ornella vanoni gino paolo giorgio strehler

AMORI E BOLLORI DI ORNELLA VANONI – "MI SONO INNAMORATA ANCHE DI UNA DONNA MA IL SESSO FEMMINILE NON MI PIACE. HO AVUTO TANTI UOMINI MA NE HO AMATI 4. CON STREHLER E’ FINITA PER I SUOI VIZI, TRA CUI LA COCA. GINO PAOLI? QUANDO SI SPARÒ, ANDAI DA LUI DI NOTTE. ERA IN CAMERA IPERBARICA E RIDEVA COME UN MATTO” - TENCO PERCHÉ SI È SPARATO? "FORSE VOLEVA IMITARE GINO. DI SICURO ERA FATTO DI PRONOX E AVEVA BEVUTO UNA BOTTIGLIA DI CALVADOS" - L'AMORE PER PASOLINI, CON MINA ERAVATE AMICHE? "OTTIME CONOSCENTI. LE DISSI CHE ERA UNA VIGLIACCA" – CRAXI? RIDATECI LUI E "IL GOBBO" ANDREOTTI. OGGI ABBIAMO SANGIULIANO...” - L’INTERVISTA A ALDO CAZZULLO+VIDEO

Aldo Cazzullo per corriere.it - Estratti

 

ornella vanoni

Ornella Vanoni vive in una casa piccola ma piena di luce, riposante, nel centro di Milano, tra le opere dei suoi amici artisti: Melotti, Novelli, Enzo Cucchi, Arnaldo Pomodoro. “Era molto più bella la casa di prima, in largo Treves. Ma ho dovuto venderla”.

Perché?

«Ero rimasta con trenta euro sul conto».

Come mai?

ORNELLA VANONI NEL 1961

«Ragioni di famiglia. Paga questo, paga quello... ma non me ne importa nulla».

 

(…)

Chi è stato il suo primo amore?

«Giorgio Strehler».

Fu con lui la prima volta?

«No, avevo già avuto altri uomini. Ma l’amore l’ho scoperto con Giorgio. Prima non sapevo cosa fosse. Quando lui mi disse “ti amo da impazzire”, fu come se si fosse rotto il carapace dentro cui ero imprigionata. Pensai: voglio stare con lui. Mi sentivo davvero amata alla follia; ed essere amate alla follia è bellissimo. Anche se Giorgio all’inizio era molto timido».

Strehler timido con le donne?

«Con chi gli interessava davvero, sì. Salivo in tram, lui mi seguiva con la macchina, poi, quando scendevo, spariva… Avevo tutti contro».

gianni versace e ornella vanoni foto di marcellino radogna

 

 

Tutti chi?

«La mia famiglia. La gente. Milano era indignata. La borghesia considerava il teatro un luogo di peccato; in realtà ci si fa un culo quadro, insomma, si lavora moltissimo».

 

Perché è finita con Strehler?

«Per i suoi vizi».

Quali vizi? Le donne? La droga?

«Vari vizi».

Lei ha sofferto molto?

ORNELLA VANONI

«No. O segui il tuo uomo, o lo lasci. Se il tuo uomo tira cocaina, non puoi rimproverarlo ogni volta: o ti metti in pari, o finisce tutto. Non può andare come in Pulp fiction, dove uno è eccitatissimo perché si fa di coca e l’altro è abbattuto perché ha fumato una canna… All’epoca era uno scandalo. Poi Milano divenne il regno della cocaina».

 

E lei?

«Non fa per me: io ho bisogno di essere calmata, non eccitata. Così lasciai Strehler e andai a Spoleto, che era il mondo di Visconti. Lì ebbi un rapido flirt con Renato Salvatori, quello di Poveri ma belli».

Un duplice tradimento: artistico e sentimentale.

«Fu una storia senza importanza, ma Strehler telefonava disperato: “Non posso vivere con te, non posso vivere senza di te!”».

ornella vanoni virginia raffaele

 

Quanti uomini ha avuto?

«Un po’».

Di quanti si è innamorata davvero?

«Quattro. Strehler, Gino Paoli e altri due. E con tutti loro sono rimasta in contatto. Oddio, con Strehler fino a quando non è morto».

 

E suo marito, il produttore Lucio Ardenzi?

«Lui non l’ho mai amato».

Perché l’ha sposato allora?

«Perché pensavo che prima o poi ci si deve sposare. Avevo avuto la tisi. Subito dopo Strehler; ma non me l’ha attaccata lui, sia chiaro! Ero vissuta per un anno e mezzo in montagna, vicino a Sestriere, con due cani, un lupo e un cocker. Un bel periodo: tornai che ero un fiore. Ma avevo bisogno di affetto, di abbracci».

ornella vanoni che tempo che fa 7

 

Nacque un figlio, Cristiano.

«Con lui ho ricostruito il rapporto nel tempo. Pensava che ogni volta lo abbandonassi per il rutilante mondo dello spettacolo. Credo accada un po’ a tutte le mamme: a un bambino è difficile spiegare che devi lavorare, ma non per questo preferisci il lavoro a lui».

Gino Paoli mi ha raccontato che grazie a lei ha imparato a fare l’amore.

«È vero, me l’ha detto. Ma dice pure che per causa mia ha cominciato a bere e a fumare. E questo, gliel’assicuro, non è vero».

ornella vanoni

 

Lei entrò alla Ricordi, Paoli stava suonando, lei si appoggiò al pianoforte, con le sue grandi mani...

«E gli chiesi di scrivere una canzone per me. Nacque così Senza fine».

Paoli racconta anche che in hotel a Viareggio scese per fare colazione in giardino e trovò lei e sua moglie Anna, sedute sul dondolo, che gli diceste: «Devi scegliere, o una o l’altra».

«Anna mi disse: senza Gino muoio, senza Gino non posso stare; e io mi sono fatta da parte. Ma pensa mica che Paoli si sia accorto di tutto questo? Lui era concentrato su se stesso. Dice che l’ho lasciato. Non l’ho lasciato; me ne sono andata: è diverso. E poi sentivo già odore di Stefania».

 

Conosceva la Sandrelli?

«No. Era un presagio. Gino alla Bussola era assediato dalle donne: il successo aiuta ad avere successo. Stefania si trasferì a Roma, e Gino ha voluto che andassi con lui a trovarla: “Desidero che tu partecipi alla mia vita...”. È anche sadico! (la Vanoni sorride)».

NUDO DI ORNELLA VANONI VIAGGIATORI SERA

Con la Sandrelli siete diventate amiche?

«Non esageriamo: ci siamo viste due o tre volte, e lei non parlava, stava molto zitta. Comunque mi è sempre stata simpatica».

 

Con Mina invece eravate amiche?

«Ottime conoscenti. Ci alternavamo in tv a Milleluci. Le proposi: “Tu sei più forte di me, perché non facciamo il programma insieme?”. Accettò. Ero in vacanza a Paraggi, Gigi Vesigna mi diede la notizia: hai visto che Mina fa la trasmissione con la Carrà? Le telefonai: “Mina, allora è vero quello che si dice, che sei vigliacca”. E lei: allora è guerra? “No, è una constatazione”. E riattaccai».

 

Avete poi fatto pace?

«Certo, abbiamo anche cantato insieme. Lei mi diceva: “Ti vedo un po’ sciupata...”. Poi sussurrava: “Dovresti essere tu a dire a me che mi vedi un po’ sciupata”» (la Vanoni si produce in un’imitazione perfetta di Mina).

Perché si è ritirata, secondo lei?

«Mi diceva: più mi allontano dalle paillettes, più sono contenta».

NUDO DI ORNELLA VANONI VIAGGIATORI SERA

 

E lei, Ornella?

«A novant’anni, ormai, dove vuole che mi ritiri?».

Quando Gino Paoli si sparò al cuore, lei andò a trovarlo in ospedale.

«Di notte, per non farmi fotografare, ed evitare che partisse il pettegolezzo: per chi si è sparato?».

 

Per chi si è sparato?

«Questo deve chiederlo a lui. Gino era in camera iperbarica e rideva come un matto. Mi scompigliava i capelli e diceva di me: “Sembra un setter, invece è un boxer! È il mio boxer!”».

Cosa intendeva dire?

«Il setter ha stile, eleganza. Il boxer è un caciarone bisognoso di affetto e di tenerezza».

 

ornella vanoni 1

Ma lei Ornella è un setter o un boxer?

«Posso essere entrambe le cose».

E Tenco perché si è sparato?

«Forse voleva imitare Gino. Di sicuro era fatto di pronox e aveva bevuto una bottiglia di calvados. C’ero anch’io, a Sanremo. Quando lo vidi gli corsi incontro, lui alzò gli occhi, aveva le pupille dilatate, capii.

 

Per questo avvertii Dalida e il suo entourage di stare attenti. Non so se il loro fosse vero amore. Luigi era scosso anche perché la Rai gli aveva censurato la canzone. Lo trovò il suo compagno di stanza: era Lucio Dalla. Io stavo in un altro hotel e non mi dissero nulla, altrimenti mi sarei rifiutata di cantare».

 

 

ornella vanoni e gino paoli

(..) «Giorgio Gaber: uomo di una dolcezza infinita, talentuoso, ironico. Dopo di lui incontrai Enzo Jannacci: ogni volta che lo vedevo, mi esplodeva il buon umore. Cantava “Quando gli zingari arrivarono al mare”, e Gaber diceva: “Non capisco se Enzo è un genio o un cretino”».

Come nascono le canzoni della mala?

«Fu un’idea di Gino Negri: facciamo le canzoni da cortile. Strehler lo corresse: è fiacco, chiamiamole canzoni della mala. Cominciammo a girare per osterie. Alla fine però Ma mi la scrisse Giorgio, e Le mantellate la scrivemmo insieme. Era il periodo in cui Laura Betti cantava le canzoni di Pasolini. Tutti pensavano: quando quelle due si incontrano, finisce a botte».

 

Invece?

«Ci abbracciammo e diventammo amiche. Divenni amica anche di Dacia Maraini. E mi innamorai di Pier Paolo».

LILIANA SEGRE ORNELLA VANONI - PRIMA DELLA SCALA 2023

Amore intellettuale?

«No no, quando lo sentivo parlare mi batteva forte il cuore. Aveva un volto scavato che mi ricordava Eduardo De Filippo».

 

E lui?

«Non avrebbe mai sfiorato una donna, perché in ogni donna vedeva sua madre. Ma si può amare anche senza sesso, sa? I versi di Pasolini per la madre sono stupendi. Io sono sempre stata apolitica, ma per Pier Paolo litigai sia con quelli di destra, sia con quelli di sinistra. Lo detestavano tutti. Era la nostra Cassandra. Le cose che intuiva erano reali e future».

playmen ornella vanoni

Che idea si è fatta della sua morte?

«L’hanno fatto fuori. E Pelosi c’entra come c’entra mio nonno».

 

Perché dice di essere apolitica? Non era amica di Craxi?

«Di Craxi trovavo straordinarie le pause. Faceva cadere le parole. Siamo anche andati insieme in Senegal, lui con sua moglie Anna, io con il mio fidanzato di allora, Giorgio Tocchi».

 

Il terzo uomo che ha amato?

«Sì. Un figo bestiale: superficiale, sempre allegro, cucinava benissimo. Dopo tanta sofferenza, con lui furono quattro anni di vacanza».

E il quarto chi è?

«Un avvocato di Venezia».

ornella vanoni prima della scala 2023

Si è mai innamorata di una donna?

«Sì. Ma non mi piace il sesso femminile. Una tragedia».

 

Dicevamo di Craxi.

«Ridatecelo! Ridateci pure il gobbo!».

Andreotti?

«Lui. Con tutti i difetti, con tutti gli orrori, era gente che sapeva gestire il Paese. Fare i conti. Capire un artista. Mi ha colpito un’intervista tv a Di Pietro. Diceva: hanno scelto me non perché ero il più bravo, ma perché ero il più ignorante, e quindi avrei parlato alla gente in modo che tutti capissero. Mi è parso un gesto di umiltà, quasi di pentimento.

Oggi abbiamo Sangiuliano».

 

La Meloni come la trova?

«Piccola. Carina. Preparata: fa politica con la Fiamma da quando era ragazza. Ma non è riuscita a crearsi una squadra di livello. Quando ho sentito che volevano prendersi pure la Scala e il Piccolo, con il figlio di La Russa, ero pronta a sdraiarmi davanti all’ingresso, in pieno inverno».

 

E la Schlein?

«Non è preparata, e mi dispiace. A sinistra non avevano una donna con più corpo, più sapienza, più cultura politica? La sinistra ce l’ha messa tutta a far votare la destra. Si sono davvero applicati».

ornella vanoni

 

Berlusconi?

«Stavo pensando proprio a lui. Aleggia sempre nell’aria. È un morto vivo».

L’ha conosciuto bene?

«La prima volta venne a cena dal mio compagno di allora, che lavorava alla Rothschild. Berlusconi era solo un imprenditore, aveva una bellissima faccia e una simpatia immediata. Poi andai a lavorare a Mediaset, ma non mi piacevano gli sketch che avevano preparato. Lui mi convocò: “Chi non fa i miei sketch, non lavora per me”. Ma non erano mica suoi, erano degli autori! Per Berlusconi però era la stessa cosa».

 

Quindi non eravate amici.

«Quando comprò il Manzoni gli dissi che era un teatro borghese: c’erano i palchetti e non la balconata, da dove viene il calore, il posto degli enfants du paradis. Davano Maria Stuarda di Zeffirelli; gli dissi che a me le opere di Zeffirelli non piacevano, riempiva troppo il palco, non c’era più spazio per uno spillo...».

E Berlusconi?

«Si sfogò con Montanelli: certo che la Vanoni ha un caratterino...».

 

ornella vanoni e gino paoli - che tempo che fa 1

Di Dario Fo che ricordo ha?

«Era molto simpatico (la Vanoni imita perfettamente pure Dario Fo). Con Franca Rame andavamo alla Caritas a portare offerte, aiutavamo don Colmegna. C’era anche il giovane Sergio Cusani».

Lei ha conosciuto la depressione.

«Mio padre era depresso, e io ho preso da lui. È una cosa che ti porti dentro. Mi faceva tenerezza: avrei voluto aiutarlo, e non potevo. Prendeva l’ansiolin, andava a dormire alle 9, alle 6 era sveglio e non sapeva cosa fare».

playboy ita ornella vanoni

 

Lei quante depressioni ha avuto?

«Due o tre. Stavo così male che mollai tutto e andai a San Rossore, da Cassano. Mi disse: non dormi da sei mesi, ci credo che sei depressa. Mi curarono. Ora grazie agli psicofarmaci posso scivolare nella tristezza, non sprofondare nella depressione. Ma devi prenderli per tutta la vita».

Lei però ha avuto una vita felice.

«Molto felice, e anche molto infelice. È come un’onda: arriva, arriva, arriva la felicità; e subito dopo arriva, arriva, arriva l’infelicità».

 

In effetti le sue canzoni hanno espresso l’inquietudine, la nevrosi, la malinconia dell’Italia dopo l’euforia degli anni 60.

«Una persona intelligente e sensibile è per forza anche malinconica. Ad esempio io adoro la pioggia: mi dà una pace... forse avrei dovuto vivere a Dublino. Però ho cantato anche canzoni allegre. Pensi alla Bossa Nova».

ornella vanoni e gino paoli

 

Ma anche lì c’è malinconia.

«Però in Brasile prevale sempre l’allegria. In quel disco per la prima volta c’è Vinicius che parla: “Amica mia, tu cammini e pensi a me, e i tuoi seni si riempiono di latte…”. Quanto vorrei tornare ancora una volta a Bahia, a gettare fiori bianchi in mare...».

Adesso ha inciso un nuovo album, a 90 anni.

«Hanno usato la mia voce di adesso, per farmi ricantare vecchi successi, arrangiati da dj in chiave disco».

 

Tornerà in tv da Fabio Fazio?

ornella vanoni e gino paoli 1

«Certo! Con lui mi trovo benissimo. È una pacchia. Non ci sono copioni: mentre vado là in macchina penso alle cose da dire».

Lei ha due nipoti.

«Matteo lavora nella pubblicità. Camilla vive nel mondo, ha il diploma di chef e di diving, cucina e fa immersioni, non le importa nulla di diventare ricca e famosa, vuole solo essere libera».

 

Qual è il segreto della longevità?

Ornella Vanoni Giorgio Strehler

«La genetica. Hai organi che funzionano più a lungo di quelli degli altri. Però la vecchiaia infinita è un falso mito. Ci sono scienziati che si portano in Sardegna a studiare un signore di 106 anni che zappa. Ma questi hanno fatto un’altra vita, hanno respirato un altro mondo».

 

E lei Ornella ha paura della morte?

«No. Capirò quando sarà il momento di andarmene, quando sarò inutile alla vita e la vita sarà inutile a me. Non voglio fare come mia zia, che ha vissuto fino a 107 anni: un tormento».

 

(…)

Come vorrebbe essere ricordata?

«Con un’aiuola».

Un’aiuola?

«Chi è rimasto della grande Milano del dopoguerra?».

fabio fazio ornella vanoni

Soltanto lei e Celentano.

«Adriano è una persona deliziosa, peccato non esca più di casa. Mi dicono che ha paura dei virus, e fa bene: la terra è stanca di noi. Leggo che in futuro sarà dominata dagli uccelli o dagli insetti. Preferirei gli uccelli, che almeno sono variopinti».

 

Dicevamo di come vorrebbe essere ricordata.

«Il teatro Lirico l’hanno dedicato a Gaber, le due sedi del Piccolo a Strehler e a Grassi, la Palazzina Liberty a Fo e a Rame, lo Studio alla Melato. Per me non è rimasto niente. Per questo rivolgo un appello al sindaco Sala: mi dedichi un’aiuola in centro».

Non mi pare un grosso problema.

ornella vanoni a belve 10

«Ma c’è una condizione».

 

Quale?

«Il sindaco non dovrebbe aspettare che io muoia. La voglio da viva. Adesso. “Aiuola Ornella Vanoni, manutenuta da lei”. Me ne prenderei cura di persona. Pianterei fiori e pomodori».

Inter o Milan?

«Sono andata a San Siro una volta sola, con mio marito. Giocava il Milan. Da allora tifo, tiepidamente, Milan».

ornella vanonimilva ornella vanoniornella vanoni a belve 4vanoni modugnovanoni walter chiarivanoni dallavanoni celentanovanoni 1battisti vanoniornella vanonimarracash ornella vanoni

 

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