QUANDO È NATO IL CINEMA HOT GAY? VE LO RACCONTA BARBARA COSTA - A LUNGO GLI OMOSESSUALI SONO STATI BANDITI SULLO SCHERMO. MA SE SEI UN GRANDE REGISTA, COME HITCHCOCK, I DIVIETI LI FAI FESSI. CHE LEGAME C’È, SE NON LESBO, TRA "REBECCA, LA PRIMA MOGLIE", E MRS. DANVERS? – PERCHÉ IN "LA GATTA SUL TETTO CHE SCOTTA" A PAUL NEWMAN NON GLI SI ALZA? VUOLE PUNIRE LA MOGLIE, CHE GLI HA MESSO LE CORNA CON IL SUO MIGLIORE AMICO, O QUESTO MIGLIORE AMICO, IN REALTÀ SE LO È SCOPATO LUI? – IL PRIMO FILM DI HOLLYWOOD GAY, MA PROPRIO TANTO GAY, È "RIFLESSI IN UN OCCHIO D’ORO" DI JOHN HUSTON. E QUI IL GAY È MARLON BRANDO! – ANDY WARHOL PROPONE OLTRE MEZZ’ORA DI "BLOW JOB" IN PRIMO PIANO, MA NIENTE PENE, NIENTE BOCCA, SOLO IL VISO DI CHI LA FELLATIO LA RICEVE – LEONARDO DICAPRIO, IN "RITORNO DAL NULLA", SE LO FA SUCCHIARE IN UN LERCIO WC PUBBLICO, DA UN VECCHIO, E SOLO PER I SOLDI DELL’ENNESIMA DOSE – SE IN "GOMORRA" GENNY E CIRO, DUE GAY REPRESSI, SI FOSSERO FATTA SUBITO UNA BELLA CHIAVATA, CI AVREBBERO RISPARMIATO 5 STAGIONI DI AMMAZZAMENTI....
Barbara Costa per Dagospia
Quando è nato il cinema hot gay? Appena il treno dei Lumière si è fermato in stazione! Finito lo spavento, il pubblico è tornato in sala a reclamare lo sc*pamento! E per la nascita del cinema hot gay vale la stessa regola del cinema hot etero: basta trovare chi, davanti a una cinepresa, ci "sta"… ed è fatta!
Vabbè, non mettiamola così facile. Il cinema è arte di potere. Mica puoi vedere quel che vuoi tu, ma solo quel che il potere ti concede. E siccome il potere (almeno fino a poco fa) in Occidente è maschio e cristiano e etero… i gay sono stati sullo schermo banditi o, se proprio rappresentati, solo in chiave etero-punitiva, e grottesca.
Ma il bello è che, se vieti qualcosa, aguzzi a fregarlo, quel "non si può"! E infatti: che c’è di meglio che escogitare la maniera di farlo passare lo stesso, il fermento gay, pure se sono gli anni 50 puritani al massimo grado? La morale va fatta contenta e c*glionata!!!
Lo sapeva bene il regista Elia Kazan: il top è essere cattolici, e gay, averci un senso di colpa pauroso, da sfogare in film p*rcissimi!
Kazan faceva l’identikit del suo sodale, il drammaturgo Tennessee Williams: il re di film d’amore zozzi! In chiave omo quale Williams era. Difatti: in "Un tram che si chiama Desiderio" (1951) Blanche è una vedova. Non glielo fanno dire, ma il marito si è sparato alla testa perché lei l’ha scoperto a letto con un uomo! E lei è promiscua e fa la milf (le piacciono giovani) "grazie" alla vedovanza. È l’alter ego femmina del gay promiscuo e daddy Tennessee Williams.
Si scrive di come si è e si sa, per risultare credibili. Ancora Williams: perché in "La gatta sul tetto che scotta" (1959), a Paul Newman, non gli si alza? Perché - come frigna - vuole punire la moglie sicuro gli abbia messo le corna con il suo migliore amico, o perché, questo migliore amico, in realtà se lo è sc*pato lui? Perché, se parla di questo amico, Paul Newman alza il bastone, a mimare l’erezione?
Se sei un grande regista, il cinema omo lo giri senza problemi. I divieti li fai fessi. Si guardi Hitchcock: che legame c’è, se non lesbo, e morboso, tra "Rebecca, la prima moglie", e mrs. Danvers? E i due conviventi di "Nodo alla gola": è palese che sono gay. E nel 1948!
E in "Il grande sonno", di (tutti in piedi) Howard Hawks, le foto di Carmen, e altre cosucce, per cui è sotto ricatto… sono etero o no?
Woody Allen, in "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e…", ce la fa a far passare Gene Wilder a letto con una pecora. Ma quando in scena tocca a lui, a Allen, travestito da spermatozoo… l’idea di finire in un c*lo maschio… che paura!
Il primo film di Hollywood gay, ma proprio tanto gay, mi sa che è lui: "Riflessi in un occhio d’oro", di John Huston. Basato sul libro della lesbica ma sposata a un uomo Carson McCullers. E qui il gay è Marlon Brando! È il 1967, e l’omosessualità divampa tra divise, militari, ed è feticista voyeur.
Non è che per far capire le cose devi far baciare, toccare, dire ti amo, con sospiro: è ben più esplicito lo sguardo di Brando che fissa il suo oggetto del desiderio che cavalca nudo: sta ingrif*to a livello esplosione! E Liz Taylor può in questo film girare nuda quanto vuole: se ti sposi un gay, al 100x100, come è qui il personaggio di Brando, non ti tocca manco a pagarlo!
Se poi fai cinema underground, dei divieti del potere te ne imp*pi. Si prenda Andy Warhol: ti fa più di mezz’ora di "Blow job" in primo piano, ma niente pene, niente bocca, solo il viso di chi la fellatio la riceve. Più orgasmante di così! E 8 ore e 5 minuti di "Empire", non sono 8 ore e 5 minuti di erezione…? E se Warhol fosse riuscito a farlo, il film con la Bardot nuda, a letto, ripresa che dorme, ore e ore e ore, avrebbe fatto più contenti i maschi etero, o le lesbiche?
Quando Dustin Hoffman e Jon Voight sono pappa e gigolò omo in "Un uomo da marciapiede", è il 1969. Verranno imitati all’infinito, e anche da Leonardo DiCaprio che, in "Ritorno dal nulla", se lo fa succhiare in un lercio wc pubblico, da un vecchio, e solo per i soldi dell’ennesima dose.
DiCaprio è stato Arthur Rimbaud in "Poeti all’inferno": qui Verlaine lui lo bacia e ci affonda la lingua (per poi, appena la regista dà lo stop, vomitarsi pure l’anima). Se lo ricorda, il Romeo/DiCaprio, del suo amico Mercuzio trav e drag? In "Romeo + Juliet", di Baz Luhrmann, l’amore omo di Mercuzio per Romeo è chiaro come lo è nelle pagine originali di Shakespeare.
Ma il più bel bacio omo, sarete d’accordo con me, è tra Howard e Peter in "In & Out". Ok, il film è quel che è. Tutti carini, fighettini, ciccini, amorini… roba gayesca per ordinaria digestione familiare.
Le migliori donne, al cinema, sono loro: le drag queen Noxeema e Vida e Chi Chi, in "A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar". In Italia, le tv generaliste possono passare pure "Basic Instinct", in prima serata, e se sei fortunato pure poco tagliato (insomma… il bacio tra Chaterine e Roxy sì. Lei che gli lecca la f*ga, mmm…), ma ′ste 3 stanghe drag… sono troppo camp, troppo sopra le righe, troppo persone, troppo pericolose! Loro sono s-t-r-e-p-i-t-o-s-e!
romeo + juliet mercuzio drag (1)
Un gradino più su solo il gay intrallazzone Robin Williams. Seduto al tavolo. Con loro. Scena di 3 minuti. Fr*cissimamente irresistibile. Chi non vorrebbe passare una serata, più di una, con lui!?
In "Sex & the City", la serie, ci pensa la virago Samantha a farsi una donna, Maria, poi a fidanzarcisi poi a scoprirci che le lesbiche hanno vari modi di inserire le dita, e che di traverso sì, è sublime… alla fine si lasciano per noie e gelosie come qualsiasi coppia etero.
Se in "Gomorra" Genny e Ciro se la fossero fatta subito, una bella chi*vata, ci avrebbero risparmiato 5 stagioni di ammazzamenti. Che sono 2 gay repressi e innamorati uno dell’altro, si capisce alla prima inquadratura bocca a bocca. Altro che “nuje simm′ frate′”!
a wong foo robin williams
elia kazan
woody allen spermatozoo
gomorra
gomorra (1)
poeti all inferno (3)
ritorno dal nulla
poeti all inferno
basic instinct (1)
rebecca la prima moglie
riflessi in un occhio d oro
la gatta sul tetto che scotta
a wong foo grazie di tutto julie newmar
un uomo da marciapiede
poeti all inferno (2)
empire
un tram che si chiama desiderio
romeo + juliet mercuzio drag







