SCHWAZER IN CONFERENZA STAMPA HA UN SOLO PENSIERO: TUTELARE LA SUA RAGAZZA, CAROLINA KOSTNER - “LE AVEVO DETTO CHE LE MEDICINE NEL FRIGO ERANO VITAMINA B12. ASPETTAVO CHE CAROLINA ANDASSE ALL'ALLENAMENTO PER FARMI L'INIEZIONE IN VENA” - C’E’ DA CAPIRLO: LA KOSTNER RISCHIEREBBE GROSSO SE SI SCOPRISSE CHE SAPEVA DELL’EPO - ALEX ERA GIA’ COTTO: “NON AMO IL MIO SPORT, NON HO PIACERE AD ALLENARMI 35 ORE A SETTIMANA…”

La Stampa.it

«Nessuno sapeva che mi dopavo. Ho preso questa decisione da solo ed io ho deciso di non dirlo a nessuno, nemmeno alla mia fidanzata, semplicemente perche' non volevo mettere nei guai nessuno». Alex Schwazer scuote la testa e scoppia in lacrime, a tratti singhiozzando, di fronte alla platea di giornalisti giunti a Bolzano per assistere alla prima conferenza stampa dell'ormai ex marciatore azzurro dopo l'esclusione dai Giochi olimpici di Londra.


«Ho fatto un grande errore - dice l'atleta -. E l'ho fatto tutto da solo: sono andato in Turchia, ad Anatolia, dove con 1.500 euro in farmacia si può comprare l'Epo senza troppi problemi. Non chiedo riduzioni di pena, il doping per me merita la squalifica a vita».
«Quest'anno io volevo a tutti i costi vincere a tutte e due le distanze. Sulla 50 km - prosegue - sono convinto che avrei vinto anche senza doping, ma volevo conquistare anche la 20 km, dove però nel finale sono necessarie caretteristiche fisiche, come la velocita', che a me mancano. Per questo mi sono dopato».

Le parole più sentite sono rivolte alla fidanzata Carolina Kostner: «La cosa più difficile è stato mentirle. Lei non sapeva niente. Aspettavo che andasse all'allenamento per chiudermi in bagno e farmi l'iniezione. E' stato terribile. Io le avevo detto che le medicine nel frigo erano vitamina B12. Aspettavo che Carolina andasse all'allenamento per farmi l'iniezione in vena. E vi assicuro che non ce la facevo più». «Devo dire che queste tre settimane sono state quelle più difficili della mia vita, perché si dice sempre che con il doping si va più forte, ma per me è stata una mazzata, perché ho dovuto dire bugie. Alzandomi alle 2, alle 3, perché sapevo che dalle 6 in poi sarebbe potuto arrivare un controllo antidoping».

Il marciatore ha raccontato di aver «iniziato con l'Epo subito dopo il controllo doping del 13 di luglio. Il 29 luglio ho fatto l'ultima iniezione lo ricordo anche perché era il compleanno di mia madre. Sono tornato a casa per prendere un documento necessario per le Olimpiadi». Ma poi, a sorpresa, è arrivato il controllo: «Il 30 hanno suonato alla porta e io ero certo che fosse il controllo antidoping. Potevo dire a mia madre di non rispondere o di dire che io non ero in casa. Sarebbe stato un controllo mancato e non sarebbe successo niente visto che se ne possono saltare due all'anno - ha spiegato -. Ma non avevo più la forza di mentire. E volevo solo che tutto questo finisse».

Riguardo al dottor Michele Ferrari, Alex ha inoltre precisato di averlo «contatto nel 2009 per avere da lui consigli tecnici, nient'altro. L'ho incontrato in tutta la mia vita 5 o 6 volte. Mi ha dato dei consigli e mi ha fatto delle tabelle di allenamento. Non ho mai preso niente da Ferrari. Io ero pulito e le medaglie sono tutte pulite. I test lo dimostrano perché i valori non mentono: quando ho vinto l'oro avevo valori ematici di un anemico. Ferrari non l'ho sentito più dal 2011 da quando ho scoperto il casino con i ciclisti», ha chiarito infine l'atleta.

Che ha anche ammesso senza indugi di non amare il proprio sport: «Non mi è mai piaciuto essere osannato per una singola prestazione. Io ho parlato molte volte con Carolina (Kostner, ndr) e lei ama il suo sport, lei pattina perché le piace. Io invece marcio perché sono bravo ma non ho piacere ad allenarmi 35 ore a settimana. Quando pensavo che dovevo solo faticare per ore mi veniva la nausea». «Domani - ha poi concluso Schwazer - vado a Bologna a ridare la pistola e il tesserino. La mia carriera é stata questa anche grazie ai gruppi sportivi. Io mi allenavo tranquillamente. Facevo il mio lavoro. Ma lo stress é stato troppo. Quello che posso dire ai giovani: non vi dopate. Non ha alcun senso, la vita é tutt'altro».

 

 

schwazer kostner SCHWAZERALEX SCHWAZER CAROLINA KOSTNER ALEX SCHWAZER ALEX SCHWAZER SCHWAZER

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...