enrico sturani architettura fascista fascismo

LA VERSIONE DI MUGHINI - E’ APPENA USCITO “FASCISMO DI CALCESTRUZZO”, IL LIBRO AFFASCINANTISSIMO DI ENRICO STURANI, CELEBERRIMO COLLEZIONISTA DI CARTOLINE: NE HA 150MILA, TUTTE SELEZIONATISSIME - IL LIBRO E’ UN CONCENTRATO DI LECCORNIE E UNA LEZIONE DI STORIA SU QUEL CHE FURONO I VENT’ANNI ITALIANI DEL TEMPO FASCISTA...

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Giampiero Mughini per Dagospia

 

Caro Dago, ogni qual volta vado nel cinemino romano di Nanni Moretti _ non lontano da casa mia _e passo innanzi alla Palestra adiacente al cinema, un edificio che l’architetto Luigi Moretti aveva progettato e costruito se non sbaglio nel 1938, quasi urlo innanzi a tanta bellezza, a un’armonia talmente bruciante. (La Palestra è stata restaurata da pochi anni, se non sbaglio per iniziativa dell’allora sindaco Walter Veltroni).

 

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Così come invece urlo di disperazione ogni volta che passo innanzi alla Casa delle Armi, sempre dello stesso Moretti, che per un tempo era stata adibita a Tribunale-bunker per gli imputati degli anni di piombo e di cui purtroppo non è ancora finito il restauro. E tanto per dire di due tracce architetturali fatidiche del tempo della dittatura fascista. Avessi lo spirito che non ho, quello di trasmettere ad altri il culto e la conoscenza del Bello, all’uno e all’altro edificio condurrei volentieri l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, quella che avrebbe voluto cancellare le “tracce” del fascismo, ossia vent’anni di storia.

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Vent’anni di storia italiana che dal punto di vista dell’architettura pubblica furono cospicui e quantitativamente e qualitativamente. I più cospicui dell’intero Novecento. Lo ha scritto Gio Ponti, che era un uomo d’onore: “Da Roma, a Genova, a Venezia, a Bologna, a Torino, a Firenze abbiamo costruito aeroporti, stadi, piscine esemplari; a Roma, a Cremona, in Libia templi grandiosi; a Roma, a Firenze, collegi, caserme e istituti magnifici; a Roma, a Padova, a Bologna, a Trieste, università e scuole stupende”.

 

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E a proposito delle immagini di quelle costruzioni, di quei reperti architetturali e culturali, succede che sia appena uscito un libro affascinantissimo di Enrico Sturani, un figlio d’arte (suo padre, Mario Sturani, è stato nei Trenta l’autore di meravigliose ceramiche Lenci), e celeberrimo collezionista di cartoline (ne ha 150mila, tutte selezionatissime). Il libro ha per titolo Fascismo di calcestruzzo, e lo ha pubblicato l’editore Barbieri di Manduria. Un concentrato di leccornie e una lezione di storia su quel che furono i vent’anni italiani del tempo fascista.

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Sturani mette in fila una scelta delle sue oltre 600 cartoline dove sono le foto di edifici apprestati in quei vent’anni. Padiglioni di mostre, Case del fascio, edifici adibiti allo sport, Case Balilla, facoltà universitarie, scuole elementari. Erano immagini destinate al consumo popolare, a far conoscere a un italiano che abitava a Ravenna un edificio particolarmente suggestivo di Latina o di Ivrea.

 

Erano cartoline edite da privati, nell’ordine di 1000 ogni volta e che compravi in tabaccheria. Erano immagini importanti in un’epoca in cui di immagini ce n’erano pochissime, e a parte il cinema e la nascente stampa a rotocalco. Immagini che fanno da trionfo della architettura razionalista, un’architettura geneticamente imparentata con il fascismo.

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E basterebbe citare i nomi di Pier Maria Bardi, di Giuseppe Terragni e di Giuseppe Pagano (che durante la Seconda guerra mondiale divenne un militante clandestino dell’antifascismo, venne arrestato e torturato per poi morire nel lager di Mathausen a pochi giorni dalla fine della Seconda guerra mondiale). O anche nomi di architetti nettamente antifascisti come Attilio Calzolara, ai quali ras illuminati del fascismo avevano dato commissioni importanti. E qui andrebbe ricordata e studiata la figura notevole del ministro dei Lavori Pubblici, il barese Araldo di Crollalanza.

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Non la faccio lunga, E del resto le parole sono poca cosa rispetto alla forza di quelle fotografie, di quelle cartoline talmente amate dal demoniaco Sturani. Accanto al mio testo, Dago ve ne offre una selezione. Guardate e trattenete il fiato. E magari, se siete in vena di fare del bene, regalate una copia di questo libro alla Boldrini.  

Ps. Dimenticavo. Qualche imbecille ebbe il buon gusto, nel 1945, di fare arrestare Moretti per le sue collaborazioni con il regime. Il geniale architetto rimase in carcere per alcune settimane, non so esattamente quante.

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