IN FILA PER L’OLIMPO - PER EVITARE IL CAOS DI 8 MILIONI CHE VANNO AVANTI E INDIETRO TUTTI I GIORNI, LONDRA SI E’ AFFIDATA (CON SUCCESSO) A KEITH STILL, IL TEORICO DELLA FILA PERFETTA - MEZZI PUBBLICI E INGRESSI AGLI IMPIANTI: LA PRIMA COSA DA FARE PER EVITARE IL PANICO E’ NON GRIDARE MAI “NIENTE PANICO!” - LA SOGLIA DA NON SUPERARE MAI? QUATTRO PERSONE PER METRO QUADRO…

Vittorio Sabadin per "la Stampa"

Ci sono molti modi per andare al parco olimpico di Londra e, se si esclude quello usato dalla Regina e da James Bond, tutti comportano una coda. Si fa la coda a St Pancras per salire sul treno ad alta velocità Javelin, si aspetta in fila all'uscita di Stratford della Jubilee line e persino andandoci in barca lungo il Tamigi si fa la coda ai controlli.

La sera, finite le gare, decine di migliaia di spettatori si riversano insieme verso le uscite e sui mezzi pubblici. Al termine dei Giochi, circa 8 milioni di persone saranno andate avanti e indietro, in uno dei più grandi e continui spostamenti di folla che la storia umana ricordi.

Incredibilmente, tutto avviene in un ordine perfetto, senza intasamenti e con un fluire continuo di gente. Il merito, ricordava ieri il «Times» è anche del prof. Keith Still, della Buckinghamshire New University. Dopo qualche brutta esperienza all'uscita dei concerti rock che frequentava da giovane, Still ha messo insieme i principi della fisica e quelli della psicologia per creare modelli computerizzati che sono stati molto utili agli organizzatori delle Olimpiadi e che hanno smentito quasi tutte le cose che credevamo di sapere sul comportamento della folla.

La sua teoria si basa su tre principi: la folla tende ad agire in modo altruista e se è difficile prevedere le azioni di un singolo individuo nella massa, è facile invece anticipare quello che la massa farà. Gli ostacoli posti davanti ad una uscita non rallentano il flusso, ma lo accelerano di circa il 70%. Infine, la cosa peggiore da dire alla gente, in caso di emergenze, è di non farsi prendere dal panico.

La teoria del caos, in base alla quale se una farfalla sbatte le ali in Sud America presto pioverà in Europa, con la folla non funziona. La folla anzi sviluppa una azione anti-caos, soprattutto nei momenti di emergenza. Il professor John Drury, dell'Università del Sussex, ha studiato il comportamento della gente subito dopo gli attentati nella metropolitana di Londra del 2005. Non ci fu panico, le persone aiutavano i feriti e dividevano l'acqua, e in attesa dei soccorsi si era diffuso un atteggiamento solidale, dovuto alla sensazione di un destino comune.

Gli organizzatori delle Olimpiadi hanno speso 1,15 miliardi di sterline per la sicurezza degli spettatori e gli studi di Still e Drury sono serviti anche per la scelta delle uniformi dei 70.000 volontari che governano il flusso degli spettatori. Le casacche color porpora e rosso sono state preferite a tonalità più scure, che avrebbero ricordato troppo le forze di polizia e quindi situazioni di emergenza. Gli steward sorridono sempre, indicano alla gente da quale parte passare e alcuni di loro, seduti su alte sedie simili a quelle degli arbitri del tennis, spiegano con un megafono dove andare e risolvono situazioni che possono diventare difficili.

Il punto critico che bisogna evitare, per mantenere il controllo della folla, è stato calcolato dal professor Still in quattro persone per metro quadrato. In questa condizione, non è possibile muoversi senza inciampare su qualcun altro, e la gente diventa impaziente e meno gestibile. Quando la densità è minore, gli individui tendono invece a scollegare la parte del cervello che governa le decisioni personali e sono più disponibili a seguire le altre persone o le istruzioni che ricevono, se sono comunicate in modo calmo e chiaro. Dire «niente panico» fa solo pensare a tutti che c'è un pericolo grave e nascosto.

Tutto vero, ma per spiegare l'ordinato flusso delle Olimpiadi non bisogna dimenticare che siamo in Inghilterra, un paese nel quale il rispetto delle regole (e delle code) è una caratteristica nazionale. Se nella metropolitana un cartello dice di tenere la destra o la sinistra, tutti lo fanno e ogni cosa che viene chiesta è preceduta da un «please» e mai seguita dalla minaccia di una sanzione, perché non ce n'è bisogno.

Le ricerche del professor Still hanno dimostrato che quando il flusso di una coda rallenta è solo perché qualcuno, invece di seguire pazientemente gli altri, cerca di occupare un posto più avanti. Qualunque continentale ci abbia provato qui a Londra, ha raramente ricevuto un rimprovero, ma è stato sempre fulminato da sguardi che lo hanno relegato nei più bassi substrati della condizione umana, e non lo ha fatto più.

 

FILE ALLE OLIMPIADI FILE ALLE OLIMPIADI DI LONDRA FILE ALLE OLIMPIADI DI LONDRA FILE ALLE OLIMPIADI DI LONDRA

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