ORA SI’ CHE TRUMP INIZIA A TREMARE... - SULLA GROENLANDIA LA LEADER ELLY SCHLEIN SCRIVE ALLA PREMIER DANESE E SOCIALISTA, METTE FREDERIKSEN: “L'INTEGRITÀ TERRITORIALE E LA SOVRANITÀ SONO PILASTRI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE” – IL PD INCALZA MELONI: “VOGLIAMO SAPERE QUAL È LA POSIZIONE DEL GOVERNO: È QUELLA DEL PPE, DI CUI FA PARTE TAJANI, A FAVORE DELLA SOSPENSIONE DELL'ACCORDO SUI DAZI? O DI FDI CHE LA GIUDICA UN ERRORE?” – IL M5S, UNICO PARTITO IN COMMISSIONE DIFESA A VOTARE CONTRO SETTE PROGRAMMI DI RIARMO DA 4 MILIARDI: “RISPARMIATECI LA FAVOLETTA DELLA MELONI ‘PONTIERA’. PALAZZO CHIGI È DIVENTATA LA DEPENDANCE DI TRUMP”
Giovanna Vitale per "la Repubblica" – Estratti
Non ci sono defezioni né distinguo nel sostegno del centrosinistra alla Danimarca aggredita dagli Usa, decisi a prendersi la Groenlandia. A differenza della maggioranza di governo, al cui interno fioccano titubanze e ambiguità figlie della difficoltà di Giorgia Meloni a smarcarsi da Donald Trump, le opposizioni si schierano compatte contro la campagna imperialista della Casa Bianca. Lo dicono chiaro i progressisti nell'aula della Camera.
Lo rivendica nero su bianco la segretaria del Pd nella lettera inviata a Mette Frederiksen, la premier danese e leader socialista, che nei consessi europei — a dispetto delle diverse appartenenze — era sembrata in sintonia con l'inquilina di Palazzo Chigi, specie sulla linea anti-migranti.
Le mire trumpiane sull'artico ristabiliscono i confini fra destra e sinistra, fra chi difende la libertà dei popoli ad autodeterminarsi e chi invece è disposto a barattarla per convenienza politica. «Le ripetute e continue minacce del presidente Usa contro la sovranità territoriale della Danimarca e il diritto all'autogoverno della Groenlandia sono totalmente incompatibili con i principi delle relazioni internazionali, il rispetto dello stato di diritto e anche con i più elementari standard della diplomazia»,
scrive Elly Schlein alla prima ministra scandinava. «L'integrità territoriale e la sovranità sono pilastri del diritto internazionale», ribadisce. «La loro tutela è essenziale non solo per l'Europa, ma per la comunità internazionale nel suo complesso, al fine di garantire la pace e la sicurezza globale». Pertanto, ribadisce, «a nome del Pd desidero esprimere la nostra piena solidarietà e inequivocabile sostegno al popolo e al governo della Groenlandia e della Danimarca», insieme a «tutte le forze progressiste in Italia e in Europa».
Per finire con un appello al Pse affinché si impegni a combattere la dottrina Monroe tornata di moda negli Stati Uniti: «Ora più che mai», conclude la segretaria dem, «l'Unione europea e i suoi Stati membri devono dimostrare la loro unità».
donald trump - conferenza stampa alla casa bianca
Contrattaccare, è il senso. Ciò che il centrodestra tricolore non può fare perché «vittima delle sue contraddizioni», segnala a Montecitorio Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd: «Tutte le forze politiche hanno il dovere di dire da che parte stanno», incalza. «Le opposizioni hanno una posizione univoca. Vogliamo sapere qual è quella del governo. È quella del Ppe, di cui fa parte Tajani, che è a favore della sospensione dell'accordo sui dazi? O di FdI che la giudica un errore?».
Un cortocircuito che fa male al Paese: «Ora che c'è un pezzo di Europa che vuole reagire, l'Italia invece di stare in prima linea frena e invita a chinare il capo: il contrario del patriottismo», graffia Provenzano. D'accordo con Chiara Appendino che per il M5S - unico partito in commissione Difesa a votare contro sette programmi di riarmo da 4 miliardi - attacca: «Meloni ha il dovere di dire cosa farà. E risparmiateci la favoletta della pontiera. È finita quando ha promesso lo zero a zero sui dazi e abbiamo visto un 15 a 0 per Trump. Palazzo Chigi è diventata la sua dependance».
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