renato zero cucchi

ALZO ZERO: “MI SONO EMOZIONATO QUANDO A ‘DOMENICA IN’ HANNO PROIETTATO UN DOCUMENTARIO SU STEFANO CUCCHI SULLE NOTE DELLA MIA ‘PIÙ SU’. QUANDO HO SAPUTO CHE STEFANO ERA UN SORCINO MI È VENUTO IN MENTE IL SUO SORRISO PULITO. COME HANNO POTUTO TRAVISARE TANTA PUREZZA?” - "SIAMO I PRONIPOTI DI VERDI MA PREFERIAMO SCIMMIOTTARE IL BLUES E IL ROCK FACENDOLO DIVENTARE PIZZA E FICHI” – LE ECCEZIONI VASCO, NANNINI E NEGRAMARO – VIDEO

 

 

Sandra Cerasale per il Corriere della Sera

 

renato zero

«Quando si fa un dolce c' è il momento dell' impasto e quello delle decorazioni. Ecco, io ho impiattato»: Renato Zero ha messo da parte album, film e concerti per intraprendere un' avventura da produttore. Negli uffici romani dell' etichetta Tattica è con Vincenzo Incenzo, di cui ha realizzato il primo album Credo, da oggi nei negozi. «In un momento in cui i cantautori diminuiscono ho voluto dare un segnale - spiega Zero - Oggi è tutto un copia-copia, si perde di vista l' italianità.

 

Artisti come Aznavour, Aretha Franklin, Ray Charles erano unici. Noi siamo i pronipoti di Verdi, Puccini, Mascagni, però preferiamo scimmiottare il rock e il blues facendolo diventare pizza e fichi». Un discorso che non vale per Gianna Nannini e Vasco Rossi perché «salvano melodie e armonie, rispettando la cittadinanza». E per i Negramaro: «È una famiglia che amo e rispetto per tanti motivi. Uno su tutti: la meridionalità, una forma d' arte, anche se non riconosciuta».

 

Incenzo a 53 anni ha alle spalle una lunga carriera da autore non solo per Renato Zero, ma anche per Dalla, Venditti, PFM, Ornella Vanoni, Patty Pravo, ha composto per teatro e televisione. «Per me questa partenza è un ritorno - racconta Incenzo - A 18 anni suonavo al Folkstudio e in tanti vedevano in me un cantautore. La vita, invece, mi ha portato per 23 anni a stare dietro le quinte. Renato mi ha spinto a incidere l' album, anche se io avevo molta paura.

renato zero

 

Ma mi ha convinto dicendo: "Se farai un lavoro sincero nessuno te lo contesterà"».

L' album, tutto scritto da Incenzo, racchiude soffici ballate o pezzi dal ritmi più movimentati, c' è anche un rap e Renato Zero che canta Cinque giorni portato al successo da Michele Zarrillo nel 1994.

 

«Voglio continuare a entrare in studio e aiutare altri ragazzi - racconta Zero - offrendo loro benedizione e consigli.Dovrebbe essere un dovere degli artisti per allontanare il grigio di un' età che non ha bisogno di esibizioni e per non stare in panchina».

vincenzo incenzo

 

Zero ha iniziato alla fine degli anni 70 a produrre altri artisti. «E ho continuato a farlo.

Mi piace la contaminazione.Io sono stato contaminato in tante forme, come quando Mario Schifano mi accolse a casa sua. Avevo 17 anni e mi impressionò la spregiudicatezza con cui affrontava il mondo. Se non avessi vissuto quel periodo durante il quale ho costruito i miei anticorpi, avrei mai potuto indossare piume di struzzo e paillettes?». Su tutti va orgoglioso di due progetti: l' album di inediti di Ivan Graziani, pubblicato dopo la sua morte, e l' ultimo disco di Umberto Bindi. «Ivan e Umberto avevano con me un rapporto meraviglioso, fraterno».

Stefano Cucchi

 

Adesso, invece... «La ripetitività è la nota più negativa dei rapper e di un mondo che cerca di aggrapparsi a una scuola senza tener conto del passato. La sofferenza dei grandi gratifica e amplifica le loro opere. La leggerezza di questi anni, invece, alimenta un universo in cui contano i solo i soldi. Lauzi e Bindi non erano belli, Tenco aveva uno sguardo che faceva paura, Endrigo aveva la nomea di persona triste: erano il prodotto di quello che avevano vissuto.

 

Stefano Cucchi

È un approccio che va bene per tutti. Come il vangelo degli anni 50 e 60, il rock di Chuck Berry e Little Richard. Cohen, Dylan hanno attinto alla tradizione. Lady Gaga all' inizio si proponeva in una veste quasi fastidiosa... poi ha duettato con Tony Bennett. Ora te la ritrovi nel film A star is born. Meravigliosa».

 

Convinto che il dovere di una canzone sia «di durare nel tempo», ammette di essersi emozionato quando «a Domenica In hanno proiettato un documentario su Stefano Cucchi sulle note della mia Più su. Quando ho saputo che Stefano era un sorcino mi è venuto in mente il suo sorriso pulito e mi sono ricordato di averlo incontrato. Come hanno potuto travisare tanta purezza?».

renato zeroRENATO ZEROrenato zero e dago renato zeroMARA VENIER DOMENICA INRENATO ZERO - ZerovskijRENATO ZERO - Zerovskijabore, renato zero e dagoRENATO ZERO - Zerovskijrenato zerorenato zero

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…