premio strega 2016 albinati

LO STREGA, MASSACRATO DA PARENTE - ''LA PREMIAZIONE? COME DISSOTTERRARE CADAVERI DA UN CIMITERO SPOSTANDOLI NELLO STUDIO DI BRUNO VESPA, SEMBRAVA TUTTO UN PLASTICO BENCHÉ IN PUTREFAZIONE, LA CELEBRAZIONE DELLA LETTERATURA CHE NON C’È, UN CONGRESSO DI ZOMBI CHE SI LECCAVANO L'UN L'ALTRO''

massimiliano parente 9massimiliano parente 9

Massimiliano Parente per ''il Giornale''

 

Oh, peccato per chi se l’è persa, perché la finale del Premio Strega, andata in onda venerdì sera in diretta su Rai 3, è stata la più sorprendente diretta televisiva della storia della televisione italiana. Nessun film dell’orrore, nessun George Romero o Dario Argento, nessuna fiction decrepita prodotta dalla Rai, potevano arrivare a tanto.

albinati vince il premio strega 2016albinati vince il premio strega 2016

 

Sarà stato lo spostamento dal Ninfeo di Valle Giulia all’Auditorium, ma l’effetto è stato come dissotterrare cadaveri da un cimitero spostandoli nello studio di Bruno Vespa, sembrava tutto un plastico benché in putrefazione, la celebrazione della letteratura che non c’è, il top della massoneria culturale, un congresso di zombi che si leccavano l’un l’altro, un obitorio illuminato rispetto al quale perfino il Parlamento italiano sembra un’avanguardia, una pompa magna senza fine, una pompa funebre e un magna magna di necrofagi usciti dai sarcofagi.

buffet stregabuffet strega

 

Da rabbrividire fin dall’inizio, dopo la lettura che Paola Pitagora ha fatto delle pagine di Maria Bellonci, come se fosse Proust, a me è venuta la pelle d’oca e poi la nausea. Soprattutto quando ha detto di essere emozionata da quando è diventata Amica della Domenica, perché «allo Strega arriva solo la crema della letteratura italiana». Più che crema direi una cremazione.

edoardo  albinati vince il premio strega 2016edoardo albinati vince il premio strega 2016elena stancanelli  nicola lagioiaelena stancanelli nicola lagioia

 

Con un deceduto che c’è stato davvero, Valentino Zeichen, al quale è venuto un ictus quando gli hanno comunicato l’esclusione dalla cinquina e è morto quando gli hanno dato il vitalizio della Legge Bacchelli, mica stupidi, questi della Bacchelli.

 

E un resuscitato, Antonio Franchini, che quest’anno ha lasciato Mondadori per Giunti e dopo l’esclusione del suo candidato (Antonio Moresco) ha denunciato i trucchi del Premio Strega, dopo trent’anni di Mondadori li conosce benissimo. Tra parentesi: quello di Moresco era il libro peggiore di Moresco, e parla della vita che è la morte e della morte che è la vita, quindi poteva benissimo entrare e vincere.

 

E poi tante smancerie sul nulla, un presentatore di cui non so il nome simile a un becchino, prelevato forse dal cimitero del Verano, e Nicola Lagioia, vincitore dell’anno scorso, nelle vesti di aiuto becchino o rappresentante di urne funerarie, giacca e cravatta nere su camicia bianca, e intorno tutto il provincialismo letterario italiano dell’establishment narrativo dei defunti vivi, rampicanti secchi che ancora si arrampicano sperando di scolarsi l’ambito liquore che nessuno beve se non lì.

i 5 finalisti del premio stregai 5 finalisti del premio strega

 

Tante rughe, facce putrefatte, sguardi tenuti aperti con gli spilli, e tanta generazionalità dichiarata e in rigor mortis: la generazione dei ragazzi del delitto del Circeo, mai sentita ma se l’è inventata Edoardo Albinati, autore de La scuola cattolica, con un muso lungo come se l’Isis gli avesse sterminato la famiglia;  in lizza con Eraldo Affinati, titolo del libro L’uomo del futuro, che non è Steve Jobs, ci mancherebbe, ma la generazione di Don Milani, wow; in lizza con Vittorio Sermonti, che invece parla della sua generazione e dei partigiani, una botta di vita.

invitati al premio strgainvitati al premio strga

 

I tre si sono ciucciati il primo, il secondo e il terzo posto, sebbene sui primi due aleggi il dubbio che i catatonici giurati abbiano scambiato Affinati con Albinati, ma tanto poco cambia, solo il numero di pagine, un migliaio quelle del romanzo di Albinati. O di Affinati, non ricordo.

 

invitati al buffetinvitati al buffet

Quarti e quinti due giovani, si fa per dire, Giordano Meacci (in quota minimum fax, e dunque dell’editor della casa editrice Lagioia), e la femmina nuda Elena Stancanelli, per fortuna vestita, cinquant’anni e non li dimostra, sembra la sorella di Lidia Ravera, arrivata ultima, a riprova che Lagioia conta più di Elisabetta Sgarbi. Ha parlato anche la moglie di Sermonti del libro di Sermonti ma mi resta il dubbio non fosse Ludovica Ripa di Meana bensì Corrado Augias con lo chignon.

 

la sala sinopolila sala sinopoli

Tutti impettiti, perfino alle riunioni dell’Accademia dei Lincei sembrano più umili. Tutti romani (o romani d’adozione, come la femmina nuda vestita), e primo e secondo posto a Rizzoli e Mondadori, così, per dimostrare che a Segrate dell’antitrust se ne fottono.

 

vittorio sermontivittorio sermonti

Meno male c’è stato Sandro Veronesi, a ricordare il più grande scrittore italiano vivente: Raffaele La Capria. In effetti Aldo Busi o Alberto Arbasino, tanto per dirne due, sono troppo giovani, ancora non li hanno letti. A me, perché non si pensi che “rosico”, (come ormai si pensa sempre quando si critica qualcosa o qualcuno vivente, figuriamoci dei morti che si premiano), una volta un editore importante mi propose di andarci, ma dovevo parlar bene di tutti e presenziare a destra e sinistra; ritirai il romanzo e lo detti a un altro editore, perché lì non mi ci vedrete neppure morto, sebbene anche nella bara sembrerei comunque più vivo dei presenti.

 

www.massimilianoparente.it

 

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?