INDRO E LE DONNE - AMANTE DELLA REGINA MARIA JOSÈ, MONTANELLI CHIAMAVA LA MOGLIE COLETTE ‘ENTEROCOLETTE’ PERCHÉ ERA UNA ROMPIPALLE - LA PRIMA MOGLIE LO VESTIVA DA TIROLESE PERCHÉ LEI ERA AUSTRIACA - NEGLI ANNI ’50 AVEVA UNA GOVERNANTE CHE CORREGGEVA I SUOI DATTILOSCRITTI

SILVIO BERLUSCONI E INDRO MONTANELLI SILVIO BERLUSCONI E INDRO MONTANELLI

Paolo Conti per il Corriere della Sera

 

«Ripensando alla sua lunga esistenza, alle relazioni che ebbe, ai suoi affetti, credo oggi che la vera donna della vita di Indro Montanelli sia stata sua madre Maddalena. Fino alla fine cercò quella stessa figura: intelligente, carica di umorismo, accogliente e affettuosa. Lei non lo abbracciava: lo avvolgeva. Ritrovò questa figura nella piena maturità, lo dico sinceramente, con Marisa Rivolta».

 

Estate, un agosto romano non rovente. La casa di Roberto Gervaso si affaccia sul Colle Oppio, sulla destra si scorge il Colosseo. L’ideale per una incursione nella miniera di ricordi di quel sodalizio Montanelli-Gervaso che professionalmente produsse diciotto milioni di copie de La storia d’Italia a doppia firma.

 

montanelli con la sua macchina da scriveremontanelli con la sua macchina da scrivere

E umanamente? «Ci fu sicuramente tra noi una componente legata alla mancata paternità di Montanelli. Lui aveva 28 anni più di me. Quando lo conobbi io avevo 18 anni, avevo appena sostenuto la maturità, era il 1956. Lui era da tempo un maestro del giornalismo. Cominciammo con il lei, poi passammo al tu, ma lui mi chiamava sempre Robertino». Si ironizzò su questo legame, si parlò di una paternità naturale… Gervaso sorride: «Una fesseria. Attribuirono molti figli a Montanelli. Nel 2003 incontrai a Milano Gabriella di Savoia che mi sorrise: “Eccoci qui, allora noi saremmo fratelli!”. Si era detto anche di lei, poiché Montanelli aveva avuto un flirt con Maria Josè, l’ultima regina».

montanelli-marisa-rivoltamontanelli-marisa-rivolta

 

Il gomitolo delle memorie montanelliane di Gervaso parte proprio da un luglio romano, il 31 del 1956, e dalla governante Natalia, che gli aprì alle 13.30 la porta dell’appartamento di piazza Navona 93, piano attico e celebre terrazzo su sant’Agnese in Agone: «Gli avevo inviato una raccomandata espresso piena di ammirazione, chiedendogli di conoscerlo. Per un caso del destino, lui che non leggeva mai le lettere nella redazione romana del “Corriere della Sera” di via della Mercede 37, aprì la mia e mi invitò a pranzo. Natalia mi fece accomodare a tavola. Lei gli organizzava un po’ tutto. Aveva un bel carattere…».

 

Omaggio-a-Indro-MontanelliOmaggio-a-Indro-Montanelli

Ecco, il carattere forte, altro dato comune alle donne di Indro. Natalia lo aveva: «Si sentiva un po’ la padrona di casa. Più tardi scoprii che addirittura, finite le faccende, leggeva i dattiloscritti di Montanelli sulla scrivania. Se non le piaceva un verbo, un passaggio, prendeva la penna e cambiava». Ma come, Montanelli corretto dalla governante? «Lui era fatto così, alla fine era un buono e un accomodante, naturalmente solo quando voleva. Lasciava fare, capiva, e ricorreggeva».

 

montanelli sunimontanelli suni

Certamente dolce non fu, assicura Gervaso, la prima moglie di Indro Montanelli, Margarethe De Colins De Tarsienne, austriaca: «Si sposarono nel 1942 e nell’immediato dopoguerra erano già separati. Non poteva durare. Lei cercava di dominarlo, ma senza alcun romanticismo. Per esempio gli imponeva bagni a 40 gradi e poi lo vestiva all’austriaca, da tirolese. Figuriamoci Montanelli… Me lo raccontava ancora con un filo di terrore, dopo anni e anni».

 

E poi ecco il lunghissimo sodalizio con Colette Rosselli, all’anagrafe Colette Cacciapuoti: «Anche lei tentò di dominarlo e guidarlo per tutta la vita. E ci riuscì. Lui se ne innamorò davvero. Lei era alta, bella, imponente, dal tratto aristocratico. Francesco Cossiga mi confidò che era figlia naturale del re britannico Giorgio V. Montanelli ne subiva indubbiamente il fascino».

 

montanellimontanelli

Ma non fu, almeno questa è la percezione nelle memorie di Roberto Gervaso, una storia semplice né distensiva: «Colette, agli occhi di lui, aveva il gran merito di organizzargli perfettamente l’esistenza quotidiana. La casa, i rapporti con gli amici, addirittura il guardaroba: lei portava a domicilio il gran sarto Caraceni e gli sceglieva le cravatte. Ma quando andavi a pranzo da loro, lì a piazza Navona, sentivi l’elettricità nell’aria persino quando lui le chiedeva “passami il sale”. Per dirne una, fu lei a licenziare la famosa Natalia quando scoprì delle correzioni. Lui tollerava, l’ho detto. Lei non era disposta a farlo». Gervaso scoppia a ridere: «Non è un caso che la chiamassero Enterocolette. Non saprei dire, adesso, se fosse stato Indro stesso a coniare il nomignolo o Ricciardetto».

 

francobollo montanellifrancobollo montanelli

Che genere di differenze c’erano, tra loro? «A lei piaceva frequentare l’alta società, l’aristocrazia, se aveva in mente una bella serata pensava all’Excelsior, amava Proust, era una perfezionista, conosceva i migliori vini. Lui adorava le bettole toscane, avrebbe mangiato solo pasta e fagioli o la fiorentina, beveva vino allungato con l’acqua e lei inorridiva, non aveva mai letto Proust ma mi aveva insegnato i segreti del ritratto giornalistico spingendomi a studiare Svetonio, Tacito, Teofrasto, Cornelio Nepote, Plutarco».

 

montanelli1montanelli1

I due però si sposarono, anche se tardissimo: «Sì, nel 1974. Montanelli da poco aveva cominciato la relazione con Marisa Rivolta, a Milano. Gli chiesi il perché di quella strana scelta. E lui: “Perché non voglio sentirmi in colpa”. Come ho detto, penso che gli anni più sereni, quelli della pienissima maturità, siano merito di Marisa. Giocando con un parallelo con gli animali, Colette era un pitbull e Marisa un coniglietto d’angora. Magari Colette sarebbe stata capace di coccolare un gattino, anche d’angora, ma per temperamento non Indro. Con Marisa, sì, fu un’altra cosa».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…