edoardo victoria ludovico andrea purgatori

“NESSUNO DEI MEDICI DELLE CLINICHE CI HA MAI CHIESTO SCUSA” - EDOARDO, LUDOVICO E VICTORIA, I TRE FIGLI DI ANDREA PURGATORI, PARLANO DEI MEDICI CHE PRESERO IN CURA IL PADRE (COLPITO DA TUMORE AI POLMONI) SCOMPARSO NEL 2023: “RIUSCIMMO AD AVERE INFORMAZIONI CORRETTE SULLA SALUTE DI NOSTRO PADRE SOLO POCO PRIMA CHE MORISSE. C’ERANO DELLE ISCHEMIE CEREBRALI. MA I MEDICI CONTINUAVANO CON LE METASTASI” - I FIGLI DI PURGATORI TORNANO A CHIEDERE GIUSTIZIA: “SIAMO FIDUCIOSI NELLA LEGGE E NELLE AUTORITÀ CHE CI HANNO PORTATO FIN QUI. CONSIGLIAMO SEMPRE E SOLO LA SANITÀ PUBBLICA” 

Estratto dall’articolo di Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera” 

Edoardo Victoria e Ludovico figli di Andea Purgatori

 

Difficile raggiungerli perfino via Zoom. Edoardo, Ludovico e Victoria corrono dentro e fuori dai set nei quali lavorano da attore, produttore e assistente alla regia. Il cinema è parte dell’eredità dei Purgatori, destino familiare di un talento generoso e infaticabile.  [...]

 

L’uomo dell’inchiesta più complessa della storia d’Italia, l’abbattimento dell’aereo Itavia sui cieli di Ustica (27 giugno 1980), coltivava miti più abbordabili, come il Dustin Hoffman di «Tutti gli uomini del presidente», il Robert Redford de «I tre giorni del Condor», o, infine, il corrucciato Gian Maria Volonté del suo capolavoro: «Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto». Amava sceneggiature asciutte, scolpite dentro una certa idea d’America e di giustizia, di democrazia e diritti. Soprattutto, però, amava il giornalismo.

 

Cronista, sceneggiatore, conduttore, attore. Vostro padre era un irrequieto divulgatore?

 

Andrea Purgatori

EDOARDO: «Direi di sì. L’irrequietezza nasceva dal bisogno di stare a contatto con la gente, di avere il polso del mondo».

LUDOVICO: «Al funerale (2023, ndr) ricordo di aver detto che aveva sempre fretta e mai abbastanza tempo per fare ciò che avrebbe voluto».

VICTORIA: «Si indispettiva per telefonate più lunghe di ventinove secondi. Correva sempre». [...]

 

E questo trasformò la diffidenza redazionale in affetto. Avrete molti aneddoti...

 

LUDOVICO: «Uno, importante. Erano gli anni dello scandalo dei fondi a Saddam Hussein (la filiale americana della Bnl distribuiva sovvenzioni al dittatore iracheno, ndr). Un caporedattore piuttosto prevenuto nei confronti di papà gli chiese di trovargli le prime aziende nell’elenco di chi lo foraggiava. Attraverso delicate fonti di intelligence ebbe un colloquio ma non gli furono dati documenti. Dovette, allora, memorizzare i nomi. Tornò in redazione con cinque sigle. Vi era anche un’azienda della compagine editoriale del Corriere. Impallidirono. Fu imbarazzante ma il giornale pubblicò». [...]

 

Andrea Purgatori 32

Riservato e quasi muto sul suo lavoro?

 

LUDOVICO: «Chiesi a Paolo Conti, il suo collega più affezionato: ma ti raccontava mai il suo lavoro? La risposta fu: “Non diceva niente a nessuno tranne il giorno prima della pubblicazione. In quel caso ripeteva compiaciuto: non sai che bomba esce domani”».

 

Come vi raccontò Ustica?

 

EDOARDO: «Seppi di Ustica da adolescente andando al cinema a vedere il film di Marco Risi «Il muro di gomma». Papà firmò la sceneggiatura. Capii, allora, molto del suo carattere. Al suo funerale Daria Bonfietti (presidente dell’associazione delle vittime di Ustica, ndr) si presentò: “Vengo da Bologna”. Era come avesse perso un parente».

LUDOVICO: «Era difficile combattere con lui perché era il mago delle parole. Dovevamo informarci a nostra volta, leggere, farci la nostra idea. Niente scorciatoie».

 

Ora un gip del Tribunale di Roma deciderà se archiviare definitivamente l’inchiesta sulla tragedia di Ustica. Vostro padre è stato protagonista dell’ultima udienza, attaccato da un avvocato che sostiene la vecchia tesi della bomba. “Tutta colpa di Purgatori!” ha urlato in aula. Volete lanciare un appello?

 

EDOARDO: «Non si può gettare la croce sulla magistratura (le autorità francesi non hanno risposto alle rogatorie, ndr). Se papà fosse qui chiederebbe al governo italiano di farsi carico a livello politico e istituzionale di questa vicenda. Non è sufficiente che qualche uomo delle istituzioni in pensione si lavi pubblicamente la coscienza svelando retroscena».

 

Il grande amore di Andrea Purgatori per i film è una passione condivisa?

 

LUDOVICO: «Qualche pomeriggio si andava al blockbuster di via Barberini (nel centro di Roma, ndr) a noleggiare cassette. Arrivavamo a guardare tre film di seguito...».

corrado guzzanti andrea purgatori

EDOARDO: «Papà aveva velleità attoriali».

 

Parliamo del suo rapporto con Corrado Guzzanti ne il caso Scafroglia. Memorabile la simulazione dello spot sul cosiddetto «comunismo midollare» che colpiva i militanti di sinistra...

 

EDOARDO (ride): «C’era papà confusissimo con falce e un martello in mano, nel vano tentativo di assemblarli...».

 

E così usciva dallo schema del giornalista investigativo serioso.

 

EDOARDO: «Da che lo sentivo sempre arrabbiato ricordo quelle telefonate con Guzzanti e le risate condivise. In quelle occasioni utilizzava il suo lato sarcastico, ironico e autoironico».

 

Cosa lo riconciliava con sé stesso?

 

VICTORIA: «Ho un ricordo molto bello: papà che si metteva vicino a Edo e Ludo e parlavano di vacanze assieme. Era come se qualcuno avesse acceso all’improvviso il rumore delle cascate. Si ammorbidiva subito».

 

Assieme all’avvocato Alessandro Gentiloni Silveri, avete già vinto parte della battaglia per la verità sulla morte di vostro padre. Ci sarà un processo nei confronti dei medici che lo curarono per metastasi al cervello mentre le strutture romande Pio XI e Villa Margherita sono responsabili civili.

 

EDOARDO: «Riuscimmo ad avere informazioni corrette sulla salute di nostro padre solo poco prima che morisse. Vi erano delle ischemie cerebrali. Ma i medici continuavano con le metastasi. Le cliniche Pio XI e Villa Margherita di cui tanto nostro padre si era fidato, dopo aver fatto numerosi errori, hanno provato a defilarsi».

LUDOVICO: «Nessuno ci ha mai chiesto scusa assumendosi le sue responsabilità. Siamo fiduciosi nella legge e nelle autorità che ci hanno portato fin qui. Consigliamo sempre e solo la sanità pubblica».

 

I periti del Tribunale hanno parlato di aspettativa di vita «ridimensionata»...

 

EDOARDO: «Non abbiamo potuto congedarci da nostro padre che, va detto, non aveva in programma di morire».

VICTORIA: «Ha continuato a lavorare fino alla fine».

LUDOVICO: «Il suo progetto era un docufilm a puntate su Ustica con Netflix».

Andrea Purgatori 31ANDREA PURGATORI Carlo Verdone e Andrea Purgatori

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