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MAI DIRE RAI! LO STOP DI RENZI AL PASTICCIO TAFAZZIANO DI GIACOMELLI SUL CANONE IN BOLLETTA: “NON COMPLICHIAMO LA VITA ALLE PERSONE”. SE NE RIPARLA (FORSE) PER IL 2016, NEI PROSSIMI GIORNI PARTONO I BOLLETTINI VECCHIO STILE

1 - L’ORDINE DI RENZI: “NON COMPLICHIAMO LA VITA ALLE PERSONE”

matteo renzi koalamatteo renzi koala

Scrive Antonella Baccaro per “Il Corriere della Sera”: Il canone tv «esce» dalla bolletta elettrica. E dalla legge di Stabilità. Fonti di Palazzo Chigi ieri sera hanno dato per «improbabile» l’ipotesi, circolata nell’ultima settimana, che il balzello possa essere riformato con un emendamento all’attuale manovra e abbinato al pagamento della luce. Eppure ancora ieri mattina il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, asseriva che la modifica ci sarebbe stata e sarebbe partita da gennaio prossimo, tenendo fuori le seconde case.

 

Il canone, secondo Giacomelli, avrebbe dovuto essere «ridotto di oltre il 40% rispetto ai 113 euro pagati nel 2014», attestandosi dunque tra i 60 e i 65 euro. Obiettivo: combattere l’evasione fiscale che è attorno ai 600 milioni. La smentita, lasciata filtrare da Palazzo Chigi, sarebbe stata dettata dal premier per evitare complicazioni ai cittadini, chiamati a misurarsi col rompicapo delle seconde case intestate a familiari e rimaste sfitte. E c’è chi come Lorenza Bonaccorsi, responsabile Cultura del Pd e membro della commissione di Vigilanza Rai dice che, «visti certi sprechi, il canone Rai andrebbe abolito del tutto».

 

2 - RINVIATO IL CANONE IN BOLLETTA. PALAZZO CHIGI: “NIENTE PASTICCI”

Antonio Pitoni per “La Stampa”

 

ANTONIO 
GIACOMELLI 
ANTONIO GIACOMELLI

In mattinata, il sottosegretario Antonello Giacomelli, la dava per cosa praticamente fatta. Ma poi, in serata, è arrivato lo stop di Palazzo Chigi. Niente canone Rai nella bolletta elettrica, almeno per ora. Misura che, se da un lato rimane «strategica», dall’altro non vedrà certamente la luce con la Legge di stabilità visti «i tempi tecnici» ormai troppo stretti. «Nessun giallo né dietrofront», assicurano dall’entourage del premier, ricordando che l’ipotesi di uno slittamento era comunque un’opzione sul tavolo di lavoro. E non è escluso che la norma possa essere introdotta con un decreto legge ad hoc.

 

«Dal governo resta la conferma della volontà politica di andare avanti, ci stanno lavorando gli uffici legislativi», assicura, d’altra parte, lo stesso sottosegretario Giacomelli. Che ieri mattina, ospite di Radio 24, aveva ribadito l’idea di legare il canone Rai al contratto di fornitura elettrica già «dal gennaio 2015», stimando l’importo a carico dei contribuenti intorno ai 60-65 euro. Ma è proprio il nodo dei tempi, che sembrano destinati ad allungarsi, a restare controverso.

 

Luigi GubitosiLuigi Gubitosi

Era stato del resto il presidente di Assoelettrica, Chicco Testa, a far presente che - contrarietà nel merito a parte («dalla bolletta bancomat si vorrebbe passare alla bolletta esattore fiscale») - riscuotere il canone Rai in bolletta «non sarebbe tecnicamente attuabile a partire dal gennaio 2015». Tra l’altro, la questione era finita ieri l’altro sul tavolo di un vertice tra i ministeri dell’Economia e quello dello Sviluppo economico, che si riuniranno di nuovo questa settimana. Tempi a parte, c’è da sciogliere anche il nodo del canone dei proprietari di più di un’abitazione per i quali si profilerebbe il rischio di pagare più volte il canone Rai in base al numero delle utenze elettriche a loro intestate.

 

«Tendenzialmente l’idea è quella di evitare che chi ha la seconda casa paghi di più. Anzi, diciamo che in linea di massima sulla seconda casa è escluso», aveva garantito Giacomelli a Radio 24. Problema che gli uffici legislativi di Mef e Mise starebbero affrontando proprio in queste ore. L’ipotesi allo studio è quella di fissare, in questi casi, un importo che, nel complesso, non sia comunque superiore a quello attuale e, per le famiglie meno abbienti, di bloccare il canone a 30 euro.

 

CANONE RAICANONE RAI

Tutte problematiche che hanno indotto Palazzo Chigi a prendere tempo, con l’intento di procedere solo una volta avuta l’assoluta certezza della fattibilità dell’operazione canone in bolletta. «Una scelta opportuna da parte di Palazzo Chigi - fa sapere dalla Vigilanza Rai, Michele Anzaldi del Pd -. Visti i tempi stretti, meglio evitare di fare cose fatte male per la fretta, sempre tenendo fermo l’obiettivo finale: pagare meno, pagare tutti».

 

Esulta, invece, il Nuovo centrodestra, da sempre contrario al provvedimento. «Il governo ha ascoltato le nostre ragioni di assoluto buon senso», rivendica la capogruppo alla Camera, Nunzia De Girolamo, appreso dello stop arrivato da Palazzo Chigi. Resta da vedere se sarà della stessa opinione se e quando il governo  riproporrà di nuovo la norma.

 

3 - TEMPI TECNICI TROPPO STRETTI PER PARTIRE DAL 2015

Marco Mele per “Il Sole 24 Ore”

 

Un rinvio al 2016 sembra, a questo punto, l’ipotesi più probabile. Per due motivi. Primo: l’ipotesi del canone in bolletta è (era) tecnicamente difficile, oltre che avversata dai gestori elettrici. Con un importo di sessanta euro dilazionato nelle bollette, ci sarebbero volute 3o milioni di utenze per raggiungere l’importo attuale trasferito alla Rai, senza le seconde case. Secondo: i tempi sono troppo stretti per partire da gennaio.

ANNA MARIA TARANTOLA DAVANTI AL CAVALLO DI VIALE MAZZINI ANNA MARIA TARANTOLA DAVANTI AL CAVALLO DI VIALE MAZZINI

 

Se, come sembra, è saltata l’ipotesi dell’emendamento alla legge di stabilità, l’unica alternativa per cambiare dal prossimo anno sarebbe stata quella di un decreto ad hoc. Altra ipotesi poco praticabile: il decreto dev’essere convertito entro due mesi. L’eventualità di una sua modifica in Parlamento renderebbe impraticabile una partenza dal primo gennaio.

 

Con quale sistema di prelievo, poi, se un incontro dei tecnici della Presidenza del Consiglio e dei ministeri interessati avrebbe confermato l’impraticabilità del pagamento in bolletta? Non si era ancora definito, per la verità, se il canone sarebbe stato pagato o meno all’interno della bolletta o se l’utenza elettrica avrebbe solo acceso la "spia" sul possesso di apparecchi in grado di ricevere la tv.

 

A questo punto, con ogni probabilità, si andrà, forse per l’ultima volta, a pagare il canone con il bollettino postale. L’importo potrebbe essere identico a quello del 2013, vale a dire .1.13,50 euro. Sarebbe, in questo caso, il secondo anno consecutivo senza aumento. La legge di stabilità contiene anche un prelievo del 5% sul canone dal 2015.

 

Bisogna, però, attendere cosa succederà sul ricorso della Rai contro il mancato trasferimento di 150 milioni sul canone 2014. In caso di vittoria finale della Rai, difficili mente si potrà tenere in piedi un prelievo analogo, sia pure di diverso importo. Il canone, in ogni caso, dal 2016 non sarà più un’imposta sul possesso del televisore odi. un apparecchio atto a ricevere immagini televisive.

Cavallo di Viale MazziniCavallo di Viale Mazzini

 

In Germania, ad esempio, paga chi ha i un’abitazione o ufficio. Ora il Governo può affrontare la riforma della Rai dalla testa: prima la missione, poi la governare e l’assetto e, a seguire, le risorse per assicurare autonomia e indipendenza al nuovo servizio pubblico.

 

4 - RAI: BONACCORSI (PD), RIDURRE CANONE? ANDREBBE ABOLITO

(ANSA) - "Altro che ridurlo, visti certi sprechi il canone Rai andrebbe abolito del tutto". A dichiararlo e' Lorenza Bonaccorsi, responsabile cultura del Pd e componente della Vigilanza Rai. "Quando leggiamo di appalti milionari ingiustificati - spiega Bonaccorsi - e assunzioni di altri dirigenti esterni, dopo che ce ne sono gia' trecento in azienda, viene da chiedersi se non sia opportuno avviare subito una discussione seria per eliminare l'obbligo del canone, la tassa piu' odiata dagli italiani, e mettere in campo altri strumenti per permettere al servizio pubblico di finanziarsi, a partire dalla pubblicita'. Quando si discute di riforma del canone, bisognerebbe parlare innanzitutto di questo".

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