UOMINI CHE ODIANO LE DONNE (IN 140 CARATTERI): MA ORA PER DIFENDERSI DAI SOCIAL-STALKER SU TWITTER ARRIVA IL PULSANTE ANTI-ABUSI (BASTERA’?)

Ettore Livini per "La Repubblica"

Altro che cinguettii. Twitter, il microblog più famoso del mondo, è diventato una curva da stadio. Volano cazzotti in 140 caratteri, si moltiplicano gli attacchi misogini e le aggressioni online. E l'uccellino, preoccupato per la sua buona reputazione, ha detto stop. «La situazione non è più accettabile, chiedo scusa alle donne che hanno subito abusi» ha twittato ieri Tony Wang, responsabile inglese del network, dopo che due giornaliste britanniche sono state minacciate di stupro e tre hanno ricevuto messaggi che preannunciavano bombe sotto casa loro.

Scotland Yard ha aperto un'inchiesta. La società californiana ha annunciato invece un giro di vite sui Troll, gli stalker della rete: «Possiamo fare di più per proteggere gli utenti e lo faremo» ha cinguettato Ward. Le prime misure immediate: un bottone "anti-abusi" in funzione entro un mese anche sul sito per segnalare ai poliziotti informatici di Twitter i messaggi incriminati (oggi era necessario recarsi di persona in sede e compilare un formulario) e il potenziamento delle strutture di controllo con l'aggiunta di nuovo personale per la "security" interna.

La rete, ne sanno qualcosa in Italia il presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro all'integrazione Cecile Kyenge, è il palcoscenico ideale per le scorribande degli "uomini che odiano le donne". Garantisce l'anonimato e consente di arrivare a colpo sicuro alla vittima con un semplice clic su una tastiera: «C'è una bomba sotto casa tua, esploderà alle 22.47 e distruggerà tutto» recitava il messaggio inviato mercoledì sera dall'utente 7567t8h9julio a Catherine Mayer, direttore di Time Europe.

«"Cosa hai scritto per meritarti tutto questo?" Mi chiedono i miei amici - ha detto lei - Niente di speciale. Per questa gente essere una donna è già una provocazione
sufficiente per minacciarmi di morte».

Lo pensa così anche Caroline Criado-Perez che dopo aver combattuto (con successo) una battaglia per far stampare sulle banconote da 10 sterline il volto della scrittrice Jane Austen è stata travolta da una valanga di insulti e di minacce di stupro via Twitter. Una campagna d'odio violentissima e inspiegabile che nemmeno l'arresto di uno dei suoi info-aggressori, un troll 21enne di Manchester, è bastata ad arginare. Dopo questo caso è partita in Gran Bretagna una petizione online per chiedere un giro di vite al microblog che ha già raccolto 140mila firme.

«Il crimine sta cambiando pelle e il Parlamento deve prendere contromisure adeguate - ha detto ieri alla Bbc Steve White, superispettore della Polizia britannica. Ma Twitter e gli altri social sono come negozi. A garantire la sicurezza dentro casa loro deve essere il padrone, noi possiamo intervenire solo a reato commesso». La sezione e-Crime di Scotland Yard ha deciso di concentrare in un unico ufficio tutte le nuove inchieste
per gli abusi online (sui casi di queste ore ne sono state aperte otto) e ha chiesto al Parlamento di riorganizzare il settore potenziando gli organici dei cyberpoliziotti.

I reati consumati su social network in Gran Bretagna sono cresciuti dal 2008 a oggi del 780%, secondo i dati ufficiali. Cinque anni erano stati indagati e sanzionati 556 casi, nel 2012 la cifra è salita a 4.908. «Ma molte delle aggressioni su Twitter & co. non vengono nemmeno segnalate dalle vittime - ha concluso White - e quindi il loro numero è presumibilmente molto più alto». «Certi toni e certe minacce non sono accettabili né nel mondo reale né sul nostro blog» ha ammesso ieri il numero uno dell'uccellino a Londra. Prevenirli però non è facile: nel giorno del debutto su Twitter sono stati scritti 224 messaggi. La media di tweet giornalieri del 2012 è stata di 175 milioni. E un bottone per i clic anti-abusi, temono in molti, non basterà a risolvere il problema del social-stalking.

 

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