big fomo

DATE DA POSTARE AGLI ''AFFOMATI'' - SI CHIAMA “FOMO”, ACRONIMO DI “FEAR OF MISSING OUT”, ED E’ L’ANSIA DA PRESTAZIONE DA SOCIAL, OVVERO LA PAURA DI PERDERSI QUALCOSA - COME CONTRALTARE C’E’ LA COMPETIZIONE: TI POSTO LA FOTO DELLA SERATA PIU’ BELLA DELLA TUA

Fabio Sindici per “La Stampa

 

BONO E DI CAPRIO A SAINT TROPEZBONO E DI CAPRIO A SAINT TROPEZ

La location, tra i vigneti del Domaine Bertaud Belieu, con vista sul mare di Saint-Tropez, è puro charme. La compagnia, selezionata: da Bono a Cate Blanchett, da Edward Norton alla supermodella olandese Doutzen Kroes. L' occasione è la cena di gala con asta per sostenere la Leonardo Di Caprio Foundation.

 

Ovviamente c' è anche Di Caprio. In tanto glamour, una modella ucraina dalle gambe lunghissime tamburella impaziente con le dita sul telefonino. Chi riesce a sbirciare il display, inquadra un gruppo di giovani a bordo di uno yacht, sullo sfondo un isolotto roccioso che sembra Es Vedra, a largo di Ibiza. Lei sospira invidiosa. È proprio l' Isla Blanca, conferma.

BONO A SAINT TROPEZBONO A SAINT TROPEZ

 

«Friends of friends», amici di amici. La sua immagine delusa finirà su Instagram, su Twitter. Lei stessa, da parte sua, si metterà in posa per una serie di selfies. «Per fare un po' d' invidia a chi è rimasto a Parigi e a Milano».

 

Gli «affomati»

DOUTZEN KROESDOUTZEN KROES

Il Fomo corre sul filo. O meglio, sui bytes dei social network. Il termine è l' acronimo di «fear of missing out». La paura di perdersi qualcosa. O qualcuno. Il posto giusto, il momento migliore, il bell' incontro, la comitiva più cool.

 

Insomma: l' ansia di essere ubiqui. Risale, nel vocabolario di Internet, almeno al 2011, coniato da Caterina Fake, scrittrice e imprenditrice digitale (è cofondatrice di Flickr, un sito per la condivisione di fotografie). «Stavo scorrendo dei feeds su Twitter e, a distanza, ho colto una sensazione distinta di ansia sociale e Fomo - ha scritto -. E' ciò che succede in un tipico sabato sera, quando si deve prendere la decisione di cosa fare».

 

doutzen kroesdoutzen kroes

La sigla si è moltiplicata negli hashtag delle piattaforme social-digitali. Fino a tracimare definitivamente, quest' anno, dall' universo virtuale al mondo reale. Il Fomo è approdato in Borsa, per definire il timore dei traders di non avere abbastanza azioni in portafoglio quando il mercato è in rialzo.

 

Ha dato il nome a una serie di festival musicali, dalla California all' Australia, e a due film, una commedia e un horror. È scivolato con languore dal lettino dello psicanalista ai lettini sotto l' ombrellone. Con una pletora di corollari: dal folo (fear of living offline, la paura di vivere non connesso) al gomo (going out more often, l' impulso a uscire di più).

CATERINA FAKECATERINA FAKE

 

«E' sempre più difficile tracciare un confine tra il mondo reale e quello virtuale con l' espansione dei media sociali - spiega Antonella Mascio, docente di New Media all' Università di Bologna -. C' è chi non si rende più conto se è online o offline. Magari ha il telefonino scarico, ma il pensiero è al profilo Facebook. Il Fomo fa parte di una più generale ansia da prestazione digitale, che colpisce in particolare gli adolescenti. L' ha illustrata bene l' autrice americana Sherry Turkle nel suo libro Insieme ma soli (Codice)».

 

SHERRY TURKLE INSIEME MA SOLISHERRY TURKLE INSIEME MA SOLI

Se da un lato, i nuovi strumenti tecnologici allargano i contatti, azzerando - in apparenza - i famosi sei gradi di separazione, le differenze restano. La condivisione ha come contraltare la competizione. E strizza l' occhio all' invidia, eterno motore sociale.

 

Come spiegare altrimenti hashtag popolarissimi inviati sotto foto da ristoranti più o meno chic, quali: «You can' t sit with us» (non puoi sedere con noi). O ancora: «My friends are better than yours» (i miei amici sono migliori dei tuoi).

 

Precedenti illustri

Il Fomo ha precedenti illustri. Da Nanni Moretti che negli Anni 70 si chiedeva: «Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?». A Enzo Jannacci che cantava: «Vengo anch' io. No tu no».

alba parietti diretta facebookalba parietti diretta facebook

 

Se oggi Leo Di Caprio salta da un festival a una festa contagiato da una chiara febbre da Fomo, può consolarsi con le pagine di Marcel Proust sulla duchessa di Guermantes che volteggia con elegante determinazione tra gli scaloni dei ricevimenti del Faubourg Saint-Germain. Oggi l' ubiquità è più facile, con aerei e elicotteri, per chi può permetterseli.

 

«Ma il Fomo è trasversale, coglie la celebrità e la ragazzina, magari nei rispettivi ambiti», dice Mascio. I figli come i genitori, dato lo sbarco degli ultraquarantenni sulle piattaforme sociali. Ispirato da un post c' è chi cambia fila nella discoteca di riferimento. E chi ha cambiato all' ultimo momento la prenotazione per un viaggio.

zuckerbergzuckerberg

 

C' è l' adolescente in vacanza a Rimini che sogna Miami da un tablet. Ma anche l' it girl milanese che da una piscina a picco sul mare in Salento chiede, sperduta, al popolo dei followers: «Ma cosa si fa in Puglia?». L' ansia da ubiquità batte quella da terrorismo? Chissà. Il rischio probabile di fissarsi sulle vite degli altri è quello di finire a guardare la propria vita come se si fosse uno spettatore

 

 

 

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