"MELA" BACATA! - I 1.600 DIPENDENTI ITALIANI DELLA APPLE PROCLAMANO UNO SCIOPERO IL GIORNO DELL'ARRIVO DEI NUOVI IPHONE, IL 18 SETTEMBRE - I SINDACATI CHIEDONO CONDIZIONI DI LAVORO PIÙ SOSTENIBILI E NUOVE ASSUNZIONI - LO SCORSO LUGLIO, C'E' STATO UN INCONTRO TRA I RAPPRESENTATI DEI DIPENDENTI E L'AZIENDA, CHE SI È LIMITATA AD ANNUNCIARE UN AUMENTO DEI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO E UN ANTICIPO DELLE RELATIVE ASSUNZIONI...
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
Salve
La contatto da Milano dove sembra che a seguito di un confronto sindacato di tutto il mercato italiano i dipendenti apple abbiano deciso di indire uno sciopero per il 18 settembre.
Questa decisione segue uno stato di agitazione di alcuni mesi, durante i quali i dipendenti lamentavano condizioni di lavoro sempre più pressanti e pesanti, mancanza di organico anche a seguito di tanti licenziamenti e dimissioni avvenute subito dopo il Covid e mancate risposte serie da parte della dirigenza del mercato.
Per non parlare del fatto che gli stipendi non si sono mossi sebbene la società da poco abbia capitalizzato 5 billion (miliardi, ndr). Se i negozi apple fino a 10 anni fa erano il posto dove un cliente che entrava trovava la passione e l’entusiasmo per i prodotti apple oggi si nota come i dipendenti siano sempre in fase critica sia per una richiesta sempre più alta di prodotti, sia per le richieste di riparazione che sono sempre più esigenti da parte dei clienti che non riescono a fare a meno dei loro iPhone.
Per questo mentre a Cupertino, giustamente sono entusiasti per i nuovi prodotti, in Italia i dipendenti devono fare sentire la propria voce in maniera differente da come quella solita perché sembra ci sia qualcuno che faccia orecchie da mercante e aspetta senza far nulla o quasi (aumento dei buoni pasto di 1€) per il benessere dei propri dipendenti.
Grazie
LO SCIOPERO CHE INGUAIA L’ARRIVO DEGLI IPHONE IN ITALIA, LA RIVOLTA DEI DIPENDENTI APPLE NEL GIORNO DEI NUOVI MODELLI: COSA CHIEDONO
Estratto dell'articolo di Costanza Saporito per http://www.open.online
Chiedono condizioni di lavoro più sostenibili, con meno pressione e più assunzioni gli oltre 1.600 lavoratori di Apple Retail Italia che hanno deciso di scioperare il prossimo 18 settembre. Non proprio un venerdì qualunque, ma a suo modo un black friday per Apple in Italia, visto che quello è il giorno previsto per l’uscita dei nuovi iPhone, compresa l’attesissima versione pieghevole.
La partecipazione alla protesta potrebbe essere particolarmente partecipata, visto che a indire lo sciopero sono stati i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs al termine di alcune assemblee svolte in contemporanea negli store Apple di tutta Italia.
primo giorno di apertura apple store in via del corso a roma 6
Carichi di lavoro crescenti, personale insufficiente e una pressione sempre maggiore sulla produttività. Sono questi i temi al centro delle rivendicazioni dei lavoratori. «L’innovazione deve migliorare anche le condizioni di chi lavora. Dietro ogni prodotto venduto e ogni intervento di assistenza ci sono competenze, professionalità e un impegno quotidiano che Apple deve riconoscere con scelte concrete» ha dichiarato Francesco Muci, operatore della Fisascat Cisl nazionale. [...]
Lo sciopero del 18 settembre è l’ultimo atto di uno stato di agitazione che è iniziato a giugno e si è fino ad ora scontrato con un’assenza di risposte sostanziali da parte dell’azienda. Nei mesi scorsi, infatti, le organizzazioni sindacali hanno avanzato diverse proposte, tra le quali un piano condiviso di assunzioni, la stabilizzazione di una quota dei tempi determinati e l’incremento volontario degli orari dei part-time.
Dall’azienda, però, non sembra arrivare alcun segnale di apertura. Durante gli incontri degli scorsi mesi e in particolare nell’ultimo del 29 luglio, spiegano i sindacalisti, la multinazionale non ha mostrato disponibilità su queste proposte, limitandosi ad annunciare un aumento dei contratti a tempo determinato e un anticipo delle relative assunzioni, interventi giudicati insufficienti dai lavoratori che per questo hanno indetto lo sciopero.





