e il linguaggio. Ma il testo va letto nel suo contesto e non lo rinnego assolutamente. Non credo ci sia nessun messaggio violento, c’è la disperazione di un uomo che ama una donna».
Nel nuovo disco «Lolita come stai» parla di una ragazza in un mondo difficile.
«È una sorta di “Cenerentola innamorata” rivista anche attraverso la voce di Ciao Sono Vale. Sento la necessità di confrontarmi con i giovani».
Sarà in tour in estate e poi nei palazzetti. Fedez verrà?
«Sì, ci incroceremo: ci piace stare insieme sul palco».
marco masini fedez seconda serata sanremo 2026 foto lapresse
marco masini fedez sanremo 2026 foto lapresse 1
marco masini carlo conti
marco masini fedez sanremo 2026 foto lapresse 2
marco masini al funerale di francesco nuti
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