"ULTIMO, L'UNDERDOG DI PROFESSIONE CHE COLTIVA UNA SPICCATA TENDENZA AL VITTIMISMO" - STEFANO CAPPELLINI ("REPUBBLICA") LE SUONA AL CANTANTE DI SAN BASILIO: "NON VIENE DA UNA FAMIGLIA DISAGIATA. IL PADRE INGEGNERE CIVILE, LA MAMMA IMPIEGATA, A OTTO ANNI GIA' STUDIAVA AL CONSERVATORIO DI SANTA CECILIA. NON C'È NIENTE DI MALE, ANZI, È UNA BELLA STORIA DI IMPEGNO E TALENTO, MA NON È FOTOGENICA COME IL MITO DELL'USCITA DALLA BANLIEUE" - "SE QUESTA APOLOGIA DEL RISCATTO VI FA VENIRE VOGLIA DI URLARE 'LA SINISTRA RIPARTA DA ULTIMO' SAPPIATE CHE CI HA GIÀ PENSATO BETTINI. NON HO MAI CAPITO COSA AVREBBE DOVUTO FARE LA SINISTRA PER AVVICINARSI A ULTIMO. UNA RECENSIONE SU RINASCITA? UN CONVEGNO AL TEATRO ELISEO? UN ENDORSEMENT DI FURFARO? FATTO STA CHE, PER BETTINI, ULTIMO È LA PROVA PROVATA DELLA DISTANZA DELLA SINISTRA DAL REALE" - "ULTIMO" E LE CRITICHE DEI GIORNALI, CAPPELLINI: "QUANDO GIÀ FACEVA SOLD-OUT, PROIETTA I TITOLI DI ALCUNI ARTICOLI DI GIORNALE REI DI CONTENERE CRITICHE, PERSINO GARBATE, NEI SUOI CONFRONTI"
Estratto dell'articolo di Stefano Cappellini per www.repubblica.it
C'è ancora qualcuno che non abbia una storia di riscatto da raccontare e rivendicare? Tutti underdog. Il cantante Ultimo, che di cognome fa Moriconi come l’Alberto Sordi di Un americano a Roma, è uno che si è scelto la storia già nel nome d’arte. Ultimo viene dal quartiere San Basilio, periferia romana di spaccio e vecchi tumulti proletari.
[...] Da molti anni il quartiere ha la fama della Scampia romana per via dello spaccio ma, ovviamente, ci vive tanta gente perbene. Ultimo non viene da una famiglia disagiata: il padre ingegnere civile, la mamma impiegata.
Un vecchio amico che abitava in un’altra periferia romana diceva sempre: “Ar quartiere mio co’ du’ stipendi in famija sei a rischio sequestri”. Ma non bisogna mai lasciare che la realtà rovini una storia che funziona. Se vieni da San Basilio, e sei molto tatuato, e parli con la cadenza dialettale strascicata, puoi dire di venire dalla strada anche se le biografie ufficiali dicono che studiavi al conservatorio di Santa Cecilia già a otto anni.
E non c'è niente di male, anzi, è una bella storia di impegno precoce e talento personale, solo che non è fotogenica come il mito dell'uscita dalla banlieue. [...] Come tutti gli underdog di professione, Ultimo coltiva una spiccata tendenza al vittimismo. Famosa la conferenza stampa di Sanremo 2019 nella quale accusò i giornalisti di sfruttare la settimana del Festival per sentirsi importanti, e mica aveva torto, se non fosse che l’accusa era mossa da un risentimento non nobilissimo e pure discutibile nel merito, specie col senno di poi: la sala stampa aveva votato per Mahmood anziché per lui. A stare nel quartiere ci vuole fottuta personalità, ma pure a stare in conferenza stampa a Sanremo.
la rosicata di ultimo per sanremo 2019
Per capire a quali livelli possa arrivare l’ira di Ultimo davanti alle critiche, circola ancora il video della tappa a Lignano di un suo tour di qualche anno fa, e parliamo di quando già faceva sold out negli stadi, nel quale dal palco proietta i titoli di alcuni articoli di giornale rei di contenere critiche, persino garbate, nei suoi confronti.
L’underdog ambisce all’unanimità: può vendere caterve di dischi, fare milioni di visualizzazioni e sbigliettare a tutto spiano, ma guai se esce un articolo che incrina il coro. L’underdog ha bisogno del consenso universale, forse timoroso che basti una sola crepa a far cascare il castello o forse per convinta adesione al metodo Stanislavskij, una immedesimazione incrollabile nel personaggio che non contempla la possibilità di sottrarsi al culto del riscatto sociale.
fan di ultimo accampati a tor vergata 4
La retorica dal basso prevede solo cuoricini, come quando si raccontano i propri guai sui social, e la sfida al mondo è fatta tutta di rivendicazioni. Canta Ultimo: “Quando avevo 15 anni andavo al parco con le cuffie/ adesso ce ne ho 25 e vado al parco con le cuffie/mi piace ricominciare da dove sono partito”.
Se questa apologia del riscatto a chilometro zero vi fa pure venire voglia di urlare “la sinistra riparta da Ultimo”, sappiate che ci ha già pensato qualcuno: Goffredo Bettini. A un certo punto di questa epopea sanbasiliese interviene Bettini - che negli ultimi anni ha sponsorizzato due astri per il campo largo: Alessandro Onorato e Niccolò Moriconi - per dire in sintesi questo: ma come? C’è un cantante di San Basilio, un ragazzo del popolo che ha talento e successo e la sinistra, invece di avvicinarsi a lui, non lo calcola?
Non ho mai ben capito cosa avrebbe dovuto fare la sinistra per avvicinarsi a Ultimo. Una recensione su Rinascita? Un convegno al teatro Eliseo? Un endorsement di Furfaro? Fatto sta che, per Bettini, Ultimo è la prova provata della distanza della sinistra dal reale. Immagino che i 250 mila che domani parteciperanno al concerto record a Tor Vergata non possano che rafforzare la convinzione bettiniana che Moriconi sia una rappresentazione plastica dell’utopia del campo largo.
Quello delle canzoni di Ultimo è un mondo di amanti che si sfiorano, si perdono, si ritrovano con un livello standard di sofferenza dove fa poco differenza tra un caso e gli altri. È Venditti senza il Folkstudio e i Nar al Giulio Cesare, è Lilli senza la droga, è la classe senza la lotta, è un mondo dove la realtà irrompe solo per ricordare a tutti che Niccolò ce l’ha fatta, ma un po' soffre proprio perché ce l’ha fatta e spesso sogna di incontrare il giovane Niccolò che non sapeva se ce l’avrebbe fatta e insieme alla fine si dicono: ce l’abbiamo fatta. [...]
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