renzi rai

EX RAI, OGGI TELE-RIGNANO - BEHA: “UN LECCACULISMO COMMOVENTE CHE CERTO NON HA INVENTATO RENZI. DOVEVA STOPPARLO, QUESTO SÌ, E INVECE LO RILANCIA. QUINDI CORDATE, FILIERE, MASSONERIE, PICCOLE E GRANDI LOBBIES CHE OCCUPANO LA RAI”

Oliviero Beha per il “Fatto Quotidiano”

 

OLIVIERO 
BEHA
OLIVIERO BEHA

La napoleonica campagna padronale di Renzi, per ora coronata dal successo, passa adesso per la Rai. La rottamazione su cui 20 mesi fa aveva costruito la sua piattaforma si è rapidamente mutata in renzizzazione, una sorta di lottizzazione personalizzata ed estrema. “I partiti fuori dalla Rai ”, l’urlo di battaglia che ricorre da una vita, si è trasformato in “La Rai in mano al governo” con la beatificazione odierna di un Direttore generale e di un Presidente, dopo l’avvicendamento dei consiglieri secondo prassi partitocratica. Ma che cosa significa davvero la Rai in mano alla politica?

 

VIALE MAZZINI By VINCINOVIALE MAZZINI By VINCINO

La lettura più immediata è anche quella più dolente e più superficiale: l’informazione, l’intrattenimento e la zona grigia tra i due vengono indirizzati dove vuole chi nomina i vertici e quindi i responsabili di testata e di rete. È di questo e solo di questo che abitualmente si parla. Ma il popolo della Rai, delle migliaia di dipendenti e della nutritissima corona circolare di chi vi collabora, come viene influenzato dall’invasività della politica, dei suoi schieramenti/regimi/aree? Vediamo, dopo aver premesso che anche nelle tv private il fenomeno è diffuso e che la Rai “semplicemente” lo ha istituzionalizzato.

 

RAI di viale Mazzini RAI di viale Mazzini

Intanto c’è l’aspetto banale ma decisivo dell’assunzione o della scrittura del singolo che consegue alla richiesta/segnalazione politica. Esattamente come per i consiglieri che però vengono votati in Vigilanza. Per la tribù Rai, in assenza di altri criteri dal vertice a scalare, chi entra alla Rai deve qualcosa a qualcuno e l’unica forma di restituzione è essere sensibile alle esigenze personal-politiche di questo qualcuno.

 

Chi è senza padrini è fottuto, o non entra o rimane sulla soglia con contratti di collaborazione fino in tarda età. Il caso più eclatante riguarda coloro i quali lavorano per un partito gratis e in realtà vengono pagati da sinecure redazionali Rai. Tutto in famiglia, insomma. E se non è possibile di questi tempi assumere o contrattualizzare “figli di”dal cognome troppo noto (cfr.il caso Lupi anche se non c’entrava la Rai), magari lo si fa per interposta persona, con un anonimo poi grato a chi gli ha reso il gran favore. Per chi arriva alla sospirata assunzione dopo anni di attesa, di solito la corsa è finita.

viale mazzini medium viale mazzini medium

 

È stata talmente usurante la permanenza sulla soglia che lo stipendio viene ritenuto una sorta di risarcimento per prima. E il vedersi circondati dai rapidi beneficiati dalla politica, incenerisce ancora di più l’eventuale volontà di produrre. Non si dà in natura aziendale, insomma (e sempre di più la Rai è lo specchio del Paese), che ci siano carriere trasparenti, meritocratiche, non opacizzate dalla politica.

 

Sia in video che nelle redazioni che negli uffici chi emerge ha goduto di spinte assolutamente estranee alla professione, e anche le pregiate maestranze tecniche, una volta fucina di autentici professionisti, ormai risente di percorsi simili. Il clima è dunque irrespirabile se non si accetta che si venga dotati di maschere antigas dai partiti, sperando poi che non intendano riprendersele.

viale mazziniviale mazzini

 

Come ho scritto nel mio Il culo e lo Stivale, del 2012, tutto ciò genera un leccaculismo commovente che certo non ha inventato Renzi. Doveva stopparlo, questo sì, e invece lo rilancia. Quindi cordate, filiere, massonerie senza massoni, piccole e grandi lobbies che occupano il territorio Rai. Nelle decadi il peggioramento di tale situazione interna-esterna ha di fatto “normalizzato”que - sta sorta di tossicodipendenza dalla politica, questo “nepotismo” speciale e assoluto, al punto che chi ne è scevro viene guardato con sospetto, in solitudine. E, potete credermi sulla parola, fatto fuori… 

 

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