BALLANDI CON LE STELLE - “DOPO 6 ANNI DI MALATTIA E 60 CHEMIOTERAPIE” IL RITORNO DEL RE DEI PRODUTTORE TV BIBI BALLANDI - IL ‘BABBO’ DEI VIP (CHE HA CONVINTO FIORELLO A TORNARE IN TV E PROGETTA UN PROGRAMMA CON LA CARRÀ) SMONTA LO STAR-SYSTEM DEI FIGLI DI: “NON SA QUANTI POTENTI MI MANDANO I FIGLI” - “LELE MORA? HA UN INTUITO PAZZESCO, LA PROVA È CHE MOLTI TALENTI LI HA SCOPERTI LUI, SABRINA FERILLI E SIMONA VENTURA SU TUTTE”…

Annalia Venezia per "Panorama"

È venerdì 1° luglio 2005, sto andando al concerto di Fiorello a Macerata, sono quasi all'altezza di Loreto, inizio a vedere la basilica. Squilla il cellulare, è l'oncologo Ermanno Leo e mi dice che lunedì mattina devo essere a Milano per operarmi al colon retto, ho un tumore. Mi sembra impossibile, mi metto a piangere. Dico al mio collaboratore Claudio di uscire a Loreto. Entro piangendo dentro la basilica, c'è una statua di Padre Pio, mi accoglie e prego. Il lunedì affronto 14 ore di operazione, avevo sette linfonodi, non sarei arrivato a Natale se non avessi fatto la colonscopia. Mia madre, che oggi non c'è più, aveva insistito. Gli angeli custodi esistono, ha ragione il Papa».

Inizia a parlare senza fermarsi il produttore di spettacoli Bibi Ballandi, bolognese, classe 1946, il più grande in Italia, unico nel suo genere, da cinquant'anni protagonista dello spettacolo dietro le quinte.

Basta fare i nomi di Celentano, Fiorello, Gianni Morandi, Panariello, Renato Zero, gli artisti che senza di lui non muovono un passo in tv. Dal 1979 lavora per la Rai, da 9 anni è in esclusiva (contratto che rinnova ogni 3 anni, il prossimo scade l'anno prossimo). Odia le polemiche, non rilascia interviste (l'ultima risale a 6 anni fa), non parla mai di soldi, ha una squadra solida di collaboratori che è una famiglia. Parla bene di tutti e se qualcuno lo ha tradito si capisce solo dallo sguardo, non dalle parole.

Ripete spesso di non avere figli, come fosse tra i più grandi rimpianti della sua vita. Dice che i suoi figli sono gli artisti, Fiorello su tutti, e quando lo chiama Ballandi interrompe qualsiasi cosa stia facendo. E c'è Lella, la moglie consigliera, che conosce da quando aveva 20 anni e faceva l'estetista.

La chiama «stella», come fossero appena fidanzati, parla al plurale quando racconta di sé, si preoccupa dell'organizzazione dei suoi brevi viaggi tra Roma e Bologna. Con lei ha vissuto un passo dopo l'altro la malattia.

Com'è finita?
Dopo 6 anni di malattia ne sono uscito. Dopo 60 chemioterapie, seguito da Antonio Maestri di Bologna, il tumore si è ripresentato nel 2008 al fegato. E lì altro angelo custode, il professor Elio Jovine. Non ho perso la forza, ho sempre lavorato e pregato. Sapevo che il Signore mi avrebbe aiutato. L'ultimo intervento me l'ha fatto il professor Maurizio Boaron e oggi sono fuori pericolo. Tanti muoiono perché dopo il primo intervento non fanno più controlli e la malattia li tradisce. La prevenzione è importante, fare tac, pet, ecografie serve.

Mi perdoni, ma io volevo parlare di tv.
Nella vita ci sono questioni più importanti. Qualche giorno fa mi sono svegliato di notte e ho pensato al mio amico Vasco Rossi. Mi ero ripromesso di chiamarlo e andarlo a trovare il giorno dopo e la coincidenza vuole che alle 8 del mattino mi squilla il telefono: era lui.

E che cosa vi siete detti?
Che per guarire ci vogliono pazienza e costanza. Poi ci vuole la purezza nella mente, nelle azioni e nelle intenzioni. E la modestia. La modestia è lo specchio dell'anima. Tutti gli artisti che lavorano con me hanno stili di vita tranquilli: volare bassi per schivare i sassi, dico sempre. La sofferenza la vivono tutti, c'è chi la tiene nascosta e chi la mostra. Ognuno reagisce a suo modo. «Scapperei lontano se avessi un tumore» mi dice Vasco. Grazie a Dio non ha un tumore.

Come faccio adesso a parlare di tv, spettacoli e lustrini?
Chieda e le sarà risposto. Che cosa pensa delle polemiche sul programma di Fiorello in Rai? Molti contestano la squadra di autori esterni in tempi di ristrettezze economiche. Fiorello lavorava in Mediaset 10 anni fa. Giampiero Solari e io lo abbiamo convinto a lavorare con noi, gli abbiamo creato intorno una squadra vincente e si sono visti i risultati. Dopo 4 anni lo abbiamo persuaso a tornare in tv, ma lui lo fa solo con la sua squadra. È come se a Fernando Alonso togliessero la macchina, è come se a Jorge Lorenzo togliessero la Yamaha.

Oggi in Rai sembra più importante il fattore economico del fattore creativo.
Ma io sono io. Amo talmente quell'azienda lì...

I manager sono cambiati?
Sono cambiati i tempi. Contenere i costi non è una penalizzazione. Prima c'erano i negozi sotto casa, il salumiere, il panificio, il fruttivendolo. Oggi ci sono i grandi magazzini: stessi soldi, più offerte. Vale lo stesso per la Rai, che prima aveva tre reti e oggi con le stesse finanze deve far lavorare 15 canali.

Com'è il direttore generale Lorenza Lei?
Dal primo giorno che è stata assunta in Rai ha mirato a diventare direttore generale. Meno male che è arrivata, conosce l'azienda da 20 anni. Ha determinazione, pazienza e costanza. Le virtù dei cattolici.

La7 ha davvero saccheggiato la Rai?
È come se in via Monte Napoleone aprissero nuovi negozi, chiunque può scegliere dove comprare. Lo stesso vale per i conduttori. Piuttosto che criticare, bisogna fare e capire cosa stia succedendo. È una fase, c'è un po' di disorientamento, ma passerà. Tutti i canali generalisti stanno perdendo.

Oggi conta di più il format di un programma o il conduttore?
Format e conduttore insieme. E la squadra degli autori.

Qual è il suo format più amato?
Ballando con le stelle, che funziona perché Milly Carlucci rappresenta quel programma e ha una squadra consolidata alle spalle. Ti lascio una canzone funziona perché Antonella Clerici è una mamma gioiosa. Non saprei vedere altri artisti per quei format.

Il produttore è importante quando c'è un conduttore forte?
È un matrimonio, ci si sceglie.

Fiorello tornerà a «Sanremo»?
No. Fiorello lo dice sempre: «Io non sono un conduttore, io sono un intrattenitore. Se salgo sul palco comincio a cantare io, parlare io, suonare io, e oscuro i cantanti».

Fiorello si è spaventato dell'esperienza negativa di Giorgio Panariello?
No, lui è convinto che all'Ariston ci vogliano i Bonolis e i Morandi.

Qualcuno l'ha deluso tra i suoi «figli»?
No, mai. Panariello, che dopo 10 anni con me oggi lavora con la Friends & partners e farà un programma su Canale 5, è un figlio più di prima. Poco fa mi ha chiamato per andare a cena stasera.

E Vittorio Sgarbi? Il suo programma è stato chiuso dopo una puntata.
Sgarbi non si è preparato, non ha partecipato alle riunioni. Se per un mese avesse dedicato 2 ore al giorno al programma, sarebbe stato un successo. Ha un'intelligenza straordinaria, è un grande affabulatore, ma non ha capito che la tv è impegno. Gli dicevo: ricordati che Roberto Saviano e Fabio Fazio per 8 mesi sono stati chiusi in una stanza a lavorare. Peccato, poteva colmare il vuoto che si era creato nello spazio di Annozero di Michele Santoro.

E Raffaella Carrà? Anche con lei aveva un progetto.
Raffa sarebbe anche ambita dai pubblicitari... Ci lavorerei, ma non ho ancora capito cosa voglia fare. Meglio andare avanti.

Con chi farà un nuovo show in Rai?
Vorrei fare quattro puntate con Jovanotti su Rai 1, appena lui potrà. Parla, trascina, canta. Prende tre generazioni insieme: nipoti, nonni e genitori. Sono andato a vederlo a Riccione il 14 agosto e sono impazzito, conosco tutte le sue canzoni.

Qual è il programma più innovativo?
Masterchef su Cielo. Faccio i complimenti a Giorgio Gori che lo produce.

Chi sono i talenti emergenti?
Geppi Cucciari e Victoria Cabello.

Entrambe seguite da Beppe Caschetto. È meglio lui o il collega Lucio Presta?
Caschetto è nato con me a fine anni Novanta. Era un impiegato della Regione Emilia-Romagna ed era stato delegato a rappresentare l'assessore a Stasera mi butto, una trasmissione che facevo a Rimini per la Rai. Aveva intuito e gli ho detto: tu fai e io ti aiuto. Gli ho segnalato Alessia Marcuzzi, e non solo lei.

E lei con chi lavora meglio?
Caschetto ha il cervello da sindacalista. Lui pensa: «Io rappresento l'operaio-conduttore e tu il broadcaster, sei l'azienda». Presta lo preferisco perché è più di pancia, è un vero calabrese, è verace.

Però non produce molti spettacoli con Presta.
Io lavoro con big che non hanno agenti. Per il produttore è meglio non avere agenti con cui avere a che fare? Io sono un babbo per gli artisti.

Vuole dire che nessuno tra gli agenti le ha mai fatto un torto?
Intanto sono cattolico. Quando ricevo uno schiaffo, porgo davvero l'altra guancia. Poi, con quello che ho passato, che m'importa?

Ha un sogno professionale?
Che un giorno Mina, grazie allo Spirito Santo, si alzi e dica: «Ora chiamo Bibi e facciamo uno show importante».

Ha ragione Aldo Grasso a dire che i programmi della prima serata durano troppo?
Ha ragione, dovrebbero finire al massimo a mezzanotte, il pubblico va a letto.

Si riferisce a «C'è posta per te», che ha battuto «Ti lascio una canzone» proprio grazie al pubblico che rimane più sveglio?
Sì. Con Maria De Filippi c'è stima reciproca. Prima dell'estate mi ha chiamato per produrre lo show di una finalista di Amici. Anzi, le devo telefonare.

Una volta ha detto che il male delle famiglie è avere una figlia che vuole fare la velina: si schiera con Antonio Ricci o con Gad Lerner che ha fatto una campagna contro?
Non ho detto questo. Penso che la rogna di una famiglia sia avere un figlio che vuole per forza fare la televisione. Non sa quanti potenti mi mandano i figli e io rispondo sempre la stessa cosa: «Intanto laureati, impara minimo tre lingue, va' a scuola di ballo, di recitazione e dizione». Prendete esempio da Michelle Hunziker e Paola Cortellesi: le più complete.

E di Lele Mora che cosa pensa?
Che ha un intuito pazzesco, la prova è che molti talenti li ha scoperti lui, Sabrina Ferilli e Simona Ventura su tutte. In tv come nella vita da soli non si vince, la squadra è tutto.

 

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