IL NECROLOGIO DEI GIUSTI – AVEVAMO APPENA VISTO JEREMY THOMAS AL FESTIVAL DI VENEZIA, IN “JOIE DE VIVRE”, IL DOCUMENTARIO DI LUCA GUADAGNINO SUL CINEMA DI BERNARDO BERTOLUCCI, E, A FESTIVAL NON ANCORA FINITO, VENIAMO A SAPERE DELLA SUA SCOMPARSA, A 77 ANNI - È STATO UNO DEGLI ULTIMI GRANDI PRODUTTORI EUROPEI, PREMIATO CON L’OSCAR NEL 1988 PER “L’ULTIMO IMPERATORE” CHE MOLTO HA LAVORATO CON I PIÙ CELEBRATI AUTORI DEL NOVECENTO. CON BERTOLUCCI, MA ANCHE CON DAVID CRONENBERG, NAGISA OSHIMA, NICOLAS ROEG, TERRY GILLIAM, WIM WENDERS, MATTEO GARRONE, JERZY SKOLIMOWSKI, TAKASHI MIIKE – UN ASSOLUTO PATRON E PROTETTORE DEL CINEMA D’AUTORE INTERNAZIONALE… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Lo avevamo appena visto al Festival di Venezia, in “Joie de vivre”, il documentario diretto da Luca Guadagnino sul cinema di Bernardo Bertolucci, così lucido, intelligente, elegante, spiegarci la nascita di “L’ultimo imperatore” e de “Il té nel deserto” e di tanti altri film di Bertolucci e, a festival non ancora finito, veniamo a sapere della sua scomparsa, nella notte a 77 anni.
Jeremy Thomas è stato uno degli ultimi grandi produttori europei, premiato con l’Oscar nel 1988 per “L’ultimo imperatore”, miglior film, che molto ha lavorato con i più celebrati autori del novecento. Con Bertolucci, ma anche con David Cronenberg, Nagisa Oshima, Nicolas Roeg, Terry Gilliam, Wim Wenders, Matteo Garrone, Jerzy Skolimowski, Takashi Miike.
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Assoluto patron e protettore del cinema d’autore internazionale. Nato a Londra nel 1949, figlio, lui così sofisticato, di un regista popolare come Ralph Thomas, che passava dall’eurospy di culto come “Più micidiale del maschio” alla commedia volgaruccia della serie “Doctor” o del trashissimo “Percy”, nipote di Gerald Thomas, altro simpatico regista e produttore trafficone, responsabile della serie di commedie sexy “Carry On”.
Entrò nel cinema del padre e dello zio quando aveva solo dieci anni e da subito capì che quello sarebbe stato il suo mondo. Negli anni ’70 fece un po’ di tutto, assistente al montaggio per “Family Life” di Ken Loach, per “The Harder They Come” di Perry Henzell, direttore di produzione su “Les soeurs Bronte” di Andé Techniné e, infine, produttore di ben 85 film.
Punta da subito al cinema d’autore. Fa il suo esordio da produttore con “Mad Dog Morgan” di Philippe Mora con Dennis Hopper, una sorta di western australiano, che sarà il suo biglietto da visita come produttore indipendente. E per Mora è anche montatore del bel documentario sulla Grande Depressione “Brother Can You Spare a Dime”.
Si lega poi a Nicolas Roeg, gli propone “The Shout”, che girerà poi Jerzy Skolimowski, mentre Roeg si butterà sul più personale “Il lenzuolo viola” con Theresa Russell e Art Garfunkel, presto seguito da “Eureka”. E’ una lezione più fruttuosa di quella con Mora. “Ho ricevuto una lezione decennale da Roeg su tutto”, dirà.
“È stato uno dei più grandi, se non il più grande, regista con cui ho lavorato e ha lasciato un'eredità di film magnifici”. Produce dei capolavori come “Furyo” di Nagisa Oshima con David Bowie e Ryuchi Sakamoto. Sarà David Cronenberg, per il quale produrrà “Il pasto nudo” e “Crash”, a presentargli Bernardo Bertolucci. Arriveranno all’Oscar ancora trentenni con “L’ultimo imperatore” resteranno legati per sempre, dando vita a “The Dreamers”.
In realtà Jeremy Thomas rimarrà legato per sempre a tanti registi importanti e amici, ritenendosi un “director groupie” più che un produttore. “Il regista è l’uomo chiave. Pochi film tra quello che ritengo importanti non sono diretti da grandi registi”. Questo non gli impedisce di puntare su nuovi autori, come Stephen Frears per “The Hit” con Terence Stamp e John Hurt.
Per Oshima produrrà ancora “Gohatto”, per Jonathan Glazer “Sexy Beast”, per Takashi Miike “13 Assassins” e “Hara-kiri”, per Matteo Garrone “Il racconto dei racconti” e “Dogman”, per Roberto Benigni “Pinocchio”.
Un elenco che arriva ai recenti “Eo” di Jerzy Skolimowski e “Bucking Fastards” di Werner Herzog. Tra i film che devono ancora uscire gli ultimi titoli sono “Wilder & Me” di Stephen Frears con Maya Hawke e Christoph Waltz e “Bad Lieutenant: Tokyo” di Takashi Miike. Ha diretto anche un film, “All the Little Animals” nel 1998, scritto dalla moglie, Eski Thomas, con John Hurt e Christian Bale.
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