carl brave tony effe roberto gualtieri

“OGGI LE CANZONI SI CONSUMANO IN FRETTA COME AL FAST FOOD” – IL RAPPER ROMANO, CARL BRAVE, LE CANTA AI COLLEGHI DELLA SUA GENERAZIONE: “OGGI LA MUSICA È OMOLOGATA PER L'ECCESSO DI AUTORI: TROPPE TESTE CHE SCRIVONO CANZONI UN PO' PER NESSUNO E PER TUTTI” – NEL NUOVO BRANO, “MORTO A GALLA”, PARLA DI RISSE, DROGA E PROSTITUZIONE: “È LA CHIUSURA DELLA MIA VITA DA PISCHELLO” – LA FRECCIATA AL SINDACO GUALTIERI,PER L’ESCLUSIONE DI TONY EFFE DAL CONCERTO DI CAPODANNO A ROMA: “IL RAP HA LINGUA E TEMATICHE PRECISE, SE SCEGLI UN ARTISTA DI QUEL MONDO NON PUOI ASPETTARTI ALTRO” – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Alice Castagneri per "la Stampa"

 

CARL BRAVE

Non è la Roma delle birrette tra amici a Trastevere e dei desideri a Fontana di Trevi. È quella degli «scontri grevi dopo il derby» e dei «fasci che fanno la ronda». Dopo quasi due anni, Carl Brave torna con Morto a galla, il singolo che anticipa il nuovo disco: una polaroid sulle ombre della Capitale in cui racconta anche il suo passato. Da ottobre, poi, sarà di nuovo live nei club italiani con un tour che esplorerà tutte le sue anime sonore.

 

Il "Morto a galla" è lei?

«Mi sento spesso così, ma credo capiti a tutti. Nella vita si scivola, succedono cose belle e brutte, e bisogna adattarsi. Non hai mai il controllo totale, è un'avventura continua».

 

Cos'ha fatto in questi 2 anni?

TONY EFFE VOLEVA ESSERE UN DURO

«Ho lavorato tanto. Ho scritto il disco e sperimentato con la musica elettronica».

 

[…]

 

Canta "Alzo bandiera bianca, insulti da quella platea". Qualcosa che le è successo?

«È una riflessione più ampia. Viviamo in un'epoca in cui il giudizio è immediato, soprattutto sui social. Le persone esprimono opinioni senza approfondire. Tutto è veloce: le notizie, i trend, i commenti. Con questo disco voglio rallentare, spingere chi ascolta a prendersi il tempo per capirlo davvero».

 

[…]

 

CLAUDIA GERINI carl brave

Nel pezzo parla di risse, droga e prostituzione. Non è la solita Capitale da cartolina.

«È una Roma reale. Ogni città ha molte sfaccettature e ha anche un lato crudo. È una canzone nostalgica, che racconta anche la mia storia».

 

Se fosse stato lei il sindaco, a Capodanno l'avrebbe fatto esibire Tony Effe?

«A me Tony piace. Credo che il problema sia a priori, quando si decide chi chiamare. Il rap ha lingua e tematiche precise, se scegli un artista di quel mondo non puoi aspettarti altro».

 

Ha 35 anni. Al futuro e alla famiglia ci pensa?

«Vivo il presente. Se succede qualcosa, la affronto e ci metto tutto me stesso. Non mi faccio troppi piani a lungo termine».

 

[…]

roberto gualtieri bacia tony effe creato con ia

 

Ha qualche rimpianto?

«Credo che tutto sia andato come doveva. Il grande cambiamento nella mia vita è stato lasciare il basket, che praticavo a livello professionistico. Magari avrei potuto fare scelte diverse in alcuni momenti, ma alla fine ho sempre seguito il mio percorso».

 

A Sanremo ci ha mai pensato?

«A un certo punto sì, poi l'idea è sfumata. Sanremo ti dà grande visibilità, ma mette anche una lente d'ingrandimento su tutto.

Preferisco aprirmi con la musica, non troppo sul resto».

 

[…]

 

Secondo lei, perché la musica è così omologata?

«Ci sono vari problemi. Uno è l'eccesso di autori: troppe teste che scrivono canzoni un po' per nessuno e per tutti, togliendo personalità alla musica».

 

E l'autotune?

tony effe

«Si pensa che un artista debba per forza essere un fenomeno nel cantare, altrimenti non vale nulla. L'autotune, invece, dà la possibilità a tanti di comunicare. Certo, un cantante dovrebbe cercare di migliorarsi, ma la musica non è una gara a chi ha la voce migliore. Se usato bene, può essere uno strumento creativo, non un limite. E può aiutare i ragazzi che non hanno una super voce a fare i primi passi senza vergogna».

 

Da ragazzino si vergognava a cantare?

«Certo. Ho iniziato con il rap perché è un genere in cui non si deve per forza saper cantare. I primi concerti mi mettevano ansia, bevevo per farmi coraggio. Poi ho studiato canto e ho imparato. Con il tempo si cresce, non bisogna avere fretta o farsi bloccare dal giudizio degli altri».

 

Oggi i brani si consumano più velocemente che mai.

CARL BRAVE

«È come un fast food: esce un pezzo, lo ascolti una volta e poi passi oltre. Il mio disco richiede più ascolti, è da metabolizzare. Spero che le persone gli dedichino il tempo che merita».

 

È dedicato a qualcuno?

«Un mio amico d'infanzia mi ha fatto notare che è la chiusura della mia vita da pischello. Lo dedico al vecchio me, a tutto quello che ho vissuto». [...]

carl bravecarl brave franco126 carl bravecarl brave franco126

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…