NULLA È PERDONATO - MUSULMANI INFURIATI PER LA NUOVA COPERTINA DI ‘CHARLIE HEBDO’ - NON DITEGLI ALLORA CHE SUI FORUM ONLINE SI PARLA DELLA SUA SIMBOLOGIA FALLICA: TURBANTE E VOLTO, E OCCHI E NASO, RICORDANO QUALCOS’ALTRO...

copertina charlie hebdocopertina charlie hebdo

DAGONOTA - “Gawker” si chiede: “C’è un pisello nascosto nella copertina di ‘Charlie Hebdo’? e sotto centinaia di commenti: “Mica solo uno, ce ne sono due!”

http://tktk.gawker.com/there-s-a-hidden-dick-on-the-new-charlie-hebdo-cover-1679314007

 

 

Anais Ginori per “la Repubblica”

 

Il 7 gennaio era il giorno del suo compleanno. Luz se l’è presa comoda, è arrivato in redazione un po’ più tardi. In un giorno Luz è invecchiato non solo di un anno. Ora porta sulle spalle l’eredità dei vignettisti più anziani, Cabu e Wolinski, fondatori del giornale tutti morti nell’attentato di una settimana fa. Lui fa parte della nuova generazione di Charlie Hebdo , quarantenne come il direttore Charb, che i fratelli Kouachi sono andati a cercare per primo.

 

un fallo nascosto nella copertina di charlie hebdoun fallo nascosto nella copertina di charlie hebdo

Il vignettista appare all’ultimo piano della sede di Libération, davanti a un centinaio di giornalisti venuti da tutto il mondo. Grandi occhiali dietro ai quali s’intravedono occhi spiritati. Labbra che tremano sotto ai baffi. Con il suo pennarello ha firmato la copertina dell’edizione speciale in edicola oggi. Maometto che piange, esibisce un “Je suis Charlie”.

 

«Per me Maometto è un personaggio simpatico » dice Luz, spiazzando tutti. Piange il Profeta e piange anche il vignettista, che fatica a trattenere l’emozione, s’interrompe più volte. Il direttore della redazione, Gérard Biard, lo abbraccia. «Non è stato facile ma siamo — spiega — fieri di essere riusciti a fare questo numero speciale».

 

charlie hebdo     charlie hebdo

Per fortuna non è passata la voglia di ridere. «Fino a qualche mese fa non sapevamo se avremmo avuto i mezzi per andare avanti — continua il direttore della redazione — almeno l’aspetto economico sembra risolto». L’appello alle donazioni tramite il sito ha già raccolto oltre 1 milione di euro.

 

L’edizione di oggi è stampata i 3 milioni di copie e sarà tradotta in almeno cinque lingue, incluso l’arabo. Ed è una notizia abbastanza clamorosa che una gran parte di questa edizione del settimanale satirico francese sarà pubblicata dal quotidiano turco d’opposizione Cumhuriyet , che si stampa ad Istanbul, in un supplemento di quattro pagine. Biard ironizza sul nuovo lettore Arnold Schwarzenegger e invita George Clooney ad abbonarsi. «Così tutte le nostre giornaliste avranno il suo indirizzo».

 

Nonostante il tentativo di ritrovare una normalità, il numero 1178 di Charlie Hebdo non assomiglia a nessun altro. C’è la vignetta di Luz, l’unica che rappresenta Maometto, e ci sono quelle postume sul Papa di Cabu e Honoré. «Non dobbiamo toccare quelli di Charlie Hebdo », dice un uomo nel disegno di Tignous, ucciso anche lui. «Sennò — prosegue un altro — passeranno per martiri e una volta in paradiso quelli stronzi ci ruberanno tutte le vergini».

charlie hebdo       charlie hebdo

 

Altre vittime sono presenti nelle sedici pagine: c’è un articolo mai pubblicato dell’economista Bernard Maris e un testo della psicoanalista Elsa Cayat sull’importanza di amare. L’uscita del numero speciale chiude in qualche modo il cerchio: era quello che avrebbero dovuto preparare i giornalisti riuniti mercoledì scorso in rue Nicolas-Appert. Dopo questo tour de force e il trasloco d’emergenza nella sede di Libération, l’edizione resterà in edicola per due settimane in modo da dare tempo ai superstiti di riposarsi qualche giorno.

 

charlie hebdo        charlie hebdo

«Tutto è perdonato» è scritto nel disegno di Luz che, insieme a Cabu, ha firmato le vignette su Maometto più controverse. La nuova vignetta si riferisce a un’altra copertina, uscita nel 2011, che suscitò il primo dramma di Charlie Hebdo: l’incendio della redazione nel ventesimo arrondissement. Quella volta non ci furono morti. Il giornale continuò come prima e anche adesso non sembra indietreggiare. «Vogliamo dimostrare che siamo liberi di fare e rifare ciò che vogliamo», ha proseguito Luz rendendo omaggio alle altre vittime degli attentati. «Sono Charlie — ha scandito — sono poliziotto, sono ebreo, sono ateo, ma sono anche musulmano».

 

Il tono apparentemente conciliatorio del disegno non ha impedito nuove critiche al giornale, soprattutto all’estero. L’autorità egiziana che emette gli editti religiosi, la “Dar el Iftaa” del Cairo, ha tuonato contro la raffigurazione del Profeta. «È una provocazione non giustificabile», è il messaggio. Secondo la “casa delle fatwa” la pubblicazione «causerà una nuova ondata di ostilità nella società francese e occidentale».

i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo  4i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo 4

 

Il nuovo numero di Charlie Hebdo fa arrabbiare anche gli islamici palestinesi. La reazione nel sito islamico quds.net alla pubblicazione della vignetta su alcuni giornali israeliani come Haaretz è stata immediata: il sito ha offuscato la vignetta e ha accusato il giornale di aver «provocato » i fedeli musulmani nel mondo.

 

i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo  3i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo 3

«La libertà di espressione può andare fino all’insolenza, fino all’impertinenza per meglio esprimere l’indipendenza», ha detto ieri François Hollande. «È in nome di questa libertà che siamo la République », ha aggiunto il presidente. Ma anche in Francia cominciano ad elevarsi malumori sugli indomiti di Charlie.

 

Il Conseil Français du Culte musulman, l’organismo che rappresenta i circa 3,5 milioni di musulmani di Francia, non ha apprezzato la scelta del settimanale di tornare a fare vignette sul Profeta, anche se invita la comunità alla «calma». Il predicatore islamico radicale Anjem Choudary che da Londra considera la nuova copertina «un atto di guerra». Ieri è arrivata la notizia di minacce a un altro giornale satirico, lo storico Canard Enchainé.

i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo  2i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo 2i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo  1i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo 1

 

«Adesso tocca a voi», sarebbe il messaggio minatorio giunto in redazione, con la promessa di tagliare tutti i redattori «con l’accetta». La Procura ha aperto un’inchiesta e ha rafforzato la protezione della testata che tra pochi mesi compirà cent’anni.

 

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