sabrina ferilli

“IL POLITICALLY CORRECT? NON DIFENDE NESSUNO, È UNA MODA, E QUINDI FINIRÀ, COME TUTTE LE ALTRE” – SABRINA FERILLI, CHE RECITA NEL NUOVO FILM DI MAINETTI “LA CITTA’ PROIBITA”, APRE LE VALVOLE: "INVECCHIARE NON MI PIACE, MI SOGNO ETERNA QUARANTENNE" - "ROMA? NON ANDREI MAI VIA DA QUESTA CITTÀ, NEMMENO SE TORNASSE NERONE E DECIDESSE DI INCENDIARLA UN'ALTRA VOLTA” – IL RUOLO CHE LE PIACEREBBE INTERPRETARE. E SUL KUNG FU DICE CHE…

 

Fulvia Caprara per la Stampa - Estratti

 

sabrina ferilli

Con Sabrina Ferilli non ci si sbaglia mai. Si vede subito se una cosa le piace oppure no, se ha voglia di parlare o di ridere, se fa sul serio o sta giocando: «La curiosità è la mia vera forza, la spinta che mi ispira, che fa accendere la lampadina, che mi fa decidere di fare o meno una cosa». Stavolta, con Gabriele Mainetti che l'ha voluta nel suo nuovo film La città proibita, c'è stata intesa immediata. «Aho'» è stato l'incipit della telefonata, «Ce sto» la formula scarna con cui l'attrice si è lanciata nel progetto, tornando dopo tanta tv ancora una volta al cinema, che, forse, non le ha ancora dato tutto quello che merita.

 

È così?

«I ritorni sul grande schermo sono legati ai personaggi, quando sono scritti bene, un attore è in grado di comprenderli al meglio, in ogni dettaglio, e questo non accade spesso, anzi molto di rado. Insomma, l'attenzione non è sempre la stessa e, anche se fai cinema, non ottieni ogni volta gli stessi risultati. In questo caso non ho avuto dubbi, Mainetti ha creato un universo in cui i protagonisti si muovono con una loro forza, dovuta proprio al modo con cui sono stati creati».

 

Nella "Città proibita" è una madre molto italiana. Si è trovata a suo agio?

SABRINA FERILLI

«Il rapporto tra madre e figlio è ancestrale. Le mamme italiane, poi, sanno esserlo in un modo particolare. Per me essere madre è qualcosa che esula dal partorire, molte volte mi è capitato di considerare ragazzi come se fossero miei figli, anche se non li conoscevo. Mi è successo anche stavolta, sul set, non saprei dire perché, ma della mia interpretazione fa parte anche questa sensazione».

 

L'altra madre del film è Roma: il suo legame con la capitale è sempre stato granitico. È ancora così?

«Non andrei mai via da Roma, per nessuna ragione, nemmeno se tornasse Nerone e decidesse di incendiarla un'altra volta».

 

Le piace anche la nuova Roma, quella multietnica, di cui parla "La città proibita"?

«Si, è una Roma piena di umanità e di colori diversi, una Roma moderna, un pianeta a se stante, che non potrà mai perdere il suo fascino. In questo film non è raccontata in modo retorico, ma esattamente com'è, unica, ma anche con caratteristiche che potrebbero farla somigliare a tante altri capitali del mondo contemporaneo, come Berlino o Parigi»

SABRINA FERILLI

 

 

Qualche mese fa parlava dei suoi 60 anni, dicendo, un po' per scherzo, un po' sul serio, che "invecchiare è un'ingiuria". In che senso?

«Non si fa. Invecchiare non piace a nessuno. Si dovrebbe morire anche cinque, sei anni prima di quelli previsti, avendo ancora, però, il corpo di quando si aveva 30 o 40 anni al massimo».

 

(...)

 

Si parla tanto di politically correct, lei ha sempre dato l'idea di dire quello che pensa. Come giudica questa tendenza?

«Non mi piace per niente, non difende nessuno, non penso che serva in alcun modo. Credo che sia soprattutto una moda, e quindi finirà, come tutte le altre».

 

La protagonista del film di Mainetti, Mei (Yaxu Liu), è un asso del kung fu. In questa storia le donne sono ancora una volta delle guerriere. Le piacerebbe spingersi oltre, anche in questo campo?

SABRINA FERILLI

«Sono senza dubbio combattiva ma in effetti l'arte marziale mi manca, librarmi nello spazio e dare colpi a destra e a manca… Se il film dovesse avere un seguito mi piacerebbe fare anche io mosse di karate, pensi un po' se la gente mi vedesse in un ruolo del genere, la Ferilli che fa kung fu, sono sicura che una certa curiosità di vedermi verrebbe a tutti».

 

Il famoso sogno nel cassetto. Lei ce l'ha?

«Certo, come no…. Vorrei interpretare ancora più di frequente donne protagoniste del proprio destino, dotate di una certa complessità. Ho sempre desiderato fare una figura come Anna Karenina, ma non ci sono riuscita».

 

Che cosa, a questo punto della carriera, non le piace assolutamente fare?

«Mi fa fatica ripetermi, quello è veramente un peso, cerco sempre di evitarlo».

sabrina ferilli 1SABRINA FERILLIsabrina ferilli giovanni malago foto mezzelani gmt84sabrina ferilli in alberta ferretti con gioielli pasquale brunisabrina ferilli foto porcarellisabrina ferilli in barcasabrina ferilli in barcasabrina ferilli SABRINA FERILLI

 

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