1- CONDANNE PER CALCIOPOLI: DIEGO LAQUALUNQUE CONDANNATO A UN ANNO E TRE MESI E GIORNALONI STITICI (QUANDO LA CACCA GIUDIZIARIA ESCE A PALLINI PICCINI PICCINI) 2- IL CORRIERE DI DON FLEBUCCIO DE BORTOLI NASCONDE IL NOME DEL SUO AZIONISTA DIEGO DELLA VALLE DAL TITOLO DELLA PRIMA PAGINA. “IL FATTO”, CHE INVECE LO ANNOVERA SOLO TRA I VISITATORI MOLESTI, FA LO STESSO. “LIBERO” E “IL GIORNALE”? ANCHE LORO NASCONDONOLO SCARPARO CONDANNATO. ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ INVECE NO (ASPETTANDO CHE SANTORO INVITI DI NUOVO IL GRANDE MORALISTA A “SERVIZIO PUBBLICO”) 3- E QUESTA MATTINA, ‘’PRIMA PAGINA’’ DEL TG5 HA SCARAVENTATO TUTTO SU MOGGI E SI È SCORDATO DEL FILANTROPO DI CASETTE D’ETE CONDANNATO 4- CHI TOCCA FINMECCANICA MUORE: “TREMONTI È GAY, MILANESE RUBA E CATTANEO CI VUOLE FREGARE LA POLTRONA”. INTANTO ESPLODE LA GUERRA TRA GUARGUAGLINI E ORSI

A cura di Minimo Riserbo e Pippo il Patriota (Special Guests: Dj Reg e Sbd)

1 - CHI TOCCA FINMECCANICA MUORE: "TREMONTI E' GAY, MILANESE RUBA E CATTANEO CI VUOLE FREGARE LA POLTRONA"...
La notizia è nelle pagine economiche della Stampa: "Finmeccanica in cda Orsi sfida Guarguaglini: L'ad chiederà domani chiarimenti su 500 milioni di fondi" (Roberto Giovannini a pagina 29). Il marito della signora Grossi "cercherà di resistere grazie ai rappresentanti di Tesoro e Difesa". E in vista della battaglia tra il leghista Orsi e il lettian-dalemian-degennariano Guarguaglione, qualcuno sgancia due bombe a mezzo Corriere e Repubblica. Eccole.

"I vertici Finmeccanica e l'ordine al telefono: difendersi da Tremonti. I timori che il ministro ispirasse le inchieste. Così Guarguaglini e Borgogni cercavano "protezione contro in nemici". Fiorenza Sarzanini racconta, attraverso le carte del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, la battaglia che infuriava attorno a Finmeccanica.

L'azionista Tremonti, dopo la vergogna di quella società che Finmeccanica aveva con la banda del camerata Gennarino Mockbel, chiese a Guarguaglione l'elenco di tutte le joint venture, anche le più piccine. Sospettato di voler portare Flavio Cattaneo da Terna a piazzale Montegrappa, Giulietto Tremendino viene messo nel mirino. Le intercettazioni in mano a Capaldo dicono che gli uomini del boss di Finmeccanica sono in grado di "prevedere" guai grossi sulla barca di Milanese, sull'affitto di casa Tremonti e, addirittura, di speculare su un'asserita frociaggine di "Povca tvoia, tvoia povca", come direbbe Guzzantino.

Repubblica non è da meno. "Tremonti è contro Finmeccanica, la pagherà". Chiusa l'inchiesta sui fondi neri Digint. Nelle intercettazioni le minacce di Borgogni & C. al ministro" (p. 23). Lorenzo Borgogni, al pari di Lorenzo Cola ex potente tuttofare di Guarguaglino Guarguaglione: "Questi hanno giocato troppo sporco. Questi sono traditori della patria. Sono mascalzoni. Bisogna fargliela pagare. Chi sono? Il professor Tremonti con tutti i suoi scagnozzi: Milanese, La Russa, Paolo Berlusconi".

2 - CAVALIER POMPETTA, ALZA LA TAVOLETTA...
"I tabulati!". E Silvio contò i "traditori". Ogni volta che qualcuno lo lasciava ripeteva: "Capitò anche a Gesù". Gli strali sugli ingrati: li avevo fatti sindaco, coordinatore, assessore". Gian Antonio Stella racconta da par suo la disfatta del Cavalier Pompetta, che naturalmente non vede eredi: "Se fra voi ci fosse un Croce, un De Gasperi, me ne andrei. Ma non li vedo. Non vedo neanche un Van Basten" (Corriere, p.6).

Sul Cetriolo Quotidiano, Marco Travaglio racconta "Gli ultimi giorni di Pompetta": "Lo spettacolo degli ultimi giorni è un bignamino di questi 17 anni di "rivoluzione liberale". Lui, tanto per cambiare, si fa i cazzi suoi. Incontra i figli e Confalonieri per sistemare quanto ha di più caro al mondo: le aziende e il portafogli. Poi vede Ghedini per parlare di processi. Poi, nottetempo, riceve un paio di governi in vista del "governo di scopo". Intanto, tutt'intorno a lui, politici e giornalisti, alte e basse cariche dello Stato fanno finta di non vedere, e scrivono e parlano e consultano come se la questione fosse politica".

"E' braccio di ferro sul calendario, corsa contro il tempo sulla legge di stabilità. Opposizione pronta ad accelerare come ad agosto. Ma del maxi-emendamento del governo al Senato ufficialmente non c'è ancora traccia" (Repubblica, p. 4). Il rischio è che vada a finire come un anno fa, quando il Panama Napolitaner si addormentò sulla mozione di sfiducia e consentì al CaiNano di comprarsi tutti gli scilipoti necessari.

Senza attaccare il Quirinale lo dice chiaramente il trattore Di Pietro a Silvio Buzzanca: "Ci sarà il mercato della vacche, Berlusconi tenterà di fare come il 14 dicembre" (Repubblica, p. 11). L'importante è fare ammuina, anche sul maxiemendamento chiestoci da Bruxelles. Lo spiega bene Alessandro Barbera: "Il governo si adegua ma nessun intervento choc. Nell'emendamento alla legge di Stabilità i sette punti di Rehn" (Stampa, p. 15).

3 - PUGNALATORI, PUGNALATRICI, PUGNETTE...
L'uomo che secerneva Lodi come un pistola spara-supposte sogna di ascendere al trono. A memoria di anarchico, sarebbe il primo cameriere che diventa Sire. "Alfano punta alla successione, ma il Pdl rischia il terremoto. Dissidenti e Pisanu per nuovo premier. Dubbi dagli ex An" (Repubblica, p. 7).

Prima pagina della Stampa de-anselmizzata: "A tarda sera ti aspetteresti di trovare un uomo abbattuto e depresso, invece la voce è squillante, ma le parole sono chiare e inequivocabili (...) Il passo indietro, nelle parole del Cavaliere, è totale e definitivo (...) Mariopio Calabresi chiude il cerchio attorno a Papi Silvio: dallo scoop del tumore alla prostata alla fine del Patto della Prostata. Pezzo tutto da leggere, pieno di avvisi ai navigati. Troppo divertente anche la parte finale su Giulietto Tremendino (p.5).

4 - SU IL CAPPUCCIO!
"Senato, cresce la fronda. In tanti con Pisanu per un nuovo esecutivo. Contatti per evitare le elezioni anticipate" sul Corriere delle Elite corrucciate (p. 11). E anche Sciaboletta Scajola "dice no al voto" (Corriere, p. 9). "Risanare subito". Così partì l'esecutivo Dini" (Corriere, p. 13). Quella volta perfino i clerico-massoni che stavano in Vaticano dissero, contemplando la lista dei ministri, "'Azz quanti cappuccetti!".

5 - C'E' VITA SUL PIDDI'...
"Bersani: "Ora subito un altro governo". Il leader Pd. "Ma deve avere una maggioranza di 500 deputati" . Sulla Stampa (p. 8), Carlo Bertini scrive che "il primo esito di quello che il Pd ritiene un risultato di portata storica, è il congelamento della mozione di sfiducia delle opposizioni". Bravi pirla.

POTERI MARCI IN MANOVRA...
Airone Passera: "Intesa continuerà a comprare i titoli italiani" (Repubblica, p. 30). In realtà voleva dire: "Siamo con chiunque si aggiudichi Palazzo Chigi". Poi passa Vittorio Malagutti del Cetriolo Quotidiano e fa i conti in tasca la passerismo senza limitismo: "La crisi greca costa a Intesa 593 milioni di euro" (p. 5). E quella italiana quanto costerà?

6 - SCARPARO CONDANNATO E GIORNALI STITICI (QUANDO LA CACCA GIUDIZIARIA ESCE A PALLINI PICCINI PICCINI) ...
Condanne per Calciopoli. Il Corriere di don Flebuccio de Bortoli nasconde il nome del suo azionista Diego Della Valle dal titolo della prima pagina. Il Cetriolo Quotidiano, che invece lo annovera solo tra i visitatori molesti, fa lo stesso. Libero e Giornale? Anche loro nascondono. Repubblica e Stampa invece no.

E questa mattina, Prima pagina del Tg5 si è scordato del filantropo di Casette d'Ete condannato

8 - IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE...
"La Tobin tax non decolla, Europa divisa. Italia e Gran Bretagna: fughe di capitali se la introduce solo la Ue. Il commissario europeo: in tutto il mondo gli indignati chiedono che la finanza paghi" (Repubblica, p. 28). Per la cronaca, la Tobin era il principale obiettivo di propaganda dell'inutile G20 di Sarkò (a parte mettere nell'angolo lo Psiconano).

9 - L'ULTIMO METRO' E QUELLO DOVE NON TI VORRO'...
"Rio, i ricchi contro il metrò. "Porta i poveri a Ipanema" (Repubblica, p. 21). Ma come, le grandi opere non ce le chiede la globalizzazione? Ah, ma solo per la libera circolazioni delle merci per Lorsignori (tipo avere l'acqua Sanpellegrino a Mosca)? Ma allora ditelo. Da "Padroni a casa nostra" a "Poveri a casa loro".

 

Giuseppe Orsi MARINA GROSSI E PIER FRANCESCO GUARGUAGLINI giancarlo-capaldoGuarguaglini e Lorenzo BorgogniFLAVIO CATTANEO TREMONTI E MILANESE LARUSSAPAOLO BERLUSCONI BERLUSCONIScajola nervoso ANGELINO ALFANO PIERLUIGI BERSANI

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…