LA ROMA DEI GIUSTI - GRANDI APPLAUSI PER "AS THE GODS. WILL", UNO DEI FILM PIU' BIZZARRI E RIUSCITI DI TAKASHI MIIKE - NOTEVOLE, PER RITMO E REGIA SOPRATTUTTO, "TRASH" DELL'INGLESE STEPHEN DALDRY

Takashi Miike Takashi Miike

Marco Giusti per Dagospia

 

Dal Festival di Roma. Grandi applausi sentiti da parte dei fan di Takashi Miike salutano quello che e' uno dei suoi film piu' bizzarri e riusciti, "As The Gods. Will". Non sempre si riesce a intercettare il film di Miike buono. Ne fa troppi e non tutti funzionano. In questo caso ritorna nelle scuole superiori che aveva lasciato qualche anno fa in preda a un'opera violentissima e piena di sangue, mostrata proprio il primo anno dell'era Muller, che ci lascio' tutti un po' perplessi.

 

Non che in questo film non ci siano decine di studenti uccisi con teste che saltano e sangue che schizza, ma e' tutto piu' giocoso e piu' da videogame, e non a caso il film e' ispirato a un manga molto popolare, "Kamisama no Iu Touri" del 2011. Il sangue si trasforma qui in palline rosse sparse ovunque e il tono e' quasi sempre altamente ironico.

 

E' Miike che si diverte col suo pubblico con una serie di trappole bizzarre e si ride alla sua intelligenza registica, non al suo repertorio splatter. Di punto in bianco nelle scuole superiori giapponesi, in ogni classe, appare un mostro giocattolo, il Daruma, con un timer, un pulsante e la scritta "se vuoi che finisca il gioco premi qui".

takashi miiketakashi miikeTakashi+MiikeTakashi+Miike

 

Il terribile Daruma, una zucca con la faccia e occhi strabuzzanti, fulmina i ragazzi che si muovono uno dopo l'altro. Si salvera' solo uno, Shun Takahata, interpetato da Sota Fukushi, che abbiamo sentito lamentarsi della noia che prova a scuola nelle scene iniziali. Di certo non si annoiera' piu'.

 

Con gli altri vincitori delle classi vicine, si ritrovera' in palestra vestito da topo in un secondo gioco micidiale. Evitare che un gigantesco gatto giocattolo, il Makane, li tratti come topi, appunto, divorandoli. Il gioco proseguira' su un cubo bianco che vola sul cielo di Tokyo, dove i ragazzi rimasti affronteranno altre prove, una specie di nascondino con quattro bambole di legno Kokeshi, ad esempio, un gioco della verita' con un orso bianco, delle matrioske.

 

I vincitori saranno proclamati "figli di Dio" mentre le immagini delle loro prove vengono mostrate in tv sul modello "Hunger Games". Film maggiore di Miike, costruito da una serie di continue trovate, scritto benissimo, magari e' solo un po' meccanico nella seconda parte, ma non perde mai ne' l'ironia ne' la forza del racconto. Improbabile che arrivi da noi.

as the gods willas the gods will

 

Uscira' invece a fine novembre il notevole, per ritmo e regia soprattutto, "Trash" diretto a Rio de Janerio dall'inglese Stephen Daldry, sceneggiato da Richard Curtis e tratto dal libro di Andy Mulligan, presentato nella sezione “Alice in città”. Siamo dalle parti dei film violenti brasiliani sul degrado urbano, la corruzione politica e la violenza poliziesca.

 

Tre bambini che vivono in una favela costruita su palafitte con quel che trovano dalla spazzatura della citta', cioe' Rafael, interpetato da Rickson Tevez, Gardo, interpetato da Luis Eduardo, e Rato, cioe' Gabriel Weinstein, entrano casualmente in possesso di un portafoglio gettato nella spazzatura dal segretario di un potente e corrotto politico candidato a sindaco di Rio.

as the gods will   as the gods will

 

Il segretario, che e' in realta' un attivista politico e che ha trafugato e nascosto un diario che testimonia tutte le losche attivita' del candidati, e' stato ucciso brutalmente dalla polizia. Ovvio che la polizia sia ora alla ricerca del portafoglio che potrebbe nascondere la chiave per il ritrovamento del libro.

 

I tre ragazzi, una volta scoperta la storia, con l'aiuto di un prete americano, Martin Sheen, e della sua aiutante Olivia, la bella Rooney Mara, decideranno di andare fino in onda nella loro ricerca della verita'.

 

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Si deve fare "perche' e' giusto". Anche con qualche moralismo di troppo, e con un modello un po' da international style applicato alle favelas brasiliane e ai suoi abitanti, il film ha grande ritmo e bella impaginazione. Gli attori bambini sono eccezionali e Rooney Mara candida quanto basta. Grandi applausi in sala.

 

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