LA RICONOSCETE DALLA DOCCIA “BOLLENTE”? – LA CANTAUTRICE VENETA È UNA DELLE RIVELAZIONI DELLA MUSICA ITALIANA DEGLI ULTIMI ANNI: A 34 ANNI, DOPO UNA LUNGA GAVETTA, HA SPICCATO IL VOLO CON PRODUZIONI POP E PARTECIPAZIONI A FESTIVAL IMPORTANTI – DEL SUO PERCORSO DICE: “SONO FELICE DI ARRIVARE AGLI ALTRI LIBERA DAI CLICHÉ. PER RACCONTARE LE METAMORFOSI, PORTANDO ALLA SUPERFICIE LA FATICA DI CONOSCERSI NEL RAPPORTO CON NOI STESSI...” (MA PARLA COME MAGNI!)
Margherita Reguitti per https://www.ilpiccolo.it/, articolo del 1 agosto 2026
«Eti giuro non ho più bisogno di fingere/questa mia vita è il mio viaggio ed io/traccio da sola le scelte che faccio».
Un manifesto poetico esistenziale e artistico tratto dal brano Eco che sarà nella scaletta del concerto di Joan Thiele di sabato sera proposto dal festival Onde Mediterranee, organizzato dall’associazione Euritmica all’Arena del Castello di Gradisca d’Isonzo.
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Autrice produttrice interprete, descrive così la sua rivoluzione delle idee. «Per me è l’onestà nell’immaginare. Scrivere musica oltre le logiche del mercato. Avere il coraggio di sentire ed esprimere ciò che si ama, portando in superficie il proprio immaginario che va oltre i generi. Rivoluzionario è essere onesti e sinceri e dare un messaggio che scaturisce dal mio vissuto, dalla mia sensibilità e visione».
Tra i temi forti e presenti in continuità nei suoi testi ci sono la famiglia e il rapporto con se stessa. Una poetica del racconto che è, anche, specchio per chi ascolta. «Una ragazza per strada mi ha detto di riconoscersi nelle mie canzoni che parlano di amore oltre il rapporto di coppia – aggiunge Thiele –. Sono felice di arrivare agli altri libera dai cliché. Per raccontare le metamorfosi, portando alla superficie la fatica di conoscersi nel rapporto con noi stessi, la famiglia, gli amici».
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Nei video e sul palco di Joan ci sono vento e acqua quasi che la natura fosse metafora di altro. « Il visual di Joanita è stato girato in una salina a Cagliari – racconta –, È un luogo affascinante di acqua, vento, il maestrale tagliente sul corpo, e terra, elementi dai tanti significati. stato energetico e faticoso ma necessario per l’anima del disco, un viaggio interiore condotto e non subìto».
Nel vissuto autobiografico di Joan – che non ama essere definita artista underground – la musica ha il potere di una cura. «È una terapia, posso curarmi con le note, da sempre.
Quanto alle definizioni, è vero non mi piacciono. Si cresce, si cambia nella vita e nella musica. Metafisicamente il termine per me è humus. Bisogna sempre avere “fame”, non essere mai sazi di ricercare, sperimentare, andare oltre ciò che si ha».
Sul palco di Gradisca i fan la vedranno suonare una chitarra elettrica di sua creazione. «È uno strumento speciale in marmo e lana denominate Marwoolous, che ho realizzato con il designer Marco Guazzini, un altro viaggio, sempre in ricerca, in cammino con un gruppo di amici e musicisti con i quali collaboro da molti anni in sintonia perfetta».
Di strada insomma Thiele ne ha fatta rispetto a quando, giovanissima, nel 2015 si è esibita nel carcere di Brescia. «Un live prima dei social, quindi nessuno me parla mai, lei è la prima. Suonavo in strada e la direttrice del carcere mi notò proponendomi il progetto che è stato forte di emozioni».
E tra 10 anni dove si immagina? «Nei teatri italiani e europei magari al Vittoriale di Gardone Riviera, un posto che ho nel cuore». Infine un richiamo alle sue parole sigillo. «Ne ho due: Wooh, la mia espressione di gioia, e passo. Il mio senza fretta in ricerca».
joan thiele 2
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joan thiele terza serata sanremo 2025 foto lapresse
elodie e joan thiele alla mostra del cinema di venezia 1
carlo conti joan thiele terza serata sanremo 2025 foto lapresse
joan thiele
joan thiele e frah quintale
joan thiele
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